Nuovi riconoscimenti internazionali, UniTo si conferma al top in Filosofia, Scienze dell'Educazione e Scienze delle Religioni

La prestigiosa agenzia Quacquarelli Symonds ha pubblicato i QS Subject Ranking per il 2024, le nuove classifiche specifiche per ogni disciplina delle migliori università del mondo, dove sono stati valutati circa 5000 atenei in 55 ambiti disciplinari.

 

UniTo è la prima università italiana nelle classifiche delle discipline PhilosophyEducation e Religious Studies. Si posiziona invece al terzo posto in Veterinary Science, al quarto posto in Agriculture & forestry e nella top 200 in Archaeology (dove compare per la prima volta)L’Università di Torino risulta quindi un’eccellenza mondiale nelle discipline del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione (top 100) e della Scuola di Agraria e Veterinaria (top 150).

 

Complessivamente, a livello mondiale UniTo si è ben posizionata in 26 subject ranking, con 5 discipline in più rispetto al 202342° posto per Filosofia (3 posizioni guadagnate rispetto al 2023); 51-70° per Veterinaria; 51-100° per Scienze delle Religioni; 101-150° posto per Agraria e Archeologia151-200° per Scienze dell’Educazione201-250° per Lingue moderneFisicaSociologiaStoria e Geografia251-300° per Letteratura ingleseFarmaciaMedicinaBiologiaChimicaMatematicaEconomia e Finanza301-350° per DirittoLinguisticaPsicologia e Scienze dell’Ambiente351-400° per Informatica e Scienze dei Materiali501-550° per Amministrazione Aziendale.

 

L’Università di Torino è presente in tutte le 5 broad subject areas, le macro aree che comprendono gli ambiti disciplinari specifici, dove compaiono meno del 5% delle istituzioni universitarie mondiali.

 

Il miglior posizionamento per macroarea si conferma quello in Life Sciences and Medicine, dove UniTo si classifica al 155° posto (su 550 università presenti) e in Art and Humanities (235° posto), seguito da Natural Sciences (248° posto). L’Ateneo migliora il piazzamento rispetto al 2023 nella macro area di Social Sciences and Management (303° posto) e di Engineering and Technology, dove si classifica al 352° posto al mondo migliorando di 50 posizioni rispetto all’anno scorso.

 

La metodologia utilizzata per stilare la classifica QS World University Rankings combina dati bibliometrici relativi all’attività di ricerca (citazioni per pubblicazione su riviste scientifiche e H-index, un indice internazionale che misura impatto e produttività dei ricercatori) e indagini reputazionali presso il personale accademico e i datori di lavoro. Questi quattro fattori assumono pesi differenti a seconda delle discipline. Nel punteggio dato alla macroarea e per alcune discipline scientifiche e tecnologiche si considera anche la collaborazione internazionale nella ricerca.

 

Per maggiori informazioni riguardo alle classifiche universitarie si veda il sito:

https://politichediateneo.unito.it/ranking-internazionali/

 

Per approfondimenti sui ranking disciplinari delle università visita la pagina di QS: https://www.topuniversities.com/subject-rankings/

Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 11 Aprile, 2024

Al Prof. Umberto Ricardi il Breur Award 2024, massimo riconoscimento scientifico europeo nella radioterapia

Il Prof. Umberto Ricardi, Direttore della Scuola Medicina dell’Università di Torino e del Dipartimento Oncologia AOU Città della Salute della Scienza di Torino, ha vinto il Breur Award 2024, la più alta onorificenza conferita dalla Società Europea di Radioterapia e Oncologia (ESTRO) ai suoi membri, come riconoscimento dell’eccellenza dell’attività scientifica e del grande contributo dato alla radioterapia europea.

 

Il Breur Award è stato istituito in memoria del Prof. Klaas Breur, Direttore della Radioterapia Universitaria di Amsterdam prematuramente scomparso nel 1991. Breur è considerato uno dei padri fondatori di ESTRO, la Società nata nel 1980 con l’ambizione di far nascere la radioterapia come specialità indipendente, con tutte le professionalità coinvolte operanti all’interno di una comune società scientifica, e con lo scopo di favorire lo sviluppo della disciplina in tutti i suoi aspetti - clinico, scientifico, educazionale, tecnologico - promuovendo scambio di conoscenze e collaborazione a livello europeo.

 

Il Prof. Ricardi, parte della governance di ESTRO dal 2004 al 2023 e Presidente della stessa nel biennio 2018-2020, riceverà il premio durante la cerimonia di inaugurazione del congresso annuale della Società, che si terrà a Glasgow dal 3 maggio al 7 maggio. Per l’occasione, sarà invitato a presentare la “lettura Klaas Breur”, che avrà come titolo “Una nuova affascinante era per la radioterapia nel trattamento delle neoplasie ematologiche”. L’intervento verterà sul dibattito tra la sola chemioterapia e la terapia combinata nei pazienti affetti da linfomi, per poi approfondire il ruolo della radioterapia come trattamento "ponte" e "priming" insieme ai nuovi trattamenti sistemici (CAR-T).

 

“Devo dire che sono stato davvero entusiasta nel leggere la lettera del Presidente ESTRO che mi informava del privilegio di essere onorato con il premio Breur per il 2024 e dell'opportunità di tenere la conferenza Klaas Breur durante la cerimonia di apertura del nostro prossimo incontro annuale a Glasgow. Sono emozionato, orgoglioso e molto felice. Naturalmente, è importante dire che un tale riconoscimento non è opera di una sola persona. Pertanto, voglio dedicare questo premio a tutti i colleghi e ai gruppi con cui ho lavorato, oltre che ai miei pazienti. Infine, non avrei potuto fare tutto quello che ho fatto durante la mia carriera senza il sostegno dei miei cari”, dichiara il Prof. Umberto Ricardi.

 

ESTRO è una società scientifica che conta circa 9000 membri. Svolge un ruolo di leadership nel panorama oncologico mondiale, oltre a rappresentare l’unico riferimento europeo per lo sviluppo e la promozione della radioterapia. ESTRO punta a rafforzare il ruolo della radioterapia come pilastro della multidisciplinarietà clinica oncologica e a garantire un accesso adeguato alla radioterapia a tutti i pazienti che ne hanno bisogno. Circa il 50% del totale dei pazienti oncologici, infatti, ha necessità di ricevere radioterapia in una qualche fase della storia naturale della malattia. Dal 1982 ESTRO ha una sua rivista scientifica (Radiotherapy & Oncology), con un elevato impact factor, utile alla disseminazione delle informazioni scientifiche e, dagli anni 80, ha al suo interno ESTRO School, un’importante organizzazione educazionale utile a garantire un’adeguata formazione radioterapica per molte nazioni europee non attrezzate in tal senso.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Martedì, 9 Aprile, 2024

GEONIGHT, la Notte Europea della Geografia torna a Torino

Il 5 e 12 aprile a Torino si terranno gli eventi per GeoNight, la Notte Europea della Geografia, un’iniziativa promossa da EUGEO, l’Associazione che riunisce tutte le società geografiche europee, università e semplici appassionati. Il capoluogo piemontese diventerà il palcoscenico delle geografie urbane e digitali, grazie agli appuntamenti organizzati da GeoTuNe Network, la rete dei geografi torinesi.

