SCIENZE LINGUISTICHE

Scheda del corso
Anno Accademico di immatricolazione: 
2019/2020
Codice del corso di studio: 
005502
Tipo di corso: 
Laurea Magistrale
Classe di laurea: 
LM-39 - Classe delle lauree magistrali in Linguistica
Dipartimento di afferenza: 
STUDI UMANISTICI
Durata in anni: 
2
Crediti: 
120
Sede didattica: 
TORINO
Lingua: 
Italiano
Tipo di accesso: 
Corso ad accesso libero

Insegnamenti

Anno di corso: Attività formative non assegnate a un anno di corso

Anno di corso: 1

Anno di corso: 2

Ammissione e iscrizione

Requisiti di accesso (Titoli): 

1 - Laurea
2 - Laurea di Primo Livello
3 - Laurea Specialistica
4 - Laurea Magistrale
5 - Titolo straniero
6 - Laurea
7 - Laurea di Primo Livello
8 - Laurea Magistrale
9 - Laurea Specialistica

Obiettivi formativi

Il corso si propone di formare laureati magistrali che, acquisita una solida conoscenza delle metodologie e delle teorie linguistiche (sia in prospettiva sincronica sia diacronica), abbiano la capacità di applicare tali competenze alla descrizione scientifica dei sistemi linguistici, nonché al trattamento e all'analisi concreta di dati linguistici appartenenti alle più diverse tipologie testuali. Dovranno anche essere in grado di collocare i fenomeni linguistici nel quadro delle dinamiche sociali e culturali delle comunità in cui questi si manifestano.
Nell'approfondire i contenuti teorici della disciplina, i laureati magistrali in Scienze linguistiche avranno sviluppato una piena esperienza della formazione universitaria come processo ben lontano dal puro addestramento e immagazzinamento di dati, e fondato invece sull'acquisizione di capacità autonome di pensiero e di organizzazione delle conoscenze, che sole consentono di raggiungere una abilità argomentativa ed elaborativa essenziale per la ricerca, ma anche per una qualunque attività intellettuale di responsabilità.
L'offerta formativa del corso è incentrata sui settori disciplinari L-LIN/01 (Glottologia e linguistica) e L-FIL-LET/12 (Linguistica italiana). Nel quadro del primo settore si sviluppano non solo competenze teoriche di livello avanzato, ma vengono offerti corsi che mettono in rapporto la teoria dei sistemi linguistici con altre discipline scientifiche e con importanti ricadute applicative, quali l'acquisizione della prima e seconda lingua, la sociolinguistica, la linguistica computazionale. Punto di forza degli insegnamenti nel secondo settore è l'indagine dialettologica ed etnolinguistica che è una delle consolidate tradizioni di ricerca del nostro ateneo. Pari rilievo ha la linguistica storico-comparativa, presente in diversi settori disciplinari, dall'indoeuropeistica alle filologie romanza, germanica, semitica.
Cruciale nel percorso formativo di Linguistica è il processo di elaborazione che conduce alla prova finale: pertanto, il lavoro di preparazione almeno bibliografica a questo fine dovrà partire al più tardi all'inizio del secondo anno di corso, eventualmente anche in rapporto con stage di formazione o esperienze extrauniversitarie.

Competenze attese

Conoscenza e capacità di comprensione: 

I laureati magistrali in Scienze linguistiche dovranno avere acquisito conoscenze a livello specialistico sulla struttura dei sistemi linguistici, sui modi di esistenza di lingue e dialetti nelle comunità sociali, sui modelli teorici sviluppati nell'ambito disciplinare, in misura tale da acquisire autonomia e flessibilità nel comprendere la natura dei problemi che si presentano in ambito disciplinare e professionale.
Modalità e strumenti didattici: esercizi di analisi di materiali linguistici concreti ai vari livelli (fonologici, morfologici, sintattici, testuali), non solo partendo dal testo scritto tradizionale, ma anche valendosi delle molteplici fonti di dati linguistici oggi reperibili (Internet, grandi corpora testuali annotati, banche dati di lingua parlata) e della tecnologia di ricerca e analisi testuale oggi disponibile.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione: 

La presa di contatto, condotta con rigore scientifico, con sistemi linguistici altri da quello nativo e con la loro diversità e complessità determina un ampliamento di orizzonti anche culturali e cognitivi, contribuendo a superare eventuali preconcetti troppo legati alla comunità di appartenenza e mettendo i laureati magistrali in una migliore posizione per agire nei sempre più frequenti contesti multilinguistici e multiculturali, sul piano professionale come su quello più ampio delle interazioni umane.
Modalità e strumenti didattici: esercizi di analisi di fenomeni linguistici con riferimento a lingue non familiari allo studente; contatto, ove possibile, con parlanti nativi di altre lingue per l'elicitazione di dati linguistici; applicazione di tecniche di raccolta di materiali sul campo; eventuali esperienze di mediazione interculturale nel quadro di stage o tirocini (per esempio relativi all'apprendimento dell'italiano da parte di stranieri).

