L'Università di Torino lancia il progetto "CUBO": un viaggio multidisciplinare intorno al cibo

Domenica 22 settembre 2024, alle 17.30 nella Casa del Quartiere di San Salvario, con il kick-off di CUBO - Le Culture del Cibo, 19 dipartimenti di UniTo apriranno le porte a cittadini e associazioni. Il progetto, guidato dal Dipartimento di Scienze Veterinarie, si propone come nuovo contenitore in cui ricerca, didattica, terza missione vengono presentati in una veste innovativa e coinvolgente, con l’aiuto e il supporto di enti ed aziende del territorio.

 

Gli obiettivi del progetto sono molteplici: contribuire alla costruzione di una mappa delle abitudini alimentari della comunità di UniTo e del territorio per evidenziare i bisogni e progettare azioni mirate; aggregare le conoscenze esistenti in Ateneo, rendendole accessibili e fruibili alla comunità di persone, imprese, enti e istituzioni; creare nuove sinergie tra attori che operano su più livelli nel mondo alimentare per accedere a nuove fonti di finanziamento sia nazionali che internazionali; sensibilizzare sui temi dell’educazione alimentare, sulle connessioni tra il consumo di cibo e l’impatto sull’ambiente e sul valore del cibo come elemento di identità culturale nelle arti visive, nello spazio linguistico e nella letteratura.

 

Con CUBO verranno approfonditi quattro temi fondamentali: Benessere (dell’uomo, degli animali, dell’ambiente, sociale); Sostenibilità (ambientale, sociale, tecnologica, sanitaria, economica); Storia e Cultura (arti visive, linguaggio parlato e scritto, archeologia, storia, letteratura, religioni); Scienze economico-giuridiche (diritto, norme e tutele, numeri e geografia del cibo). Durante le attività del progetto la vera protagonista sarà la cittadinanza, che sarà coinvolta nelle tre fasi che la squadra UniTo ha pensato per diffondere il progetto e che si svolgeranno nei prossimi mesi. 

 

La prima fase, "Racconto", prevede una serie di eventi in location sparse nella città e nella provincia di Torino, così come nelle province di Cuneo e del Verbano-Cusio-Ossola. Il mondo dell'accademia, accompagnato dalle associazioni del terzo settore, racconterà le ultime ricerche, analizzando gli eventi, le immagini, l'arte, la filosofia e le parole sotto punti di vista inaspettati, portando alla ribalta storie virtuose, per raggiungere un cambiamento condiviso che parta dalla fonte delle informazioni. Gli eventi sono adatti a un pubblico di tutte le età, con un catalogo dedicato alle scuole di ogni grado che vedrà impegnati ragazze e ragazzi a partire dall'anno scolastico 2024/2025. 

 

La seconda fase è quella del "Divertimento", grazie al format "Ricercatori alla spina". Si tratta di un’iniziativa di divulgazione multidisciplinare che si svolge in pub, bar, ristoranti, che mette a servizio dei partecipanti un approccio diverso rispetto alla divulgazione scientifica. Gli scienziati e le scienziate diventeranno per una sera speciali camerieri, “servendo” a tavola racconti brevi e curiosità scientifiche. Gli avventori della serata avranno a disposizione due menù, uno “classico” del luogo che ci ospita, l’altro “alternativo” che presenterà le diverse portate scientifiche con un titolo e una breve accattivante descrizione.

 

Infine, la fase di "Ascolto" che accompagnerà sempre le altre due fasi. Grazie alle attività previste, saranno infatti i cittadini ad esprimere le proprie opinioni, definendo le priorità e individuando i punti critici su cui lavorare. La ricerca si mette a disposizione di tutte e tutti per dar forma a nuove linee e valutare l'impatto delle azioni.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Venerdì, 20 Settembre, 2024

Al via il "PoV Instrument"- Proof of Value 2024", primo bando in Italia che valorizza iniziative ad impatto sociale nel campo umanistico e delle scienze sociali

Lunedì 23 settembre, alle ore 15, nella Sala Lauree del Complesso Aldo Moro (via S. Ottavio, 18, Torino), si terrà l’evento di presentazione del bando 2024 PoV Instrument - Proof of Value, iniziativa prima nel suo genere in Italia promossa dall’Università di Torino e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Obiettivo del bando è valorizzare iniziative ad impatto anche nel campo umanistico e delle scienze sociali, per sviluppare nuove idee imprenditoriali, prototipi organizzativi, metodologie di lavoro e processi produttivi che - in un quadro di innovatività e sostenibilità - offrano risposte originali a esigenze emergenti della società.

