Cerimonia di consegna Laurea Honoris Causa in Storia dell'Arte a Giulio Paolini
Mercoledì 20 maggio 2026 alle ore 11 presso l'Auditorium del Complesso Aldo Moro (via Verdi - Torino) si svolge la cerimonia per il conferimento della Laurea Honoris Causa in Storia dell'Arte all'artista Giulio Paolini.
L'ingresso in sala è consentito a partire dalle ore 10.30.
La cerimonia viene trasmessa in diretta streaming sul canale Live di Unito media.
Per confermare la propria presenza, compilare il seguente form on line:
Saluti istituzionali
Cristina Prandi
Rettrice
Paolo Cozzo
Direttore del Dipartimento di Studi Storici
Laudatio
Fabio Belloni
Proponente e docente del Dipartimento di Studi Storici
Lectio Magistralis
Fuori scena
Giulio Paolini
Artista
Profilo Biografico
Giulio Paolini é nato a Genova il 5 novembre 1940. Nel 1942 la sua famiglia si trasferisce a Bergamo per motivi legati alla professione del padre e, nel 1952, si stabilisce definitivamente a Torino. Qui si diploma perito grafico e si avvicina all’arte frequentando mostre e gallerie. Dopo alcune prove sperimentali, nel 1960 realizza Disegno geometrico, vera e propria dichiarazione d’intenti, che rimarrà il punto di continuo ritorno della sua ricerca.
Le prime amicizie nel mondo dell’arte segnano l'esordio della sua carriera, che prende avvio nel 1964 con la prima personale alla Galleria La Salita a Roma. Nella seconda meta degli anni Sessanta consolida i suoi assunti concettuali e la sua posizione di completa autonomia rispetto all’effervescente clima dominante dell’epoca. Germano Celant, conosciuto tramite Carla Lonzi, scrive il testo per il catalogo di una personale alla Galleria del Leone a Venezia nel 1967 e lo coinvolge nella nascente scena dell’Arte povera, invitandolo nelle rassegne da lui curate negli anni 1967-71.
Temi di ricerca
Tra i principali esponenti dell’arte d’avanguardia della seconda meta del XX secolo, Paolini si distingue per una pratica artistica di matrice concettuale. Punto d’origine e di riferimento permanente della sua ricerca é la prima opera realizzata nel 1960: Disegno geometrico é una tela dipinta a tempera, sulla quale l'artista si é limitato a tracciare la squadratura della superficie, procedimento preliminare a ogni possibile rappresentazione. A partire da questa prima riflessione sullo spazio della rappresentazione e lo statuto dell’opera, Paolini ha sviluppato una complessa ricerca incentrata tanto sugli strumenti del fare artistico, quanto sulla figura dell’autore come operatore del linguaggio e complice dello spettatore. Le sue opere improntate a una dichiarata teatralità mettono in scena l'attesa di un’immagine incognita, che alla ricerca di un modello, allo stesso tempo nuovo e antico, sfugge costantemente alla sua definizione. Tra le principali caratteristiche del suo modo operativo figurano la citazione, la duplicazione e la frammentazione, impiegati come espedienti per inscenare la distanza rispetto a un modello compiuto e per fare dell’opera un “teatro dell’evocazione”. A questi procedimenti che attingono a un vasto repertorio di riferimenti letterari, mitologici e filosofici, evocati attraverso la riproduzione fotografica, il collage e il calco in gesso, fanno da pendant allestimenti articolati e compositi, imperniati su dinamiche additive (serialità, ripetizione, giustapposizione), centrifughe (esplosione e dispersione partire dal centro) oppure centripete (concentrazione, sovrapposizione, incastro). In tempi recenti, l'indagine paoliniana intorno alla definizione e alla ragione dell’opera verte in particolare sull’atto espositivo, inteso come momento fondamentale dell'incontro con 'opera, e sulla figura dell’autore, considerato nella sua estraneità rispetto alla concezione dell’opera, che gli preesiste e lo supera.
Scenografie teatrali
Nel corso della sua attività Paolini ha realizzato anche diverse scenografie teatrali, a partire dalle scene e i costumi per il Bruto I! di Vittorio Alfieri per la regia di Gualtiero Rizzi nel 1969, fino alle collaborazioni con Carlo Quartucci e la Zattera di Babele negli anni Ottanta. Tra i progetti piu recenti si distinguono le scene ideate per le Valchirie (2005) e il Parsifal (2007) di Richard Wagner al Teatro San Carlo a Napoli per la regia di Federico Tiezzi.
Attività editoriale
Grafico di formazione, ha sempre nutrito un particolare interesse per il campo editoriale e la pagina scritta. Fin dall'inizio ha accompagnato la sua ricerca artistica con riflessioni raccolte in libri curati in prima persona: da /dem, pubblicato nel 1975 da Einaudi con un’introduzione di Italo Calvino, ai pit recenti Quattro passi. Nel museo senza muse (Einaudi, Torino 2006), Dall’Atlante al Vuoto in ordine alfabetico (Electa, Milano 2010) e L’autore che credeva di esistere (Johan & Levi, Milano 2012).
La prima monografia sull’artista, a cura di Germano Celant, ¢ stata pubblicata nel 1972 a New York presso la Sonnabend Press. Le piu significative pubblicazioni dedicate a Giulio Paolini, comprensive di antologie critiche e ricche documentazioni, sono costituite dai volumi realizzati in occasione delle mostre personali di Parma (1976), Ravenna (1985), Stoccarda (1986), Roma (1989) Graz (1998) e Milano (2003). Nel 1990 Francesco Poli ha curato una monografia per le Edizioni Lindau di Torino. Nel 1992 Marco Noire ha pubblicato Impressions graphiques. [’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, un catalogo generale delle edizioni grafiche. Nel 2008 & uscito in due volumi presso I'editore Skira di Milano il Catalogo ragionato delle opere dal 1960 al 1999, curato da Maddalena Disch.
Esposizioni
Dalla sua prima partecipazione a una mostra collettiva nel 1961 e dalla sua prima personale nel 1964 ha esposto in gallerie e musei di tutto il mondo. Le principali retrospettive si sono tenute allo Stedelijk Museum, Amsterdam (1980), al Nouveau Musée, Villeurbanne (1984), alla Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda (1986), alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (1988), alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, Graz (1998) e alla Fondazione Prada, Milano (2003). Tra le antologiche pili recenti si ricordano quelle alla Whitechapel Gallery, Londra (2014), alla Fondazione Carriero, Milano (2018) e al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2020).
Ha partecipato a svariate rassegne di Arte povera ed é stato invitato piu volte alla Documenta di Kassel (1972, 1977, 1982, 1992) e alla Biennale di Venezia (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1993, 1995, 1997, 2013). Il suo lavoro & presente in rinomate collezioni pubbliche e private sia nazionali sia internazionali.
Premi e onorificenze
Tra i principali premi e riconoscimenti si segnalano il Premio Lucio Fontana (1975), l'onorificenza francese di Chevalier des Arts et des Lettres (1995), elevata nel 2002 al grado di Officier; il Premio Internazionale Koiné 2000 alla carriera e il Diploma Honoris Causa dell’Accademia Albertina in pittura (2017). Nel 2022 & insignito del Premio Imperiale per la Pittura, il piu importante riconoscimento in campo artistico.