Autonomia di giudizio: 

Parte essenziale della formazione universitaria avanzata è la distanza critica rispetto all'oggetto di studio e ai risultati della ricerca preesistente. In ambito linguistico l'autonomia di giudizio non si limita alla valutazione critica delle fonti ma deve estendersi alla valutazione del contesto culturale in cui si agisce, per esempio acquisendo la consapevolezza delle questioni deontologiche connesse alla ricerca sul campo (correttezza nel trattamento dei dati, rispetto della riservatezza degli informanti e della loro indipendenza, minimizzazione del ruolo perturbatore del ricercatore e sim.).
I laureati magistrali in Scienze linguistiche saranno pertanto in grado di fornire giudizi critici argomentati sui singoli problemi linguistici (sia di carattere teorico che applicativo e pratico), e di prendere decisioni operative in un ambito professionale collegato alla politica e pianificazione linguistica e alla gestione del territorio.
Modalità e strumenti didattici: scelta di metodologie di ricerca sul campo, in particolare in rapporto al lavoro di tesi, con interviste, formulazione e somministrazione di questionari, e valutazione critica dei dati ottenuti e delle difficoltà operative che si incontrano.

Abilità comunicative: 

Le abilità comunicative dei laureati magistrali in Scienze Linguistiche devono includere la capacità di comunicare sia per cooperare nelle ricerche, sia per esporne con chiarezza ed efficacia i risultati (essenziale a questo fine è la pratica di relazioni seminariali durante il percorso di studi); le abilità comunicative includono anche saper interagire con successo con gli informanti nel quadro di indagini sul campo, e saper adattare il livello di complessità del proprio discorso argomentativo alle competenze dei propri interlocutori (per esempio in compiti didattici e divulgativi, o nel lavoro di équipe). Infine, il rilievo dato alla tesi di laurea magistrale nel percorso formativo deve mirare a fornire ai laureati una sicura capacità di redazione di un testo argomentativo scritto e documentato sulle fonti, anche al di fuori dello stretto ambito disciplinare.
Modalità e strumenti didattici: relazioni seminariali orali su argomenti specifici del corso, in presenza degli altri studenti, come parte integrante della valutazione; redazione di sintetiche relazioni scritte di approfondimento su argomenti dei corsi; attività didattiche sui linguaggi settoriali e i loro lessici specialistici, con particolare attenzione alla terminologia linguistica.

Capacità di apprendimento: 

I laureati magistrali in Scienze Linguistiche devono avere acquisito la capacità di procedere per conto proprio nell'ulteriore formazione, essendosi impossessati del linguaggio specialistico non solo in italiano ma anche nelle lingue veicolari della disciplina (in primo luogo l'inglese), essendo in grado di valutare criticamente le argomentazioni e la qualità di un articolo scientifico e di muoversi autonomamente nel reperimento delle fonti. Tali competenze potranno mettere in condizione i laureati magistrali di proseguire eventualmente in un terzo livello di studio mirato alla ricerca originale avanzata (in particolare i dottorati di ricerca), o di rispondere positivamente alle esigenze di aggiornamento nella propria professione.
Modalità e strumenti didattici: per l'acquisizione delle capacità autonome di apprendimento è essenziale il lavoro di preparazione della tesi. Nel reperimento della bibliografia e nella costruzione argomentativa dell'elaborato gli studenti devono essere naturalmente indirizzati e seguiti dal docente relatore, la cui funzione di stimolo deve condurre alla piena responsabilizzazione degli studenti sulle scelte da fare e sulla qualità del risultato.

Ambiti occupazionali e accesso ad ulteriori studi

La qualifica dà accesso a: M1, M2, DR, corso di specializzazione.

Dal punto di vista professionale, è chiaro che una approfondita consapevolezza del funzionamento del linguaggio costituisce un requisito fondamentale (anche se spesso trascurato) nella formazione di un insegnante di materie letterarie e/o linguistiche. I laureati possono pertanto prevedere come occupazione l'insegnamento nella scuola, una volta completato il processo di abilitazione all'insegnamento e superati i concorsi previsti dalla normativa vigente.
Le competenze acquisite nel Corso di Laurea magistrale permetteranno inoltre ai laureati di operare, con funzioni di elevata responsabilità, in settori quali:
• l'industria dell'editoria e delle comunicazioni;
• la cooperazione, gli istituti internazionali e gli enti che si occupano di contatti nel senso più ampio fra lingue e culture diverse (dalla politica all'economia, all'industria turistica, all'accoglienza di stranieri), in particolare rispetto alle problematiche di integrazione linguistica e di apprendimento dell'italiano come lingua seconda;
• le politiche di pianificazione culturale, educativa e di gestione del territorio, con particolare riguardo alle minoranze linguistiche di antico e recente insediamento;
• la gestione del plurilinguismo nei molteplici ambiti comunicativi legati alle nuove tecnologie mediatiche e a Internet;
• il trattamento di corpora linguistici;
• la progettazione e valutazione di banche dati di produzioni linguistiche scritte e orali, di programmi di sintesi e riconoscimento della parola e di altri strumenti informatici di gestione della comunicazione verbale.
Infine, tali competenze costituiscono la base per l'attività di ricerca in linguistica presso enti pubblici e privati, e permettono l'accesso ai dottorati in discipline linguistiche e quindi, in prospettiva, alla ricerca e all'insegnamento universitario in questo campo.

Prova finale

Titolo rilasciato: 

LAUREA DI SECONDO LIVELLO IN SCIENZE LINGUISTICHE / LA QUALIFICA ACCADEMICA ASSOCIATA AL TITOLO E’ QUELLA DI “DOTTORE MAGISTRALE”

Caratteristiche della prova finale: 

Si tratta di una dissertazione scritta che riflette un lavoro di ricerca originale. Poiché un lavoro di ricerca in linguistica richiede non solo solide conoscenze teoriche e metodologiche, ma anche la raccolta e l'analisi dettagliata di materiali linguistici, si ritiene di assegnare alla prova finale un numero rilevante di crediti (30), pari a un quarto dell'intero percorso formativo.