 

Ricercatrici e ricercatori, studiosi e appassionati di geografia, offriranno una panoramica approfondita sulle sfide e le opportunità che caratterizzano l’ambiente della geografia torinese e non solo, un’occasione per presentare i diversi modi di fare geografia oggi.

 

 

PROGRAMMA 5 APRILE

 

Alle 14:30, presso l’orto della Scuola di Management ed Economia (Corso Unione Sovietica 128 bis, Torino) si terrà un incontro sul progetto “Commonshood in the garden” focalizzato sulle geografie digitali, la cura e la creazione di valore. Attraverso l’app di blockchain civica Commonshood, sviluppata dal Dipartimento di Informatica di UniTo, verrà creata una “biblioteca degli attrezzi” digitale per scambiare utensili da giardinaggio. L'obiettivo più ampio del progetto è attivare, attraverso l'uso di tecnologie digitali, nuove micro-economie locali e pratiche di cura di un bene comune. 

 

Alle ore 15:00, presso il Dipartimento Interateneo Scienze, Progetto, Politiche del Territorio (Castello Del Valentino, Sala Vigliano), si terranno delle conversazioni attorno al libro di Michele Lancione For a Liberatory Politics of Home (Duke, 2023) con Sandro MezzadraMargherita GrazioliFrancesca Governa e Silvia AruIl libro offre una nuova concettualizzazione del rapporto tra 'home' e 'homelessness', argomentanto per una lettura non binaria del rapporto tra la dimora e la sua assenza. Il testo offre una disamina della questione 'casa' in Italia attraverso le sue radici coloniali, patriarcali e di capitalismo razzializzato, andando poi a teorizzare una politica liberatoria dell'abitare in conversazioni con pensieri femministi, queer, autonomi e relazionali.

 

Alle 18:00online, si aprirà un dialogo su “UniTo e l’Africa”, con l’obiettivo di esplorare le esperienze di ricerca universitaria legate al continente africano. Grazie al social network di comunità FirstLife, si potrà navigare una mappa che offre una rappresentazione viva e dinamica del dialogo tra UniTo e l’Africa. La comunità universitaria di UniTo che si dedica alla cooperazione con l’Africa è in crescita grazie alle esperienze professionali, di studio e di vita delle e degli studenti UniCoo che gettano le basi per importanti progettualità future. 

 

PROGRAMMA 12 APRILE

 

Alle ore 16:00, al Campus Luigi Einaudi (Sala Lauree Blu, Lungo Dora Siena 100, Torino), si terrà la presentazione del libro “La città autistica” di Alberto Vanolo. Che cos’è una città «autistica»? È uno spazio per immaginare e sperimentare modi diversi di intendere le diversità, incluse quelle neurologiche, anche al di là del linguaggio delle categorie, delle diagnosi e delle disabilità. Il mondo ha bisogno di città del genere: «autistico» non va inteso in senso peggiorativo e la condizione di neurodiversità può offrire molto per progettare città piú vivibili e aperte. Costruire realtà urbane migliori significa anche sovvertire le categorie morali e i linguaggi comunemente associati all’autismo. Alberto Vanolo offre una serie di proposte provocatorie per la città autistica, una sorta di manifesto con principi generali per immaginare realtà urbane piú semplici e sostenibili, non solo per chi vive una condizione di neurodivergenza.

 

Alle 17:00UniCarTo 2024 porterà studenti e studentesse a mappare la città di Torino per una geografia del rapporto tra Città e Università attraverso gli occhi delle e degli studenti e della comunità universitaria. Gli esiti della mappatura partecipativa verranno inseriti nella piattaforma informatica FirstLife dell'Università di Torino.

 

Alle 18:30, presso il Circolo Arci Kontiki (via Cigliano 7/B, Torino) si aprirà un dibattito su “Case, cemento e città”, ispirato al libro “Cemento armato. La politica dell’illegalità nelle città italiane”, di Francesco Chiodelli, che si focalizza sulla relazione complessa tra fenomeni illegali in ambito urbano (per esempio, abusivismo, corruzione in ambito urbanistico, infiltrazione criminale nello sviluppo urbano) e problemi socio-ambientali (come disagio abitativo, consumo di suolo, speculazione edilizia), illustrando questi temi in modo chiaro e comprensibile anche per un pubblico di non addetti ai lavori, a partire da casi reali, più o meno noti, verificatisi in diverse città italiane negli ultimi anni. L'incontro prevede la partecipazione, oltre che dell'autore del libro, di alcuni esponenti della società civile, di movimenti sociali e di associazioni ambientaliste. 

 

Alle 19:30, presso il Campus Luigi Einaudi (Spazio Mai), ci sarà un GEO-Aperitivo un momento conviviale per continuare le discussioni e gli scambi di idee. E alle 20:30, in Aula A4 si terrà una sessione di co-design con “L’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana” nel contesto del social network civico FirstLife. L’incontro prevede la costruzione partecipata dell’infrastruttura informatica attraverso cui si darà avvio, in un secondo momento, alla mappatura dal basso del food system torinese. Tramite la pratica del co-design, gli attori del cibo decideranno come raccontarsi e attraverso quali “categorie” rappresentare le proprie attività. L’obiettivo finale sarà una mappa interattiva e dinamica, che restituisca la vivacità e la complessità degli attori del cibo a Torino.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 4 Aprile, 2024

La fisica può accelerare la biodegradazione del petrolio in mare

La biodegradazione microbica del petrolio è il principale metodo di rimozione dall'oceano in caso di incidenti con fuoriuscita di petrolio in mare (“oil spills"), come quello causato dalla piattaforma Deepwater Horizon nel 2010. L'efficacia del processo di biodegradazione dipende da molti fattori, uno dei quali è la dimensione delle gocce di petrolio.
Nel lavoro "Immiscible Rayleigh-Taylor turbulence: Implications for bacterial degradation in oil spills", pubblicato sui Proceedings of the  National Academy of Sciences (PNAS), un team di ricerca di cui fa parte il Prof. Guido Boffetta del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino ha studiato come la turbolenza di fluidi immiscibili può favorire la formazione di gocce sempre più piccole, accelerando il processo di biodegradazione.

