La Biblioteca

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La Biblioteca del Dipartimento di Scienze dell’Educazione e della Formazione si è costituita attorno a due nuclei:

  • la Biblioteca del Corso di Perfezionamento per i maestri, istituito nel 1904 e avviato nel 1907 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia;
  • la Sezione pedagogica della Biblioteca di Filosofia dell’Istituto superiore di Magistero, istituito nel 1923 e diretto dal Prof. Nicola Terzaghi, diventato nel 1936 Facoltà di Magistero.

    Nel 1996 la Facoltà di Magistero ha assunto il nuovo nome di Facolt? di Scienze della Formazione. L’ex Istituto di Pedagogia cambia la sua denominazione in Dipartimento di Scienze dell’Educazione fin dal 1992, per diventare attualmente Dipartimento di Scienze dell’Educazione e della Formazione.
Facciata della biblioteca
La Biblioteca dell’ex Istituto di Pedagogia ha ricevuto particolare impulso negli anni Trenta e Quaranta in seguito agli acquisti di libri rari e di pregio voluti dal Prof. Angiolo Gambaro, allora titolare della cattedra di Pedagogia, oggi riuniti sotto il nome di Fondo Gambaro.
In un secondo tempo entrarono a far parte del patrimonio della biblioteca numerose edizioni di cinquecentine (in particolare opere di Erasmo) e opere del XVII e XVIII secolo di argomento educativo e pedagogico. Questo pregevole settore della Biblioteca, denominato Fondo Antiquario, è tuttora in continuo incremento grazie all’acquisto di volumi di antiquariato.
Negli anni Sessanta e Settanta, sotto la direzione del Prof. De Bartolomeis, la Biblioteca fu punto di riferimento per gli studi sulla pedagogia contemporanea, in particolare anglosassone e franco-elvetica.
Negli anni Ottanta la biblioteca ha acquisito una parte del fondo appartenuto al Regio Museo Industriale costituita da libri di testo, manuali e opuscoli italiani e stranieri per la scuola elementare (secoli XIX-XX).

Situata originariamente nei locali dello storico Palazzo Campana, la Biblioteca fu trasferita nel 1969 a Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà Umanistiche, dove è rimasta fino alla fine degli anni Ottanta.
Oggi si trova nei locali destinati un tempo alla Bottega d’Erasmo, all’interno del palazzo opera degli architetti torinesi Roberto Gabetti e Aimaro Isola, accanto a Palazzo Nuovo e alla Mole Antonelliana.