PSICOLOGIA CRIMINOLOGICA E FORENSE

Scheda del corso
Anno Accademico di immatricolazione: 
2018/2019
Codice del corso di studio: 
1502M21
Tipo di corso: 
Laurea Magistrale
Classe di laurea: 
LM-51 - Classe delle lauree magistrali in Psicologia
Dipartimento di afferenza: 
PSICOLOGIA
Durata in anni: 
2
Crediti: 
120
Sede didattica: 
TORINO
Lingua: 
Italiano
Tipo di accesso: 
Corso ad accesso programmato locale

Insegnamenti

Ammissione e iscrizione

Requisiti di accesso (Titoli): 

1 - Titolo straniero
2 - Laurea Magistrale
3 - Laurea Specialistica
4 - Laurea di Primo Livello
5 - Laurea

Obiettivi formativi

Negli ultimi decenni gli sviluppi scientifici e applicativi della psicologia nei diversi contesti di ricerca, clinici, istituzionali, giuridico-forensi, e sociali hanno trovato ampio spazio contribuendo a ridefinire la professione psicologica, le responsabilità e i compiti dello psicologo. La sfida di fronte alla quale la psicologia si trova oggi è quella di muoversi su un piano scientifico, metodologico e applicativo evidence-based, in cui il riferimento non è solo l'individuo, ma la persona nel suo contesto di vita, in relazione con altre persone, con i gruppi sociali e con le istituzioni. Di fronte a questi profondi cambiamenti, caratterizzati dal progressivo avvicinamento della disciplina agli àmbiti psicopatologico-forensi e clinici criminologici, giuridico-forensi, e investigativi, il Dipartimento di Psicologia e il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino hanno risposto alla sfida scientifico-formativa creando un nuovo profilo professionale prevedendo e progettando l'acquisizione di competenze psicologiche nuove e complesse accanto a quelle tradizionali. Questa iniziativa intende rispondere ad un bisogno formativo-scientifico declinato in senso psico-giuridico e forense, psicopatologico-forense, neuroscientifico, neuropsicologico e psico-criminologico sempre più forte a livello di Ateneo torinese, a livello nazionale, a livello Europeo e internazionale.
Il Corso di Laurea Magistrale (CdLM) intedipartimentale crea un sistema di continuità tra formazione accademica, comunità e inserimento professionale, così come già accade in altre istituzioni universitarie straniere.
Per tutte queste ragioni il CdLM in Psicologia criminologica e forense si propone i seguenti obiettivi:
▪ Colmare un gap formativo in àmbito psicologico, delineando un percorso specificatamente focalizzato su quelle aree psicologiche non presenti nei curricula studiorium classici, e orientato a formare psicologi specializzati nei campi di ricerca, dell'accertamento della diagnosi e dell'intervento in area giuridico-forense, criminologica, vittimologica, di tutela dell'infanzia e della riabilitazione. L'obiettivo è di far acquisire specifiche conoscenze e competenze che rendano il futuro psicologo in grado di operare adeguatamente in tutti gli ambiti professionali che lo pongono a contatto con gli organi giudiziari e con le pubbliche amministrazioni ad essi collegate.
▪ Strutturare un modello formativo di psicologo con una competenza aperta agli apporti formativi delle discipline affini alla psicologia, tramite l'acquisizione di un linguaggio comune e condiviso, e con l'impiego di metodologie e strumenti interdisciplinari specifici e adeguati al contesto forense nel quale si opererà.
▪ Offrire un'offerta formativa specialistica e professionalizzante facendo riferimento alla risorse didattiche dei Dipartimenti di Psicologia e di Giurisprudenza di Torino e individuando nelle istituzioni territoriali e in professionisti esterni una possibile fonte di collaborazione e di arricchimento scientifico e empirico.
▪ Promuovere la professione psicologica nei contesti psicoforensi penali e civili. In questo senso, il doppio registro scientifico-formativo si articola in una preparazione scientifico-specialistica orientata a professionisti psicologi che acquisiranno competenze:
a. cliniche e psicodiagnostiche forensi, peritali e consulenziali, di prevenzione e trattamento dell'antisocialità, di valutazione del rischio di ricaduta criminale e di pericolosità sociale; di valutazione neuropsicologica e riabilitativa, di valutazione delle capacità di agire e del danno alla persona;
b. nella tutela dell'infanzia e nella psicologia dello sviluppo, per la consulenza nei casi di separazione, divorzio e affidamento dei figli, nei casi di allontanamento dei minori dalla famiglia, di adozione nazionale e internazionale, di sostegno alle vittime dell'abuso e del maltrattamento, e di prevenzione e/o riduzione dei processi di vittimizzazione.
Questa articolazione pone particolare attenzione all'impiego di una metodologia scientifica accurata e ai valori dell'etica e della responsabilità, in piena sintonia con i più recenti orientamenti europei e internazionali.
Un dato che merita un'attenzione particolare è legato al fatto che questo CdLM costituisce il primo e attualmente l'unico sul territorio italiano, essendo l'espressione di una non consueta volontà del corpo accademico di conciliare discipline che, pur condividendo lo stesso oggetto di studio (il comportamento umano), raramente si sono operate per collaborare sul piano formativo di base e/o specialistico.
Il CdLM in Psicologia criminologica e forense risponde ad una esigenza formativa presente non solo sul territorio torinese ma sull'intero territorio nazionale, e pertanto si ritiene importante rispondere a questa forte domanda con un'offerta formativa specialistica e sempre più aderente all'evidenza scientifica.
Lo scopo è formare di una figura di psicologo in grado di operare in contesti giuridico-forensi e criminologici, oltre che in ambiti più tradizionali come quelli clinici e organizzativi. In questo senso la collaborazione con i diversi Organi Istituzionali, quali per esempio il Tribunale e la Procura, i servizi ministeriali dell'amministrazione della giustizia e i servizi territoriali, il provveditorato dell'Amministrazione penitenziaria, l'Ordine degli Psicologi e l'Ordine degli Avvocati, la Polizia municipale, le Aziende Sanitarie Locali, rende possibile un'attiva co-partecipazione tra accademia e comunità e costituisce un importante fattore di sviluppo per le attività utili per l'inserimento nel mondo del lavoro.
Il CdLM in Psicologia criminologica e forense, essendo un corso di Laurea della classe LM-51, dà diritto, al pari di tutti gli altri corsi di laurea in Psicologia, ad accedere all'esame di Stato per l'iscrizione all'albo professionale degli psicologi. Il corso di studi è rivolto anche a studenti con percorsi formativi giuridico-forensi. Questi potranno accedervi previa valutazione del curriculum formativo da parte del Consiglio del Corso di Studi che verificherà il possesso delle necessarie conoscenze di base (come indicato successivamente) e indicherà specificamente i percorsi formativi per la loro acquisizione. Verranno così create le basi per costruire un approccio integrato tra curricula psicologici e giuridico-forensi.