 

Una stratificazione di densità instabile tra due fluidi si mescola spontaneamente sotto l'effetto della gravità, un fenomeno noto come turbolenza di Rayleigh-Taylor (RT). Se i due fluidi sono immiscibili, ad esempio petrolio e acqua, la tensione superficiale impedisce la miscelazione a livello molecolare. Tuttavia, la turbolenza frammenta un fluido nell'altro, generando un'emulsione in cui la dimensione tipica delle gocce diminuisce nel tempo a causa della competizione tra l'energia cinetica crescente e la densità di energia superficiale.

 

I batteri marini che  "mangiano" il petrolio non possono penetrare all'interno delle gocce, in quanto necessitano di ossigeno e quindi colonizzano la superficie della goccia. Pertanto l'efficienza del processo dipende dall'interfaccia petrolio-acqua disponibile. Gli esperimenti e le simulazioni della collaborazione hanno mostrato in modo coerente che la dinamica turbolenta produce gocce sempre più piccole e quindi, aumentando la superficie di interfaccia, favorisce l'efficienza dei processi di biodegradazione delle oil spills da parte dei batteri.

 

“Anche se la prima teoria fenomenologica che descrive questo processo di miscelamento è stata derivata molti anni fa, è rimasta sfuggente alla verifica numerica e sperimentale, ostacolando la nostra capacità di prevedere in modo preciso la dinamica in applicazioni come gli sversamenti in acque profonde. Qui forniamo la prima verifica sperimentale e numerica della teoria della turbolenza immiscibile RT, svelando le proprietà dello stato turbolento che si origina all'interfaccia olio-acqua” - dichiara il Prof. Boffetta.

 

La ricerca è stata condotta grazie a una collaborazione tra le Università di Torino e Genova, l'OIST di Okinawa per le simulazioni numeriche e l'ETH di Zurigo per quanto riguarda gli esperimenti di laboratorio. I risultati hanno implicazioni di ampio respiro per la comprensione generale della miscelazione di fluidi immiscibili, che vede applicazioni in molti campi della fisica e dell’ingegneria.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Mercoledì, 3 Aprile, 2024

Bandi di ricerca europei, l'Università di Torino si conferma al top per attrattività

La Commissione Europea ha annunciato i risultati dell’ultimo bando per borse di studio post-dottorato Marie Sklodowska-Curie (MSCA Postdoctoral Fellowship), il programma della Commissione Europea che finanzia annualmente i progetti delle ricercatrici e dei ricercatori più promettenti in tutte le discipline scientifiche per valorizzarne il potenziale creativo e innovativo attraverso la formazione avanzata e la mobilità internazionale, intersettoriale e interdisciplinare.

 

Quest’anno la comunità UniTo si arricchisce di 8 nuovi fellows MSCA: quattro ricercatrici e quattro ricercatori vincitori di fellowship MSCA svilupperanno il proprio progetto scientifico all’Università di Torino grazie al prestigioso grant individuale, per un valore complessivo di oltre 1 milione e mezzo di euro. L’Ateneo torinese si attesta così tra i più attrattivi in Italia, con un indice di successo (success-rate) superiore alla media europea (26,5% rispetto al 15,80% dell’area UE) e un totale di 23 MSCA-PF vinte finora nell’ambito del programma Horizon Europe per la ricerca e l’innovazione.

 

Quello di UniTo è un risultato particolarmente rilevante che conferma il trend positivo degli ultimi anni ottenuto grazie al programma di eccellenza BRAIN UniTo, il primo Talent Attraction Programme dell’Università di Torino concepito per coltivare i migliori talenti della ricerca in Ateneo e attrarne di nuovi puntando sull’eccellenza come fattore chiave per potenziare la capacità di UniTo di produrre conoscenza ad alto impatto, generando cambiamento economico, sociale e culturale. Lanciato nel 2022 il programma, che offre due percorsi distinti per MSCA-PF e grant ERC, è ai blocchi di partenza con la terza edizione per la preparazione dei progetti 2024.

 

Le vincitrici e i vincitori MSCA-PF @UniTo

 

Silvia Gianoglio, ricercatrice in Biotecnologie Vegetali del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), ha conseguito un dottorato in Genetica Agraria all’Università di Torino, dedicandosi al miglioramento di piante coltivate attraverso l’uso di nuove tecniche genomiche. Con il progetto StrigoSense – A versatile biosensor of strigolactone responses in plants ha l’obiettivo di costruire un biosensore per seguire nelle piante, a livello sistemico e sub-cellulare, l’attivazione delle risposte agli strigolattoni. Questi ormoni vegetali sono cruciali, oltre che per lo sviluppo, anche per le interazioni della pianta con l’ambiente circostante, in particolare in condizioni di stress idrico e salino. Lo studio di queste risposte può aiutarci a sviluppare trattamenti che proteggano le piante coltivate dagli stress ambientali.

 

Iván Sciscenko, ricercatore in fotochimica e trattamento delle acque, dal 2022 sta svolgendo la sua attività di ricerca al Dipartimento di Chimica UniTo. Con il progetto HERO4PFAS si concentrerà sull'uso di semiconduttori privi di metalli ad ampio intervallo di banda in grado di fotoprodurre elettroni idrati sotto la luce ultravioletta per eliminare i cosiddetti "prodotti chimici per sempre", i PFAS, dall'acqua. Lo sviluppo di un materiale economico in grado di pompare gli elettroni nell'acqua inquinata sarà la sfida principale del progetto. I risultati ottenuti saranno promettenti anche per altri campi rilevanti, come la fotosintesi artificiale o la produzione di idrogeno.

 

Simona Dobiasová è una ricercatrice in biochimica specializzata nella sperimentazione di nuovi composti con il potenziale di modulare la resistenza ai farmaci nelle cellule tumorali. Al Dipartimento di Oncologia condurrà il progetto GBM4EPI - Development of glioblastoma and blood-tumour barrier models for investigating the combination therapy of anticancer agents and efflux pump inhibitors, dedicato al glioblastoma, un tumore cerebrale maligno tra i più comuni. Il suo trattamento è impegnativo a causa della presenza di una barriera emato-encefalica/tumorale con proteine di efflusso che regolano l'accesso dei farmaci antitumorali nel cervello. L'obiettivo del progetto è sviluppare modelli adeguati a studiare la combinazione di farmaci antitumorali e inibitori della proteina di efflusso, al fine di aumentare l'efficacia della terapia, per ampliare le opzioni di trattamento per i pazienti oncologici e aumentare le loro possibilità di sopravvivenza.