 

Lo strumento PoV vuole incoraggiare un processo che, dalla programmazione delle questioni e dalla riflessione sulle interpretazioni che le definiscono nel dibattito pubblico, porti all’individuazione di strumenti e prototipi di soluzioni da co-progettare con gli stakeholder coinvolti nel problema, offrendo ai ricercatori un’occasione di blending di competenze di diversi Dipartimenti, consolidamento di soft-skill di cultura imprenditoriale e confronto con le dinamiche di mercato, finalizzato a favorire la nascita e l’accelerazione di spin off accademici. Ulteriore obiettivo del PoV Instrument è diffondere la cultura della valorizzazione della conoscenza attraverso la creazione di asset intangibili.

 

L’evento di lunedì è un’occasione per approfondire le opportunità di finanziamento e per conoscere i risultati dei progetti sviluppati dalle ricercatrici e dai ricercatori universitari che hanno partecipato al PoV Instrument 2022. L’iniziativa rientra nei side event dell'Italian Tech Week, appuntamento patrocinato dall'Università di Torino dedicato all’innovazione, con un focus sull’integrazione tra tecnologia e sostenibilità. 

 

All’iniziativa sarà presente l’Ing. Paolo Mulassano, Responsabile di Obiettivo Pianeta, Fondazione Compagnia di San Paolo, che riferisce: “Da anni Compagnia di San Paolo si occupa di favorire la connessione tra la finanza e le attività erogative a sostegno di enti e di azioni volte alla generazione di conoscenza, come nel caso delle Proof of Concept (PoC) aventi potenziale di mercato. Con il Proof of Value (PoV) Instrument siamo lieti di aver sostenuto la prima iniziativa di valorizzazione dell’uso pubblico del sapere accademico, inteso non esclusivamente in chiave economica, in Italia”.

 

Tra i relatori, il Prof. Alessandro Zennaro, Vice-Rettore per la valorizzazione del patrimonio umano e culturale in Ateneo e Professore Ordinario del Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Torino: “Il PoV Instrument offre ai ricercatori la possibilità di confrontarsi con modalità innovative per valorizzare l’uso pubblico di un sapere accademico teso da un lato a misurarsi con problemi economici e sociali, dall’altro a cercare soluzioni da testare in una prospettiva di sostenibilità”, cui si aggiunge la Dott.ssa Elisa Rosso, Direttrice Direzione Ricerca, Innovazione e Internazionalizzazione, Università degli Studi di Torino: “La prima edizione sperimentale del bando Proof of Value ha rappresentato un’opportunità per analizzare il valore aggiunto di nuove idee, metodi e processi nati dal lavoro svolto nell’Ateneo, creando le premesse per il loro utilizzo presso imprese, pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore, anche in tandem con spin-off e start-up già costituite. Con il bando 2024 intendiamo proseguire la rotta tracciata”.

 

Nel 2022, la prima edizione del bando PoV ha finanziato 10 progetti destinati a migliorare la vita dei cittadini, generando valore e impatto sul territorio, a fronte di 55 idee progettuali pervenute da 352 partecipanti in rappresentanza di 26 Dipartimenti, attinenti alla sfera della salute, benessere e qualità della vita, derivanti da attività di ricerca e trasferimento della conoscenza in ambito sociale, formativo (anche in una prospettiva di Long Life Learning), culturale, ambientale, economico, giuridico, organizzativo, con riferimento ai 17 Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile. 

 

Tra i progetti selezionati:  

  • Dance4Ageing si propone di applicare le ricerche sull’immaginazione motoria a pratiche di danza nella popolazione over 65 con decadimento intellettivo, allo scopo di migliorare il benessere psicofisico in contesti quali RSA, Alzheimer Cafè e centri culturali di prossimità;

 

  • LAb Moving mUseum (LAMU), museo virtuale dotato di un allestimento tecnologico per creare uno spazio immersivo, interattivo e multisensoriale, permette di portare un'apertura verso esperienze culturali e artistiche a persone private della libertà personale, con l’obiettivo di promuoverne il benessere e, in prospettiva, contribuire alla diminuzione della recidiva;

 

  • PlAtfoRm ASsessment tOoL (PARASOL), intende sviluppare uno strumento avanzato avvalendosi delle tecnologie dell’Intelligenza Artificiale (IA) e del Natural Language Processing (NLP), ed è volto a supportare e formare gli operatori economici digitali nell’adeguamento, revisione dei propri termini e condizioni e comprensione delle relative normative vigenti;

 

  • Uno sPazIo di (bio)moleCole faNtastIche dove gioCare (PICNIC), mira a diffondere la curiosità verso i temi scientifici tra le nuove generazioni, proponendo una serie di giochi da tavolo, trasferibili in formati online (su PC o App), e in realtà virtuale immersiva, che facilitino e rendano divertente e coinvolgente l’apprendimento delle discipline STEM in ambito scolastico o familiare.

 

Programma dell’evento

Ore 14.45 registrazioni

Ore 15.00 saluti istituzionali 

Ore 15.15 Lo strumento PoV - Ing. Paolo Mulassano, Responsabile di Obiettivo Pianeta, Fondazione Compagnia di San Paolo 

Ore 15.30 PoV Instrument 2022: key figures - Prof. Alessandro Zennaro, Vice-Rettore per la valorizzazione del patrimonio umano e culturale in Ateneo e Professore Ordinario del Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Torino 

Ore 15.45 Case study PoV 2022 

Ore 16.30 PoV Instrument 2024: il nuovo bando - Dott.ssa Elisa Rosso, Direttrice Direzione Ricerca, Innovazione e Internazionalizzazione, Università degli Studi di Torino

Ore 16.45 Q&A: come partecipare al PoV 2024

Ore 17.00 networking cocktail

L’accesso è libero su iscrizione al modulo di registrazione.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Venerdì, 20 Settembre, 2024

Viaggio nel tempo nell'Ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia

La Biblioteca di Economia e Management dell’Università di Torino è stata selezionata tra i vincitori del bando GLAM 2024 di Wikimedia Italia. Il progetto, finanziato con 7.000 euro, ha previsto tra le varie azioni, l’utilizzo delle piattaforme Wikipedia, Wikimedia Commons e Wikisource per documentare e valorizzare la storia di un importante monumento cittadino: il complesso dell'Ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia (IRV), noto anche come "I Poveri Vecchi"

 

Il progetto è articolato in due parti: da un lato la ricostruzione storica dell'ex IRV, ora sede della Scuola di Management ed Economia dell’Università di Torino, attraverso la raccolta di documentazione, la realizzazione di un servizio fotografico e video degli ambienti, la creazione su Wikipedia della voce dedicata e la modifica di voci correlate; dall’altro l’arricchimento delle voci relative ad alcune figure accademiche di economisti del primo Novecento che hanno avuto un ruolo importante all’interno della ex-Facoltà di Economia e la digitalizzazione e caricamento su Wikisource delle opere più significative dello storico ed economista Giuseppe Prato, opere rese disponibili anche nella Digital Library dell'Ateneo.

 

L’evento conclusivo dell’iniziativa si terrà giovedì 12 settembre dalle 16.30 nella Sala Varsavia della Scuola di Management ed Economia (Corso Unione Sovietica, 220 Torino) dove, dopo i saluti istituzionali e la presentazione dei risultati del progetto, sarà inaugurata una mostra fotografica realizzata da Paolo Formica. Con i suoi scatti, il fotografo torinese guiderà lo spettatore attraverso spazi, forme architettoniche, luci e ombre di un edificio senza tempo. A seguire sarà possibile partecipare a una wikigita della durata di 15 minuti alla scoperta dell’edificio (link google form), fotografando le diverse prospettive, per poi partecipare al concorso Wiki Loves Monuments Piemonte 2024. Aperitivo e musica live a cura dei Catchers in the Rye.

