sezioni

Come brevettare all'Università

Chi può brevettare

Il personale legato all’Università da rapporto di lavoro subordinato (docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario), che abbia conseguito un’innovazione nell’ambito dell’attività di lavoro, può cedere volontariamente all’Università i diritti di titolarità sull’invenzione.

Nel caso in cui soggetti diversi, comunque legati all’Università ma non dipendenti, quali dottorandi, borsisti, assegnisti, professori a contratto, studenti, abbiano conseguito un’innovazione insieme al personale strutturato, possono cedere congiuntamente la titolarità all’Università.

Supporto dell’ufficio

L’inventore o gli inventori, nel momento in cui decidono di cedere la titolarità all’Università, devono procedere alla compilazione degli allegati al Regolamento dei Brevetti e della proprietà intellettuale:

  • Modulo A – Richiesta di brevettazione
  • Modulo B – Impegno alla riservatezza.

E’ inoltre necessario allegare la delibera del Dipartimento o Struttura di riferimento, che si impegna a concorrere per il 30% alle spese relative alla pratica brevettuale.
In tutte le fasi di preparazione della proposta di brevetto, l’inventore può chiedere l’ausilio della Sezione Brevetti e Trasferimento della Conoscenza, il cui personale si occupa di verificare che il ritrovato soddisfi almeno in prima analisi i requisiti di novità, originalità, industrialità e sufficienza descrittiva e svolge, se possibile, una ricerca di anteriorità sulle banche dati brevettuali.
Nel caso di approvazione a procedere con il deposito della domanda di brevetto, l’ufficio provvede a far sottoscrivere agli inventori l’accordo di cessione della titolarità all’Ateneo e a compiere gli altri atti necessari al deposito.
E’ importante sottolineare che l’invenzione deve essere mantenuta segreta fino al momento del deposito presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Commissione Brevetti

La domanda viene sottoposta ad una commissione tecnica interna all’Ateneo, che esamina la richiesta e ne valuta i requisiti.

La Commissione Brevetti risulta attualmente così composta:

  • Prof. Carlo Bicchi (Presidente delegato del Rettore fino al 30 settembre 2019)
  • Prof. Giovanni Camussi
  • Dott. Roberto Gandin
  • Prof. Marco Guerzoni
  • Prof. Giorgio Gribaudo
  • Prof. Lorenzo Silengo
  • Prof. Alessandro Enrico Cogo
Sfruttamento commerciale del brevetto

La Sezione Brevetti e Trasferimento della Conoscenza

  • considera le potenzialità di utilizzazione industriale dell’invenzione
  • stipula accordi di segretezza (NDA)
  • individua le strategie di sfruttamento più opportune, eventualmente in collaborazione con gli inventori, selezionando le aziende potenzialmente interessate al brevetto, al fine di sottoscrivere contratti per lo sfruttamento del brevetto.

 

Le spese e i proventi

Se gli inventori cedono la titolarità all’Ateneo, tutte le spese brevettuali sostenute (tra cui quelle di preparazione del brevetto, di primo deposito e di eventuale estensione) sono coperte per il 70% con il Fondo Brevetti d’Ateneo e per il 30% con fondi provenienti dal dipartimento o struttura di riferimento.

I proventi che dovessero derivare dallo sfruttamento dei brevetti sono ripartiti, al netto delle spese sostenute, secondo le seguenti percentuali:

  • 50% all’inventore (nel caso di più inventori la quota è suddivisa nella percentuale di apporto inventivo dichiarata nella domanda)
  • 35% al Fondo Brevetti d’Ateneo
  • 15% al dipartimento o struttura di riferimento.

Se gli inventori non cedono la titolarità sull’invenzione all’Ateneo e brevettano in autonomia (anche attraverso la cessione della titolarità a terzi), sono tenuti a versare all’Ateneo il 30% dei proventi derivanti dal successivo sfruttamento, seguendo la procedura stabilita (art. 65 del D.Lgs. n. 30/2005).