 

Tommaso Giani ha studiato fisica all'Università di Milano, dove ho conseguito il master nel 2017, prima di trasferirsi a Edimburgo e ad Amsterdam per lavorare come ricercatore. Interessato allo studio della struttura del protone, la cui conoscenza è codificata nelle cosiddette funzioni di distribuzione dei partoni, condurrà il progetto Bayhadron - Bayesian tools for one-dimensional and three-dimesional hadron structure presso il Dipartimento di Fisica UniTo. L’obiettivo è sviluppare un insieme innovativo di strumenti matematici e statistici per la comprensione della struttura monodimensionale e tridimensionale degli adroni, che supporteranno la ricerca presso gli attuali e futuri impianti di accelerazione, come l'LHC e l'EIC.

 

Silvia Ferrario Ravasio dal 2022 è Senior Research fellow al CERN di Ginevra, dove si occupa di fisica teorica delle interazioni fondamentali. Presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino svilupperà il progetto DiVA - Deep Inelastic scattering and Vector boson fusion Advances, dedicato alla fisica delle particelle. Grazie agli acceleratori di particelle come LHC, è possibile testare la nostra conoscenza ad energie e precisione molto elevate. Lo studio e la comprensione del bosone di Higgs, la particella che fornisce una spiegazione per l'origine della massa di tutte le altre particelle, rimane un pilastro della fisica del LHC. L’obiettivo del progetto è aumentare l'accuratezza delle predizioni teoriche per la produzione del bosone di Higgs al LHC attraverso un meccanismo chiamato Vector Boson Fusion.

 

Anxo Fariña Biasi è un fisico teorico specializzato in equazioni di evoluzione non lineari. La sua ricerca mira a identificare ed esplorare nuovi fenomeni in diverse aree della fisica, tra cui gli atomi freddi, l'ottica non lineare, la fluidodinamica e la gravitazione. Al Dipartimento di Fisica UniTo svilupperà il progetto EDYSC - Out-of-equilibrium dynamics of spatially confined Hamiltonian systems, che mira a colmare le lacune nella comprensione del comportamento delle onde quando sono confinate da confini (onde "intrappolate"). Cercando di sviluppare una teoria che migliori la nostra comprensione di questi scenari, apportando intuizioni in diversi campi, l’obiettivo è aprire la strada a nuove scoperte scientifiche e innovazioni tecnologiche.

 

Alessia Caramello si è laureata in biotecnologie molecolari all'Università di Torino. Dal 2021 lavora come post-doc allo UK Dementia Research Istitute all’Imperial College di Londra, dove sta studiando quali cellule neuronali vengono danneggiate per prime durante la malattia di Alzheimer nell’essere umano. Le cellule della microglia, il sistema immunitario del cervello, giocano un ruolo fondamentale nella progressione della malattia, ma che sia supportivo o dannoso non è ancora stato chiarito. Con il progetto IntrAFlamE - Role of reactive microglia and intraneuronal amyloids on neuronal vulnerability in early Alzheimer’s disease, al Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi-Montalcini”, analizzerà se la microglia interagisce con le cellule neuronali colpite dalla malattia, danneggiandole. I risultati potranno suggerire nuovi interventi farmacologici per rallentare la progressione dell’Alzheimer.

 

Costantino Paonessa è ricercatore post-dottorato all'Università di Bologna, dove si occupa di Storia contemporanea, Storia delle migrazioni, Storia del Medio Oriente e del Nord Africa. Al Dipartimento di Culture Politica e Società UniTo porterà avanti il progetto SubColonialMed - From immigrants to colonialists? Italians in Egypt and "the others": fragments of subaltern agency in a Colonial sea (1861 - 1911)L'obiettivo è offrire nuovi spunti di riflessione su questioni storico-sociali riguardanti il legame tra migrazioni e colonialismo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Il progetto si basa sulla migrazione italiana in Egitto, ma cerca di allargare la sua analisi all'intera diaspora italiana nel Mediterraneo, approfondendo le relazioni interetniche della gente comune nelle città cosmopolite dell'Egitto e nel resto della regione.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Venerdì, 29 Marzo, 2024

Inaugurato, in seguito ai lavori di ristrutturazione, l’impianto sportivo universitario di via Panetti a Torino e presentato il progetto “SPORT DI TUTTI – Quartieri”

Si è tenuta oggi, mercoledì 27 marzo, l’Inaugurazione dell’impianto sportivo universitario di via Panetti 30, per illustrare la ristrutturazione e l’implementazione dell’offerta sportiva già esistente e gestita dal Centro Universitario Sportivo torinese. Contestualmente è stato presentato il progetto “SPORT DI TUTTI – Quartieri”, un’iniziativa promossa dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi attraverso il Dipartimento dello Sport in collaborazione con Sport e Salute SpA, la società dello Stato per la promozione dello sport e dei corretti stili di vita (come da comunicato allegato). 

 

L’offerta sportiva dedicata all’utenza è la seguente: tennisbeach volleybasketgolfcalcio a 5calcio a 7atletica leggeraattività adattatasala pesi/fitnesssala danza e benessere(corsi di pilates, yoga, movin, zumba, balli di coppia, danza contemporanea, pizzica, country e attività per bambini, universitari, adulti e terza età). 

 

La ristrutturazione ha interessato i campi di calcio a 5 e calcio a 7, tennis, l’ampliamento della terrazza e la pista di atletica; sono state costruite due nuove sale destinate alle attività di pesi/fitness, danza e benessere e quattro nuovi spogliatoi. È stato inoltre costruito un cappotto termico della palestra polifunzionale e di tutta la parte in muratura adibita a spogliatoi ed uffici. Infine recentemente è stato potenziato il servizio bus GTT che favorirà il raggiungimento di via Panetti, potenziamento pensato in particolare per gli studenti universitari. 

 

Presenti all’inaugurazione il Presidente del Centro Universitario Sportivo torinese Prof.Riccardo D’Elicio, il Vicerettore per il Welfare, la Sostenibilità e lo Sport dell’Università di Torino Prof. Alberto Rainoldi, la Vicerettrice con delega per la comunicazione e la promozione del Politecnico di Torino Prof.ssa Silvia Barbero e il Presidente della Circoscrizione 2 della Città di Torino Dott. Luca Rolandi

 

Queste le parole del Presidente Riccardo D’Elicio: “ci scusiamo per il ritardo ma finalmente siamo riusciti, dopo tre anni, a ridare al sistema universitario sportivo torinese un impianto unico nel suo genere, una struttura polisportiva con oltre 200mila passaggi l’anno. Un ringraziamento all’ingegnere Sandro Petruzzi per aver seguito l’inizio dei lavori, aver creduto nello sport come elemento formativo di integrazione e socializzazione, e all’architetto Battista Tortorella, Dirigente Direzione Edilizia e Sostenibilità dell’Università degli Studi di Torino, per il prosieguo e la realizzazione del parcheggio. Sono sicuro che nel prossimo futuro sia l’Università che il Politecnico di Torino in collaborazione con il CUS Torino continueranno a qualificare l’impiantistica e il servizio sportivo universitario. Fondamentale anche la collaborazione con la Fondazione Mirafiori per la sinergia e la riqualificazione del quartiere, con il coinvolgimento anche dell’impianto cussino di via Artom. I prossimi step saranno la costruzione di tre campi da padel e due da beach volley in via Milano a Grugliasco, l’inaugurazione con open day della piscina di Moncalieri e il campus universitario sempre a Grugliasco”. 

 

“L’inaugurazione della struttura di Via Panetti è un evento molto atteso – dichiara il Vicerettore Alberto Rainoldi - La struttura, di proprietà dell’Ateneo, è oggi completamente rinnovata grazie a un progetto co-finanziato da Ministero, Università e CUS con cui sono stati ristrutturati i campi da tennis, da calcio a 5 e a 7, la pista di atletica e la sala fitness. In questo modo sarà possibile per gli studenti di SUISM avere a disposizione nuovi campi per le loro attività di studio. Per rendere più fruibile questo polo sportivo Unito ha anche ottenuto da GTT un incremento delle corse da P.za Bengasi a Panetti. In questo modo tutti gli studenti avranno la possibilità di accedere con maggiore facilità alle attività gratuite e agevolate particolarmente numerose in quella sede. Infine, in collaborazione con la società MicroPlus, leader mondiale nel settore delle registrazioni delle gare olimpiche e mondiali e nella gestione e produzione di dati analitici, è stato allestito un sistema di analisi video delle partite di basket per insegnare le basi della match analysis e delle tecniche di intelligenza artificiale che ne stanno alla base”.

 

"Il Politecnico di Torino sottolinea l'importanza dell'esperienza universitaria nella sua totalità, non limitandosi esclusivamente alla formazione accademica. Riconosce il valore intrinseco dello sport, dell'interazione sociale e della costruzione di relazioni interpersonali nel contesto universitario. Tali elementi non solo arricchiscono la vita della popolazione studentesca, ma contribuiscono anche a creare un senso di appartenenza e comunità, particolarmente significativo per coloro che sono lontani dalle proprie famiglie di origine. In questo contesto, il Politecnico sottolinea l'importanza dei servizi aggiuntivi offerti per creare un ambiente stimolante e accogliente per gli studenti e le studentesse, migliorando significativamente la loro esperienza universitaria. Inoltre, in particolare la nostra sede di Mirafiori può trarre notevoli vantaggi dall'accesso a questi spazi e servizi. Il Politecnico di Torino riafferma il suo impegno a promuovere un ambiente universitario inclusivo, dinamico e ricco di opportunità per tutti i suoi studenti e le sue studentesse” conclude la Vicerettrice Silvia Barbero.

 

Ha chiuso gli interventi il Presidente Luca Rolandi: “porto i saluti del Sindaco Lo Russo e dell’Assessore Carretta. Un ringraziamento va al Presidente D’Elicio e al CUS perché per troppi anni il rapporto con la circoscrizione è stato di conflittualità, mentre lui ci ha sempre creduto. Questo è stato un errore gravissimo, perché l’intervento di rigenerazione fatto in quest’area è stato un qualcosa di grandioso, grazie anche alla presenza di questo impianto e di quello limitrofo di via Artom. Il CUS, l’Università e il Politecnico sono delle eccellenze attraverso cui Torino può conquistare una visibilità a livello nazionale. L’eccellenza di questa struttura è stata faticosamente raggiunta in questi anni ed è stata fondamentale per riqualificare questo quartiere”.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 28 Marzo, 2024

Giornata di presentazione progetto Dance4Ageing, la danza come terapia per l'invecchiamento attivo

Oggi, mercoledì 27 marzo 2024, dalle ore 9:30 alle ore 17:30 presso gli spazi della Lavanderia a Vapore di Collegno, il progetto Dance4Ageing dell’Università degli Studi di Torino presenta i risultati scientifici e artistici ottenuti nel periodo di sperimentazione finalizzato al supporto e alla cura delle persone over 60 come terapia integrativa delle malattie neurodegenerative durante processi di invecchiamento.

 

Dance4Ageing -  Motor imagery against motor dysfunctions and neurodegenerative diseases, sostenuto dal bando Proof of Value 2022 (Fondazione Compagnia di San Paolo e Università degli Studi di Torino) è un dispositivo multidisciplinare elaborato dal Dipartimento di Studi Umanistici e dal Dipartimento di Psicologia a cui si è arrivati grazie a una collaborazione fra università, RSA e Alzheimer Cafè dell’area metropolitana torinese, con una significativa incursione a Cuneo: il modello proposto prevede un’ integrazione tra danza di comunità, arte visiva ed assistenza alla persona che coinvolge non solo le persone ma anche le istituzioni, le associazioni e i servizi alla persona.

 

La finalità del progetto è di migliorare la qualità della vita nella terza e quarta età, facilitare le azioni di caregiver, operatori e volontari, supportando il sistema di assistenza sanitaria in un’ottica di continuità fra ricerca, formazione e welfare culturale.

 

La giornata vedrà succedersi, nella mattinata, momenti di pratiche condivise condotte dalle artiste Francesca Cola e Debora Giordi, mentre nel pomeriggio si darà spazio al convegno Dance4Ageing fra arte, neuropsicologia e welfare culturale. Il programma completo della giornata è in allegato e l’ingresso è libero previo invio mail a dance4ageing@unito.it

 

Sarà inoltre possibile sperimentare il dispositivo Dance4Ageing Wandering a Palazzo Nuovo (StudiUmLab e Atrio) nelle date del 13-14-15 maggio e il 29-30 agosto e 1 settembre a Cuneo, nell’ambito l’International Circus and Performing Arts Festival di Mirabilia:  un’installazione immersiva con proiezioni di opere d’arte rinascimentali e un’esperienza di fruizione tattile e di movimento corporeo.