 

Progettato da Crescentino Caselli, allievo di Alessandro Antonelli, e costruito tra il 1883 e il 1887, il complesso ex IRV era originariamente situato in una zona rurale sulla strada per la Palazzina di Caccia di Stupinigi e poteva ospitare circa duemila anziani indigenti. Costituito da un corpo centrale e quattro padiglioni, si estende per 351,5 metri e occupa un'area di 25.000 mq. Durante la seconda guerra mondiale ha subito danni significativi, con la distruzione parziale del padiglione sud, poi ricostruito. Nel corso degli anni, l'edificio è stato modernizzato con vari interventi, tra cui l'aggiunta di parti in vetro e acciaio su progetto dell'architetto Andrea Bruno e, più recentemente, la costruzione di un corpo di fabbrica seminterrato a tre livelli: il Nuovo Polo Didattico della Scuola di Management ed Economia dell’Università di Torino. Di proprietà del Comune di Torino, l'ex IRV ha ospitato diversi enti nel tempo oltre all’Università. Oggi la parte sud dell'edificio è adibita a residenza assistenziale per anziani e ai Servizi Socio Assistenziali dell'ASL di Torino, mentre le due ali nord ospitano la sede centrale del Consorzio CSI-Piemonte

Data di pubblicazione del comunicato: 
Mercoledì, 18 Settembre, 2024

“Frammenti dell'avvenire" - Convegno internazionale in onore di Gianni Vattimo

Giovedì 19 e venerdì 20 settembre, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale (via Verdi 9, Torino), a un anno dalla scomparsa di Gianni Vattimo, l'Università di Torino e il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'educazione promuovono un convegno internazionale dedicato alle molteplici eredità del suo pensiero. Il titolo del convegno, "Frammenti dell'avvenire", riprende una citazione dello Zarathustra di Friedrich Nietzsche che era cara a Vattimo. Il compito del pensiero, secondo il filosofo, sta proprio nella capacità di ricomporre la storia e il presente, in una forma che sia in grado di leggere nell'oggi i frammenti dell'avvenireLe due giornate prevedono quattro sessioni in cui allievi e allieve, studiosi e studiose si confronteranno con il pensiero e gli insegnamenti di Gianni Vattimo proponendo spunti di riflessione e analisi critiche. Il convegno è realizzato dall’Università di Torino, con il patrocinio del Centro Studi Filosofico-Religiosi Luigi Pareyson e di Trópos: Rivista di ermeneutica e critica filosofica.

 

Gianni Vattimo è scomparso il 19 settembre 2023 all’età di 87 anni. È stato uno dei più importanti filosofi italiani, padre del pensiero debole, a lungo docente all'Università di Torino. Allievo di Luigi Pareyson, Vattimo si laureò in Filosofia nel 1959 all’Ateneo torinese, dove nel 1964 divenne professore incaricato e nel 1969 ordinario di estetica. Già preside della facoltà di Lettere e Filosofia, dal 1982 al 2008 è stato ordinario di filosofia teoretica. Vattimo ha inoltre insegnato come visiting professor in alcune università americane (Yale University of Los Angeles, New York University, State University of New York) e ha tenuto seminari e conferenze in atenei di tutto il mondo. Accanto all’attività scientifica, Vattimo è stato editorialista per i più importanti quotidiani italiani e anche politico, eletto per due volte eurodeputato.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Martedì, 17 Settembre, 2024

UniTo forma i professionisti di etica e intelligenza artificiale

Oggi, venerdì 13 settembre, alle ore 12.00, nella Sala Blu del Palazzo del Rettorato (via Verdi 8, Torino), è stato presentato il nuovo master in Etica e Intelligenza Artificiale (MEIA), proposto per l’anno accademico 2024/25 dal Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino. Sono intervenuti Graziano Lingua, Direttore del Master e del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione, Sergio Foà, Dipartimento di Giurisprudenza ed Emanuela Guarcello, Dipartimento di Filosofia e Scienze.

