Università degli Studi di Torino - Mozione per la liberazione di Fariba Adelkhah

Argomento: Comunicazione di carattere istituzionale
Pubblicato: 
Venerdì 10 Aprile 2020

Il 5 giugno 2019 l’antropologa franco-iraniana Fariba Adelkhah, direttrice di ricerca presso il Centre des Recherches Internationales (CERI) di SciencesPo Parigi è stata arrestata in Iran insieme al suo collega Roland Marchal. Entrambi si sono visti addossare numerosi capi d’accusa non solo infondati ma anche privi di ogni credibilità: spionaggio, disinformazione, propaganda contro il regime e altri falsi addebiti. Lo scorso 24 dicembre Fariba Adelkhah e un'altra accademica detenuta nella prigione di Evin (Teheran), l’australiana Kylie Moore-Gilbert, hanno iniziato uno sciopero della fame per chiedere la loro liberazione e quella degli altri prigionieri scientifici in Iran e in Medio Oriente. Il 23 febbraio è stata ricoverata all'ospedale della prigione di Evin a causa di un “grave deterioramento del suo stato di salute”.

 

L’Università degli Studi di Torino esprime il proprio sollievo davanti alla scarcerazione Roland Marchal, che è tornato in libertà lo scorso 20 marzo, e si unisce alle istituzioni universitarie e di ricerca in Francia e nel mondo nel denunciare la detenzione di Fariba Adelkhah come inaccettabile.
Fariba Adelkhah è ancora nel carcere di Evin, benché sia stata sollevata dalle imputazioni più gravi di cui era stata accusata. Il processo contro di lei, il cui inizio era previsto per il 3 marzo 2020 davanti alla quindicesima camera della Corte rivoluzionaria di Teheran, è stato rinviato sine die.

 

Le circostanze in cui Fariba Adelkhah versa mettono in luce i pericoli che pesano sulla mobilità dei ricercatori e sulla loro libertà scientifica. L’Università degli Studi di Torino esprime la propria preoccupazione per la situazione di Fariba Adelkhah e delle decine di altri ricercatori e accademici stranieri che continuano ad essere illegalmente incarcerati in Iran, in un momento in cui il paese si sforza di contenere un'epidemia sempre più estesa che ha già raggiunto le carceri. Protestiamo con veemenza contro il trattamento crudele a cui Fariba Adelkhak è sottoposta e chiediamo la sua liberazione immediata.

 

Per aggiornamenti sulla situazione di Fariba e per firmare la petizione per la sua liberazione: https://faribaroland.hypotheses.org/
 

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