 

  • Team di ricerca dell’Università di Torino

Dipartimento di Studi Umanistici: Alessandro Pontremoli, Antonio Pizzo, Edoardo Giovanni Carlotti, Rita M. Fabris, Andrea Zardi, Irene Pipicelli, Maurizio Consolandi

Dipartimento di Psicologia: Annamaria Berti, Emanuele Cirillo, Claudio Zavattaro, Debora Abbatescianna

Dipartimento di Culture, Politica e Società: Sonia Bertolini

Artiste collaboratrici alla ricerca: Francesca Cola, Debora Giordi

Organizzazione: Eugenia Gaglianone, Stefania Borlo

Comunicazione: Irene Pipicelli        

  

  • I Partner

Il partenariato è costituito da Esserci Società Cooperativa Sociale, Consorzio La Valdocco società cooperativa sociale, Associazione culturale e di promozione sociale Filieradarte aps, Associazione culturale Didee-arti e comunicazione, Lavanderia a Vapore-Centro di Residenza per la danza | Fondazione Piemonte dal Vivo-Circuito Regionale Multidisciplinare con l’accompagnamento di 2i3T Incubatore - Società per la gestione dell’ Incubatore di Imprese e per il Trasferimento Tecnologico dell’ Università degli Studi di Torino Scarl.

 

  • Come si è sviluppato il progetto

Nella prima fase (novembre 2022-aprile 2023) la ricerca si è concentrata sulla Motor Imagery, ovvero la capacità di immaginare un movimento senza eseguirlo e come questa competenza possa migliorare la condizione di chi soffre di un impairment motorio o cognitivo lieve. Per raggiungere questo obiettivo sono stati coinvolti due gruppi di persone over 65 (42 persone). Grazie alla strumentazione tecnologica e alle competenze digitali di StudiUmLab, open lab del Dipartimento di Studi Umanistici, le persone osservavano una serie di opere rinascimentali che rappresentavano soggetti statici o dinamici. Il primo gruppo ha eseguito due test prima e dopo la somministrazione dell’esperimento: il Kinesthetic and Visual Imagery questionnaire (KVIQ). Il secondo gruppo ha eseguito invece un test per valutare i tempi di reazione (TR). Questi test hanno evidenziato un miglioramento nei tempi di reazione e nella capacità immaginativa dei movimenti. Entrambi in gruppi hanno anche compilato un questionario per la valutazione dello stato emotivo e del benessere psicofisico.

 

In parallelo le artiste coinvolte nella ricerca, Francesca Cola e Debora Giordi, hanno sperimentato pratiche della metodologia Dance4Ageing in RSA e Alzheimer Cafè, oltre ad un Focus group in centri culturali e musei, a partire dalla scelta di un’opera d’arte matrice, la Primavera di Botticelli. Al termine dei primi percorsi di assaggio, la richiesta da parte di enti (Associazione Covao) e di persone (Focus Group) ha permesso la prosecuzione delle sperimentazioni con risorse esterne al progetto.

 

Fra la prima e la seconda fase l’International Circus and Performing Arts Festival di Mirabilia, in collaborazione con lo StudiUmLab e la sede di Cuneo dell’Università degli Studi di Torino, ha accolto la sperimentazione del dispositivo Dance4Ageing Wandering, che unisce la visione di opere d’arte visiva in un contesto immersivo con la pratica della danza per tutta la cittadinanza.

 

Nella seconda fase del progetto (ottobre 2023-marzo 2024) i test hanno previsto per le persone l’esecuzione di movimenti seguendo le immagini di natura dinamica: sono stati filmati movimenti dalle coreografe del progetto - divisi in tre slot con movimenti ispirati alla danza accademica, a danza libera/non accademica e a movimenti quotidiani - e mostrati ai partecipanti (43). Ad alcuni di loro è stato richiesto di replicarli: l’esecuzione è stata valutata da un gruppo esterno - non a conoscenza del progetto - di esperti (14) e non esperti (12) attraverso un questionario. I movimenti scelti attraverso questa fase sono stati sottoposti a un gruppo di persone over 65 (42) affette da un decadimento cognitivo in fase iniziale o di malattia di Alzheimer in forma lieve, all’interno di strutture protette (RSA e Alzheimer Cafè) e con la collaborazione dei/delle caregivers. Queste sequenze di movimento andranno a costituire la base della metodologia Dance4Ageing attraverso la realizzazione di un Toolkit di trasmissione a D4A teacher e un Vademecum per i caregiver.

 

Sono proseguite anche in questa seconda fase le pratiche di sperimentazione della metodologia Dance4Ageing in RSA e Alzheimer Cafè, oltre al Focus group in centri culturali e musei, con il sostegno di Associazione Covao e delle persone partecipanti al Focus group.

 

 
Data di pubblicazione del comunicato: 
Mercoledì, 27 Marzo, 2024

Prime lauree del Polo Universitario per studenti detenuti della Casa di Reclusione di Saluzzo

Oggi, venerdì 22 marzo alle ore 11.00 presso la Casa di Reclusione “Rodolfo Morandi” di Saluzzo (Regioni Bronda, 19/b), si è tenuta la discussione delle prime tre tesi di laurea alla conclusione del Corso di laurea triennale in Scienze Politiche e sociali del Polo Universitario per Studenti Detenuti dell’Istituto. 

 

L’esperienza presso la Casa di Reclusione "Rodolfo Morandi" di Saluzzo, avviatasi sulla scia del quarantennale impegno di offerta di opportunità di percorsi di studio universitari dell’Ateneo torinese presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, è testimonianza dell’impegno dell’Ateneo torinese di ampliamento dell’offerta di opportunità di accesso agli studi universitari per gli studenti delle carceri situate nelle aree territoriali “di competenza” della stessa Università. In questo anno accademico sono 121 le persone iscritte a ben 22 Corsi di laurea tra triennali e magistrali, collocate in 7 diversi istituti penitenziari (Torino, Saluzzo, Biella, Asti, Ivrea, Fossano, Novara), in REMS (e) o in misure alternative (vedi Tabella allegata).

 

All’evento hanno preso parte Franco Prina, Delegato del Rettore dell’Università di Torino per il Polo studenti detenuti, Luisa Pesante, Direttrice Casa di Reclusione “Rodolfo Morandi”, Rita Monica Russo, Provveditore Amministrazione Penitenziaria Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, Elisabetta Piccinelli, magistrata del Tribunale di Sorveglianza di Cuneo, Mauro Calderoni, Sindaco di Saluzzo, Bruno Mellano, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà Regione Piemonte e Paolo Allemano, Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Saluzzo.