Competenze attese

Conoscenza e capacità di comprensione: 

Il Corso di Laurea magistrale in Psicologia criminologica e forense è un corso di laurea interdipartimentale che ha come obiettivo quello di offrire una formazione interdisciplinare e integrata tra saperi psicologici e saperi giudici. I contesti giuridico (penale, civile, minorile), forense e criminologico, permettono ai laureati magistrali in Psicologia criminologica e forense di intervenire su temi complessi della realtà umana in cui le conoscenze e competenze psicologiche e giuridiche acquisite durante il percorso di studi trovano applicabilità e spendibilità professionale. I laureati magistrali in Psicologia criminologica e forense acquisiscono:
(1) conoscenze avanzate delle aree tematiche della psicologia in accordo con il profilo psicologico clinico e criminologico condiviso dalla comunità scientifica internazionale; (2) conoscenze scientifico-specialistiche, tecniche e strumenti della psicologia applicate ai settori specifici del percorso formativo: psico-criminologico; psicodiagnostico e psicopatologico-forense; neuroscientifico; vittimologico; trattamentale sia penitenziario che alternativo alla detenzione.
Per raggiungere questi obiettivi si propone una didattica di tipo integrato e interattivo e il confronto con esperti del mondo professionale. A tale fine il percorso formativo include laboratori altamente specialistici e tematico-trasversali, cliniche legali, seminari ed esperienze pratiche sul campo che integrano percorsi di preparazione teorica e pratica. I materiali di studio utilizzati sono di tipo specialistico relativamente a ciascun campo di interesse scientifico-professionale.
Per ciascun corso è previsto un esame finale per la verifica delle conoscenze specialistiche apprese e della capacità di comprensione delle specifiche materie, con prove orali, o con l'elaborazione scritta di specifici approfondimenti.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione: 

Le capacità di applicare conoscenze e comprensione sono il risultato di una formazione fortemente interdisciplinare e integrata. I laureati magistrali in Psicologia criminologica e forense sono in grado di applicare conoscenze specialistiche, competenze, capacità di comprensione critica e utilizzare metodologie e strumenti acquisiti durante il corso di studi alla risoluzione di problemi inseriti in contesti professionali in cui la psicologia si incontra con il diritto e le sue applicazioni. I laureati saranno inoltre in grado di esercitare tali abilità in contesti più ampi e connessi alle competenze specialistiche acquisite Saranno inoltre capaci di riconoscere e applicare metodi e strumenti adeguati al contesto di intervento, aderendo a richiami etici e deontologici che regolamentano la professione psicologica.
Nello specifico tali capacità di applicare conoscenza e comprensione includono:
- la capacità di applicare le conoscenze scientifiche in contesti professionali giuridico-forense; preventivi e trattamentali; di ricerca;
- la capacità di realizzare connessioni teoriche tra tematiche appartenenti a settori scientifico-disciplinari diversificati per risolvere problemi complessi (es. relazioni tra eventi umani e condizioni psicogiuridiche e forensi; tematiche legate alla tutela dell'infanzia; relazioni tra funzionamento pro-sociale e comportamento criminale e violento; valutazione del rischio di persistenza criminale e di violenza, etc.);
- la capacità di utilizzare metodologie e strumenti scientifici di valutazione e di diagnosi, di tipo psicometrico, inclusi colloquio, test psicologici; strumenti neuropsicologici e neuroscientifici.

Le modalità di verifica circa la capacità di applicare conoscenze e comprensione acquisite coinvolgono sia attività di lavori di gruppo che vengono svolte anche durante l'attività didattica frontale, sia nelle nell'ambito delle attività laboratoriali che prevedono una valutazione in itinere e finale delle competenze acquisite. Per ogni insegnamento è comunque sempre prevista una prova di esame attraverso la quale lo studente deve dimostrare la capacità di applicare criticamente quanto appreso anche al contesto professionale, clinico-criminologico-forense di riferimento.

Autonomia di giudizio: 

I laureati magistrali in Psicologia criminologica e forense sono in grado di integrare conoscenze complementari e di gestire la complessità delle informazioni ricevute al fine di contribuire alla progettazione di interventi concreti. Essi sono inoltre in grado di formulare giudizi autonomi sulla base di informazioni parziali, tenendo in diretta considerazione il contesto applicativo dell'intervento.
Tali capacità e autonomia di confronto e valutazione includono:
- la riflessione sulle responsabilità etiche, legali, sociali e professionali collegate all'applicazione delle loro conoscenze;
- la consapevolezza delle norme etico-deontologiche, giuridiche e sociali che regolano le linee guida della ricerca scientifica in ambito psicologico e giuridico-forense, le conseguenti responsabilità nel loro rispetto e nella loro applicazione.
L'acquisizione di queste capacità avviene nell'ambito sia degli insegnamenti teorici che delle attività pratiche, seminariali e di esercitazione svolte in parallelo. L'autonomia di giudizio viene valutata in modo particolare nella prova finale.