 

Obiettivo del master è quello di formare una nuova figura professionale, l’esperto in etica dell’intelligenza artificiale (AI Ethicist), che, grazie alle politiche europee e in particolare l’AI ACT approvato il 12 marzo 2024, diventerà sempre più centrale sia nella progettazione e nello sviluppo dei sistemi di AI, sia nell’offrire consulenze sui requisiti etici alle organizzazioni pubbliche e private che li utilizzano. Il Master MEIA intende preparare queste nuove professionalità attraverso una formazione a 360 gradi per creare figure polivalenti capaci di valorizzare le potenzialità offerte da questa nuova tecnologia per gli ambienti professionali in cui operano e dotarle di un solido bagaglio di competenze normative (etiche e giuridiche) per aiutare le loro organizzazioni ad affrontare le sfide poste dall’IA.

 

L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più pervasiva in vari ambiti della società, influenzando la vita quotidiana di un numero sempre maggiore di persone. Tuttavia si constata una diffusa mancanza di consapevolezza, sia in termini di competenze tecniche, sia di comprensione del suo impatto sociale ed etico. Ciò risulta sempre più evidente nell’ambito dell’educazione, dell’amministrazione pubblica e dell’erogazione dei servizi per cui diventa ogni giorno più urgente dotare le professionalità che si trovano a utilizzare o hanno a che fare con sistemi di IA di strumenti tecnici e critici adeguati. Il Master in Etica e Intelligenza Artificiale intende sopperire a tale mancanza e rispondere a questi bisogni, presentandosi come uno dei primi master nel panorama italiano specificamente orientato alle questioni etiche relative all’intelligenza artificiale e che si rivolge direttamente alla comunità educante e ai settori dei servizi e della pubblica amministrazione.

 

In linea con le migliori proposte formative universitarie europee sull’etica dell’IA, il master dell’Università di Torino offre una introduzione di base all’IA e una serie di moduli formativi specificamente orientati alle principali questioni sollevate dal suo utilizzo. Il Master MEIA si rivolge, attraverso due percorsi differenziati, al mondo della scuola e ai settori della pubblica amministrazione e dei servizi privati con l’intento di offrire una solida base per la comprensione del funzionamento tecnologico dei sistemi di IA, dell’impatto politico, giuridico e sociale di tali tecnologie, nonché delle principali problematiche etiche ad esse sottese.

 

L’utilizzo di applicazioni di IA come chatbot, assistenti virtuali, software di automazione dei task e applicazioni per enti locali o sanità, nonché strumenti di analisi e gestione di big data, sta avendo e avrà un impatto significativo. Tale impatto ha a che fare con i rischi di perdita di posti di lavoro, ma anche – e forse soprattutto – con la necessità di aggiornare e formare professioniste e professionisti qualificati, in particolare nella pubblica amministrazione, in aziende private e nel terzo settore, in un panorama in cui le competenze digitali diventeranno ineludibili, ancora di più alla luce della recente approvazione del cosiddetto AI Act dell’Unione Europea e della sua prossima e progressiva entrata in vigore. Il percorso 1 del Master si propone di fornire competenze giuridiche, politiche ed etiche per far sì che l’impiego di tecnologie di IA possa consentire alle pubbliche amministrazioni e alle aziende di offrire servizi in modo efficiente e orientato al benessere della collettività.