 

Il Polo Universitario per Detenuti dell’Università degli Studi di Torino è una realtà operativa da molti anni nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino. Dal 2019, sono state attivate le iscrizioni anche presso la Casa di Reclusione di Saluzzo, destinata completamente a detenuti in regime di Alta Sicurezza. Sono circa 400 i detenuti, parecchi dei quali hanno interesse, anche per le lunghe pene, a occupare costruttivamente il tempo iniziando o, in alcuni casi, riprendendo gli studi universitari. Proficui contatti con le Scuole superiori presenti nell’Istituto rendono possibile il proseguimento degli studi di chi consegue il diploma di maturità. Il 26 gennaio 2021 è stata firmata una apposita Convenzione tra l'Università di Torino, la Direzione della Casa di Reclusione di Saluzzo e l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Cuneo, il 6 febbraio 2024 la Convenzione è stata rinnovata per i prossimi tre anni.

 

L’Università di Torino, attraverso l’impegno di docenti di 8 diversi Dipartimenti, garantisce studenti e studentesse detenuti/e lezioni, seminari e altre forme di didattica, assistenza alla preparazione degli esami, effettuazione delle prove di esame, assistenza alla preparazione delle tesi di laurea e loro discussione in sedute di laurea appositamente organizzate o, se possibile, in quelle previste presso le normali sedi di Ateneo.

 

“Oggi – dichiara il Prof. Franco Prina, Delegato del Rettore dell’Università di Torino per il Polo studenti detenuti e Presidente della Conferenza Nazionale Universitaria Poli Penitenziari - giunge a conclusione il percorso di studio dei primi tre studenti della Casa di Reclusione di Saluzzo. Un traguardo importante per loro e per la nostra Università che da quarant’anni è impegnata a rendere effettivo quello che consideriamo un diritto costituzionalmente garantito a tutti, dunque anche a chi è privato della libertà: il diritto allo studio e al conseguimento di titoli di studio universitari.  Al tempo stesso l’Università contribuisce in questo modo a rendere possibile il perseguimento dell’obiettivo “rieducativo” delle pene (secondo l’articolo 27 della Costituzione), offrendo una opportunità di crescita personale e culturale anche a persone (come in questo Istituto) spesso condannate a pene lunghe. Le persone impegnate nello studio ci dicono che questa esperienza consente di dare un senso al tempo – spesso vuoto – che connota una esperienza difficile e particolare nel proprio percorso esistenziale come quella del carcere. Nello studio e nella cultura molti trovano una opportunità di riflessione sulla propria vita e sulle vicende e condizioni che li hanno portati in carcere, ma anche sul mondo, sulla società, sulle condizioni di vita delle altre persone, sui valori, sui diritti, acquisendo o integrando il proprio «capitale culturale». E, per molti, l’impegno consente di prospettarsi un futuro, ciò che verrà dopo il carcere: prepararsi ad affrontare con più strumenti culturali, con maggiori conoscenze, anche con una laurea, le sfide non facili che si aprono a chi quella esperienza ha fatto. Non solo per il valore che può avere un titolo di studio o per le competenze acquisite, ma perché l’individuo potrà “rappresentare” al mondo (alla sua famiglia, a chi lo conosce, a chi può offrirgli opportunità di lavoro, ecc.) una immagine di sé altra da quella che accompagna tutti gli ex detenuti, così cercando di non essere valutati solo per il reato che hanno commesso, ma soprattutto per ciò che sono stati capaci di diventare, ad esempio impegnandosi nello studio”.

 

Attualmente sono iscritti all’Università di Torino 121 studenti, dei quali 32 presso il Polo per studenti detenuti a Saluzzo. Il numero è cresciuto negli anni: 4 nel 2019/20, anno dell’avvio del progetto, 14 nel 2020/21, 24 nel 2021/22, 33 nel 2022/23, fino ai 32 nell’attuale Anno Accademico. La crescita è stata resa possibile dal fondamentale supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo, che grazie alla Convenzione con l'Ateneo, ha permesso la costituzione di una Sezione “dedicata” inaugurata il 30 giugno 2022.

 

Dei 32 studenti iscritti in questo A.A., 23 si trovano nella Sezione Polo Universitario, mentre 9 in altre sezioni dell’Istituto. I corsi di laurea frequentati sono 7. Contano un maggior numero di iscritti i Corsi di laurea triennali in Discipline delle Arti dei Media e dello Spettacolo (DAMS) con 12 iscritti, Diritto per le imprese e le istituzioni con 9 iscritti, Innovazione sociale, comunicazione, nuove tecnologie con 5 iscritti, Scienze politiche e sociali con 3 iscritti, seguono i Corsi di Storia, di Agraria e di Comunicazione interculturale con 1 iscritto ciascuno. (TABELLA IN ALLEGATO)

 

Le tesi di Laurea discusse sono state 3, elaborate da altrettanti studenti iscritti al Corso di laurea triennale in Scienze Politiche e Sociali:

  • C. B. - "Antropocene e crisi ecologica. Una transizione è possibile" - relatore Prof. Vittorio Martone
  • A. P. - "Criminalità ambientale. Un approfondimento sulla ex Ilva di Taranto" - relatrice Prof.ssa Rosalba Altopiedi
  • E. T. - "Il futuro dell'Antropocene. Crisi ecologica e forme di giustizia ambientale" - relatore Prof. Vittorio Martone

 

Il funzionamento del Polo è reso possibile da un contributo annuale della Fondazione Compagnia di San Paolo, definito nel quadro della Convenzione generale che regola i rapporti tra l’Ateneo e la stessa Fondazione. Il contributo consente il pagamento delle tasse degli studenti, la fornitura dei libri di testo, del materiale didattico e di cancelleria, delle attrezzature informatiche e del relativo materiale di consumo. Esso garantisce inoltre la presenza di tre tutor che curano l’organizzazione della didattica. Un Protocollo di intesa tra il Fondo Alberto e Angelica Musy, l’Università degli Studi di Torino, l’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, la Città di Torino, la SMAT, la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, la Casa di Reclusione Rodolfo Morandi di Saluzzo, consente inoltre la collaborazione tra gli enti per promuovere percorsi di reinserimento attraverso alcune borse-lavoro a studenti e laureati che possono fruire del regime di semilibertà o di art. 21. 

Fin dalla sua costituzione nel 2018, l’Università di Torino è componente della CNUPP (la Conferenza Nazionale Universitaria Poli Penitenziari il cui Presidente è sin dalla fondazione il Prof. Franco Prina, Delegato del Rettore per il Polo studenti detenuti dell’Università di Torino) presso la CRUI che riunisce oggi 44 Atenei impegnati a garantire il diritto allo studio di persone private della libertà in circa 100 Istituti di tutta Italia. Nell’anno accademico scorso (2022-23) erano 1.450 gli studenti e le studentesse, numero in crescita in questo A.A. 

