Per i 100 anni dalla nascita di Nuto Revelli, un ricco programma di incontri, mostre e spettacoli

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Da Sabato 13 Luglio 2019 alle ore 12:00, a Domenica 6 Ottobre 2019 alle ore 12:00
Nuto Revelli nella sua casa a Cuneo - ph Paola Agosti

Nuto Revelli, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, è stato un testimone importante del Novecento: fa parte di quella generazione di scrittori (come Primo Levi e Mario Rigoni Stern) che giunsero alla scrittura non per sola vocazione interiore ma trascinati, per così dire, dalla Storia, per una sorta di dovere civile e morale, per “far sapere” affinché gli orrori di cui erano stati vittime e testimoni non si dovessero mai più ripetere.

Tornato in Italia dopo la tragica esperienza della ritirata di Russia, si unisce alla banda “Italia Libera” di Paraloup, prima delle formazioni parigiane di Giustizia e Libertà del cuneese. 

 

Il Comitato nazionale per le Celebrazioni del centenario della nascita, istituito con decreto del Ministero dei Beni Culturali, ha in programma, tra il 2019 e il 2021, un ricco calendario di attività, che organizzarà in collaborazione con la Fondazione Nuto Revelli e la Città di Cuneo.

Si inizierà a Paraloup (borgata di montagna cuneese oggi "recuperata" grazie a un progetto architettonico innovativo e sostenibile) sabato 13 luglio con l’opening della mostra Beyond the border di Luca Prestia, con una conferenza di Federico Faloppa e Adriano Favole sul tema dell’esplorazione del confine, per proseguire fino al convegno internazionale dal titolo "Nuto Revelli protagonista e testimone dell’Italia contemporanea" previsto a Cuneo il 5 e 6 ottobre.

Presiede il Comitato per le celebrazioni Gastone Cottino, professore emerito dell’Università di Torino, già ordinario di Diritto commerciale, membro dell’Accademia delle Scienze di Torino e dell’Accademia Nazionale dei Lincei, e ne fanno parte, tra gli altri Walter Barberis, docente di Storia moderna presso l’Università di Torino, presidente Giulio Einaudi editore, e Luigi Bonanate, professore emerito dell’Università di Torino, già ordinario di Relazioni internazionali e socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino.