Insieme, contro ogni violenza
A tutta la comunità dell’Università di Torino
Con la violenza di ieri ancora negli occhi, invitiamo tutte e tutti a ritrovarci nella più ferma condanna dei fatti avvenuti.
Nelle settimane precedenti ci siamo impegnati per assicurare spazi democratici correttamente richiesti e gestiti nel rispetto delle regole. Qualcuno ha detto che siamo stati i soli a farlo: ne siamo orgogliosi. L’Università di Torino è stata in città l’istituzione che ha indicato e percorso la via del dialogo e del confronto, ribadendo che questi possono esistere solo all’interno di una cornice di legalità e di rifiuto della violenza, garanzia della dimensione democratica e dei diritti di ciascuno, reciprocamente riconosciuti.
Muovendoci secondo questo stesso criterio, siamo stati costretti a impedire la realizzazione di un evento non autorizzato ad alta affluenza, per la mancanza delle condizioni minime di sicurezza all’interno di Palazzo Nuovo per questa tipologia di iniziative.
Successivamente, a fronte dell’occupazione di Palazzo Nuovo, da venerdì pomeriggio abbiamo dovuto dichiarare chiuse le attività universitarie nella struttura, poiché gli occupanti – tra i quali anche soggetti estranei alla nostra Comunità – stavano svolgendo attività non autorizzate e del tutto incompatibili con i luoghi occupati, generando situazioni di pericolo, illeciti e danni, segnalati alle autorità competenti tramite formale esposto.
Pochi giorni prima avevamo inoltre tutelato il Senato Accademico da chi, con un’irruzione violenta, pretendeva di intervenire, pur potendo farlo attraverso i propri rappresentanti o richiedendo un’audizione.
A ciò si è aggiunta la manifestazione di ieri, conclusasi con un epilogo violento e con ore di scontri contro le forze dell’ordine, per motivazioni che non possono spiegare, né tantomeno giustificare, l’uso della violenza.
Di fronte a quanto accaduto, dentro e fuori dal nostro Ateneo, chiediamo alla nostra comunità di condannare ogni forma di violenza; di dare forza alle proprie idee, ricche e plurali, attraverso parole non violente; di dare energia alle proprie azioni con gesti, pratiche e strategie non violente.
Ci sono momenti in cui l’espressione contro la violenza non può essere silenziosa. Per questo chiediamo agli Organi di Ateneo – anzitutto il Senato Accademico, il Consiglio di Amministrazione, il Consiglio delle Studentesse e degli Studenti, i Consigli di Dipartimento – di riunirsi ed esprimersi in merito.
Parallelamente, proponiamo a ogni organizzazione, gruppo o coordinamento della nostra comunità di prendere posizione rispetto ai fatti violenti di ieri. Potrebbe così emergere una voce comune, non violenta, che successivamente potrà articolarsi in direzioni e sfumature diverse, ma sempre nel rifiuto della violenza.
Ci sono momenti in cui si volta pagina. Noi lo abbiamo fatto partendo dal rifiuto della violenza, dalla costruzione di strategie di dialogo e confronto, dal presidio di spazi di democrazia e di socialità liberi e sicuri.
Insieme, contro ogni violenza
La Rettrice
Cristina Prandi
Il Prorettore
Gianluca Cuniberti