Data di pubblicazione del comunicato: 
Venerdì, 22 Marzo, 2024

Una nuova speranza per la cura del neuroblastoma infantile: i risultati dello studio dell’Università di Torino assieme ad Harvard

Il neuroblastoma rappresenta una sfida complessa per la pediatria oncologica, il tasso di sopravvivenza a cinque anni per questo tumore si aggira intorno al 50% per i bambini con forme ad alto rischio. Tuttavia, i risultati di uno studio, condotto dal gruppo di ricerca guidato dal Prof. Roberto Chiarle del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università di Torino, e professore presso il Boston Children's Hospital e la Harvard Medical School, ha delineato una nuova strategia terapeutica che potrebbe migliorare l’efficacia delle cure per questo tipo di tumore.

 

I ricercatori hanno in particolare dimostrato che l’utilizzo di cellule CAR T contro il recettore ALK, in combinazione con inibitori di ALK stesso, può portare a risultati promettenti nella cura del neuroblastoma. Le cellule CAR T sono cellule del paziente stesso, modificate in laboratorio in modo che in superficie abbiano un recettore chimerico in grado di riconoscere, in questo caso, il recettore ALK.

 

I risultati dello studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, sono stati pubblicati sulla rivista Cancer Cell (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38039964/).

 

La terapia con cellule CAR T è una potente arma emergente contro il cancro, che modifica le cellule T dei pazienti in modo che possano riconoscere e attaccare le cellule tumorali in modo più preciso e mirato. Ma le attuali terapie a base di CAR T sono solo parzialmente efficaci contro la maggior parte di tumori solidi, compreso il neuroblastoma, un tumore che in genere inizia nel tessuto nervoso dei bambini e può dare origine a metastasi in diverse aree del corpo.

 

Roberto Chiarle e colleghi hanno creato in laboratorio una nuova terapia cellulare di tipo CAR T per il neuroblastoma e sperano di iniziare presto a sperimentarla clinicamente nei bambini ad alto rischio. Queste CAR T mirano specificamente al recettore ALK, il cui gene è un noto oncogene implicato in molti altri tipi di tumore. Tuttavia, non tutti i pazienti affetti da neuroblastoma presentano livelli sufficientemente elevati di recettori ALK sulle cellule tumorali per attirare un forte attacco da parte delle cellule CAR T.

 

Guidato dalla ricercatrice Elisa Bergaggio, il gruppo di Chiarle ha provato ad aggiungere al trattamento con cellule CAR T un farmaco inibitore di ALK. Si è scoperto che l’inibitore non solo silenzia la segnalazione oncogenica da parte dei recettori ALK, ma aumenta anche il numero di questi recettori sulla superficie cellulare, offrendo più bersagli per le cellule CAR T nei pazienti con bassa espressione di ALK.

 

I risultati preclinici, pubblicati su Cancer Cell, hanno dimostrato l’efficacia di questa combinazione terapeutica in animali con neuroblastoma metastatico, con una significativa riduzione della crescita tumorale e un miglioramento nella sopravvivenza nei topi trattati.

 

A seguito di queste scoperte, il Dana-Farber/Boston Children's Hospital sta preparando la richiesta di autorizzazione alla Food and Drug Administration (FDA) americana per avviare uno studio clinico su questa terapia combinata nei bambini affetti da neuroblastoma refrattario alle cure o da una recidiva della malattia. Tale studio clinico si svilupperà a Boston e sarà in parte sostenuto anche dal contributo di filantropi torinesi e piemontesi guidati da Lucio Zanon di Valgiurata.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Martedì, 19 Marzo, 2024

Nuova sede per il Master in Giornalismo Giorgio Bocca dell’Università di Torino

Inaugura oggi, martedì 19 marzo alle ore 15, la nuova sede del Master in Giornalismo dell’Università di Torino Giorgio Bocca: è in via Verdi 25, al primo piano di Palazzo Venturi, tra gli edifici appena tornati a disposizione dell’Ateneo torinese.

 

Completamente ristrutturati, gli spazi – che le allieve e gli allievi del decimo biennio del Master occupano da qualche settimana – comprendono la sala “Vera Schiavazzi” da 20 a fino a 50 posti modulabili con video proiezione, una sala montaggio video, una saletta insonorizzata per le registrazioni audio, una saletta riunioni, un’area relax, gli uffici di segreteria e direzione. Completamente rinnovati anche gli arredamenti e le apparecchiature tecniche, che comprendono due maxischermi e pc portatili a disposizione delle studentesse e degli studenti.

 

“I nuovi spazi e i significativi investimenti richiesti confermano la centralità del Master per l’Università di Torino – evidenzia Laura Scomparin, direttrice scientifica del Master. In questi vent’anni abbiamo maturato un’identità e una specificità sempre più chiare, che contraddistinguono il nostro Master per un particolare approccio, di metodo e di contenuto, all’innovazione e alle trasformazioni che riguardano non solo il giornalismo ma anche la società nel suo complesso. La nuova sede, la più ampia e accogliente da quando il Master è stato avviato, rappresenta la miglior premessa per proseguire nel nostro percorso, che in estate vedrà aprirsi il bando per l’undicesima edizione”.

 

In occasione dell’inaugurazione sarà organizzato un incontro dedicato alla presentazione del libro appena uscito per Columbia University Press “Avoiding the News – Reluctant Audiences for Journalism”: l’autrice, Ruth Palmer, ne discuterà con Cristopher Cepernich, sociologo dei media, Marco Zatterin, vicedirettore de La Stampa e il pubblico presente in aula.

 

“L’incontro di oggi è solo l’ultima tappa del percorso di approfondimento sul presente e il futuro dei media che stiamo conducendo ormai da due anni insieme al Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford - ricorda Marco Ferrando, direttore delle testate del Master. In questo ambito, stiamo preparando la prima edizione del News Digital Report Italia: la ricerca è in fase di elaborazione, e sarà presentata a giugno”.

 

Il Master

 

Fondato da Università di Torino e dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, il Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino, gestito da Corep Torino, è sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, ed è uno dei percorsi accreditati dall’Ordine nazionale dei Giornalisti per l’accesso alla professione. Negli anni ha coltivato un’attenzione privilegiata per la trasformazione delle competenze, i nuovi modelli di giornalismo e l’innovazione del settore. In questo ambito, dal 2022 è partner per l‘Italia del Reuters Institute for the Study of Journalism, con cui cura eventi dal vivo e una newsletter mensile in italiano.

 

Tutte le informazioni sul Master, i bandi per l’iscrizione e sulle iniziative di formazione aperte al pubblico sono su www.mastergiornalismotorino.it

Data di pubblicazione del comunicato: 
Martedì, 19 Marzo, 2024
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