Welfare UniTo

"Welfare" è una parola-chiave per immaginare il futuro delle nostre università. Le politiche per il benessere delle persone sono – e saranno sempre in misura crescente – un tratto qualificante della nostra funzione pubblica. "Welfare" è un concetto dal perimetro ampio, che rimanda a tante azioni diverse, accomunate però dalla centralità delle persone.

 

C'è, infatti, un welfare per gli individui, che interviene per far star bene le persone laddove operano quotidianamente come studentesse e studenti, docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico e amministrativo. Nel novero di queste azioni ci sono, per esempio, la tutela e il miglioramento della salute, fisica e psicologica, ma anche la cura per gli spazi nei quali si trascorre il tempo del lavoro e della formazione. Prendersi cura del soggetto rientra nei compiti primari di una grande istituzione culturale e di ricerca come l'Università.

 

Esiste però anche un welfare di comunità, che deve avere come obiettivo ultimo lo sviluppo della comunità nel suo insieme, in termini di accesso alle opportunità: il pensiero va, per esempio, alle politiche di sostegno del diritto allo studio per le persone meno abbienti, al riconoscimento delle differenze nelle modalità di apprendimento di studentesse e studenti disabili e con DSA, al contrasto delle diseguaglianze di genere in tutti gli ambienti, alla riduzione dei gap tecnologico-digitali, agli investimenti nella ricerca attraverso la valorizzazione del capitale umano, soprattutto delle giovani generazioni, alla formazione continua e di qualità per il personale che si trova ad affrontare sfide sempre nuove e a rincorrere obiettivi sempre più alti e ambiziosi.

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In altre parole, esiste una centralità del welfare personale e una del welfare sociale, che prima di ogni cosa deve puntare alla riduzione delle diseguaglianze che possono limitare le possibilità di autorealizzazione di ciascuno, quindi incidere in modo negativo sulle aspettative per la propria vita. In ultima istanza, che possono indebolire il diritto non codificato, ma fondamentale, alla felicità.

 

In questa prospettiva, le politiche di welfare di un grande Ateneo comprendono l'accesso alla cura, ai servizi di supporto, ma anche l'accesso alla cultura, intesa nel suo significato più ampio.

 

L'Università, si sa, è luogo di produzione e di trasferimento di saperi scientifici, ma è anche sempre più il luogo della disseminazione e della condivisione delle conoscenze verso porzioni sempre maggiori di cittadinanza. Respingendo l'idea di utenza e facendosi carico di quello di servizio pubblico. Oggi l'Università deve rivolgersi a tutte le componenti del suo territorio, perché la consapevolezza del valore della scienza è un patrimonio comune. Mai come in tempi di post pandemia, questa consapevolezza si è diffusa come un elemento fondativo basico delle nostre democrazie. Per questo l'investimento in cultura, anche per la divulgazione e la disseminazione rivolta all'esterno, rappresenta una leva prioritaria di affermazione del benessere del corpo sociale.

 

Stefano Geuna, Rettore

Giulia Carluccio, ProRettrice

Rapporto FISU Healthy Campus

Il progetto FISU Healthy Campus è un'iniziativa che mira a migliorare il benessere di studenti e studentesse da tutti i punti di vista. L'obiettivo di FISU con questo progetto è di stabilire un sistema multi-disciplinare dedicato al benessere, a stili di vita sani e alla consapevolezza degli studenti su questi temi. L'idea è di condividere conoscenze e buone pratiche a livello locale e globale tra campus, usando parametri comuni.

Ultimo aggiornamento: 14/07/2023