Dual use e Sicurezza della Ricerca
Dual Use
Il termine Dual Use (Duplice Uso) identifica prodotti e tecnologie che, pur essendo progettati per scopi civili, possono essere anche utilizzati per la fabbricazione, lo sviluppo o la manutenzione di armi chimiche, biologiche o nucleari.
L’esportazione di questi prodotti è disciplinata in tutto il mondo da un complesso di norme volto a contrastare la proliferazione di armi di distruzione di massa.
La Normativa sui beni e tecnologie Dual Use si basa, in Europa, sui regolamenti approvati dalla UE. Attualmente il Regolamento di riferimento è lo EU 821/2021 con i suoi aggiornamenti emessi negli anni a seguire ad opera degli organismi internazionali accreditati.
L’applicazione della tematica Dual Use a livello accademico viene affrontata nel manuale EU 1700/2021. Il manuale nelle sue tre sezioni chiarisce come il concetto di Dual Use non punti al blocco della ricerca, ma solo al monitoraggio dell'esportazione di beni e tecnologie che, benché progettate per uso civile, potrebbero essere utilizzate in ambito bellico o al di fuori dei canali di controllo usuali. Con riferimento alle attività tipiche dell’ambito accademico, è importante sottolineare che il concetto di esportazione include anche l’attività divulgativa o la condivisione dei risultati di una ricerca che esponga al rischio di un potenziale dual use.
Per effetto dell’attribuzione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale delle competenze in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione, l’Autorità nazionale UAMA (Unità per le Autorizzazioni dei Materiali d’Armamento) rilascia le autorizzazioni previste per l’esportazione, il trasferimento, l’intermediazione, l’assistenza tecnica e il transito dei prodotti dual use.
Sicurezza della Ricerca
Le crescenti tensioni internazionali e la maggiore rilevanza geopolitica della ricerca e dell’innovazione espongono sempre più ricercatori, ricercatrici e accademici dell’Unione a rischi in materia di sicurezza della ricerca quando cooperano a livello internazionale, ponendo di conseguenza la propria attività di fronte a potenziali ingerenze e usi impropri.
A partire dal 2021, la Commissione ha proposto agli Stati membri e ai portatori di interessi del settore della ricerca e dell’innovazione alcuni documenti come base di discussione e fonte di ispirazione per l’elaborazione di orientamenti e strumenti propri. Più recentemente, la Raccomandazione del Consiglio del 23 maggio 2024 relativa al rafforzamento della sicurezza della ricerca (C/2024/3510) è alla base della richiesta agli Stati membri di sostenere, in maniera coordinata, la sicurezza del proprio settore della ricerca e dell’innovazione.
In questo quadro, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha avviato un percorso di confronto e analisi per sostenere le Università, gli enti di ricerca, i centri pubblici e privati e ricercatori e ricercatrici nello sforzo di affrontare le nuove sfide per proteggere le collaborazioni internazionali. Il dialogo è stato avviato tramite un Tavolo Interministeriale sulla sicurezza della ricerca e la costituzione da parte del Ministero di un Gruppo di lavoro sulla sicurezza della ricerca composto da CRUI, CoPER (Consulta dei Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca) ed esperti dell’Università e degli enti pubblici di ricerca, che ha portato a formulare una prima proposta con il Modello Nazionale e delle Linee guida di riferimento, elaborati dal Gruppo di lavoro.