Abilità comunicative: 

I laureati magistrali in Psicologia criminologica e forense sono in grado di comunicare, in modo chiaro e articolato, a interlocutori specialisti e non specialisti, le loro idee, interpretazioni e conclusioni, nonché le conoscenze e le ragioni che le sostengono.
Tale abilità comunicative includono:
- la capacità di esporre in maniera chiara e articolata i contenuti appresi durante il loro corso di studi;
- la capacità di presentare accademicamente una tematica teorica o i risultati di una ricerca empirica in forma orale e/o scritta;
- la capacità di presentare in pubblico le premesse teoriche, la struttura, il metodo e i risultati di una ricerca nell'area di riferimento che sia stata essa condotta da loro stessi o da un altro ricercatore;
- la capacità di comprendere ed effettuare critiche costruttive rispetto alla presentazione di una ricerca teorica o empirica, formale o informale, effettuata da terzi.
Per ottenere questi risultati il corso offre occasioni di apprendere le modalità con le quali la comunità scientifica e professionale comunica ipotesi, metodologie, strumenti, risultati e conclusioni. Gli studenti hanno altresì occasione di partecipare a esperienze di ricerca e di pratica e di procedere alla loro presentazione in varie forme al fine di comprendere le opportunità, la fruibilità e i limiti delle diverse tipologie di comunicazione. Queste capacità vengono sviluppate e verificate nel corso delle attività seminariali, laboratoriali affini o integrative. La capacità di elaborare e comunicare le conoscenze e le capacità acquisite e i contenuti della propria attività viene specificamente valutata nel corso della prova finale.

Capacità di apprendimento: 

I laureati magistrali in Psicologia criminologica e forense sviluppano adeguate capacità di apprendimento che consentiranno loro di continuare a studiare in modo prevalentemente autonomo e auto-gestito.
Tali capacità di apprendimento includono:
- la capacità di autovalutare e verificare l'effettivo raggiungimento del livello di apprendimento desiderato;
- la capacità di ragionare al fine di elaborare spiegazioni di fenomeni individuali e sociali alla luce della formazione ricevuta;
- la consapevolezza della necessità di un aggiornamento continuo rispetto alle tematiche inerenti al loro corso di studio per salvaguardare la qualità del loro lavoro, la specifica identità e responsabilità, e l'attendibilità della loro figura professionale;
- la capacità di revisionare i metodi di studio e le strategie di apprendimento nel caso che il livello di apprendimento desiderato non sia stato raggiunto;
- la capacità di apprendere dall'esperienza maturata e di modificare, aggiornare e arricchire le proprie conoscenze teoriche e affinando competenze professionali in modo da renderle adeguate e rispondenti alle richieste del territorio e del mercato del lavoro.

La verifica di queste capacità viene valutata attraverso partecipazione attiva alle attività laboratoriali e seminariali e attraverso le verifiche interne, gli esami curriculari e la prova finale.

Ambiti occupazionali e accesso ad ulteriori studi

La qualifica dà accesso a: M1, M2, DR, corso di specializzazione.

Prova finale

Titolo rilasciato: 

LAUREA DI SECONDO LIVELLO IN PSICOLOGIA CRIMINOLOGICA E FORENSE / LA QUALIFICA ACCADEMICA ASSOCIATA AL TITOLO E’ QUELLA DI “DOTTORE MAGISTRALE”

Caratteristiche della prova finale: 

La prova finale consiste nella preparazione e discussione di una tesi individuale o di piccolo gruppo. La tesi è un elaborato originale che testimonia la padronanza delle conoscenze e competenze acquisite nel corso di studio e la capacità di sviluppare e portare a compimento un lavoro di ricerca o di revisione e analisi critica della letteratura scientifica nell'ambito di riferimento prescelto.
L'elaborato può configurarsi in forma di rassegna sistematica e critica della letteratura scientifica relativa a un argomento specifico o come un lavoro empirico di raccolta, elaborazione e interpretazione di dati.
La tesi viene preparata sotto la supervisione di un relatore e valutata in un esame finale da una commissione nominata in accordo con il Regolamento di Dipartimento. Alla tesi magistrale sono assegnati 15 CFU.