 

Le IA possono diventare anche risorse importanti per insegnanti e educatori: permettono di creare esperienze di apprendimento personalizzate, tenendo conto di esigenze e competenze individuali; possono aiutare a fornire feedback immediati, ad automatizzare in parte le correzioni di compiti o verifiche, a reindirizzare le strategie di apprendimento in tempo reale; possono, inoltre, facilitare l’apprendimento attraverso strategie di coinvolgimento, tutoraggio intelligente, e-scheduling, robotica educativa. Tuttavia queste nuove applicazioni generano sfide che potranno essere affrontate in maniera corretta ed efficace soltanto disponendo di conoscenze e competenze specifiche, così da non rischiare di incorrere in problematiche quali una “disumanizzazione” dell’apprendimento che porti studentesse e studenti a perdere il contatto con insegnanti e compagne e compagni di classe, risultati e valutazioni ingiusti o discriminatori a causa dei bias che viziano la progettazione delle IA, violazioni della privacy, esacerbamento di fenomeni di cyberbullismo. Proprio all’acquisizione di tali competenze specifiche, tecniche e critiche, è orientato il percorso 2 del Master.

 

Il corso è completamente online ed è tenuto da docenti strutturati dell’Università di Torino provenienti da diversi Dipartimenti e da esperti del mondo delle professioni. Oltre a dotare le partecipanti e i partecipanti di una solida comprensione teorica, il Master MEIA fornirà competenze pratiche attraverso laboratori, studi di caso e simulazioni, in particolare rispetto ai più diffusi modelli di IA generativa con l’obiettivo di formare figure professionali adattabili le cui competenze possano essere spese sia nel pubblico, sia nel privato.

 

Per ulteriori informazioni:

https://www.dfe.unito.it/do/home.pl/View?doc=/didattica/master/Etica_intelligenza_artificiale_scuola_pubblica_amministrazione_societa.html

Data di pubblicazione del comunicato: 
Lunedì, 16 Settembre, 2024

L'Università di Torino celebra Erasmo da Rotterdam

Martedì 17 settembre alle 21 e mercoledì 18 settembre alle 18, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale (via Verdi 9, Torino), nel quadro delle celebrazioni dei 620 anni dell’Università di Torino, va in scena Splendore e caduta di Erasmo da Rotterdam (con molte controverse vicende legate alla sua natura pacifica e tollerante), opera teatrale dedicata al celebre umanista che proprio nell’Ateneo torinese si laureò in teologia il 4 ottobre 1506. 

 

L’opera indaga la vita di Erasmo concentrandosi sui lati ambigui della sua figura schiva e sulle contraddizioni del personaggio e del suo credo. Lo studioso, ritratto negli ultimi anni dell’esistenza, affronta un viaggio immaginifico attraverso la propria vita mettendosi in costante dialogo con le figure che l’hanno segnata, dal pittore Albrecht Dürer allo scrittore Thomas More, fino all’incontro con il grande seguace e avversario, Martin Lutero, che mai si verificò nella realtà. In una riflessione sulla violenza del processo storico, i tre attori,  che ricoprono i molti ruoli previsti dal dramma, animeranno l’Aula Magna della Cavallerizza Reale muovendosi attorno a una scenografia imponente ed evocativa che richiama le strutture delle chiese barocche e i polittici del Beato Angelico. Immerso in questa cornice, Erasmo sarà posto al centro di un processo al pensiero che interroga gli spettatori di oggi su come la sua visione del mondo riverberi sulla contemporaneità.

 

Il progetto e la regia sono curati da Giovanni Ortoleva, regista con all’attivo numerosi spettacoli di successo, che ha ricevuto la menzione speciale della Biennale Venezia nel 2018 e del cui lavoro il New York Times ha scritto: “dimostra un’immaginazione e una promessa degni di nota”. La drammaturgia è firmata da Riccardo Favaro, insignito del Premio Scenario nel 2019 i cui testi sono stati prodotti da alcuni dei più importanti centri teatrali italiani e svizzeri (Piccolo Teatro di Milano, Metastasio di Prato, LAC di Lugano). Scenografia di Federico Biancalani, costumi di Micol Vighi, musiche di Pietro Guarracino, interpreti: Alfonso De VreeseMatteo Federici e Nika Perrone. Produzione esecutiva: Elsinor

 

“Con UniVerso abbiamo creato un dialogo tra il sapere accademico e la società per valorizzare il ruolo dell'Università come luogo di confronto in grado di alimentare il dibattito pubblico e contribuire attivamente alla condivisione della cultura. La scelta di celebrare i 620 anni dell'Ateneo con Splendore e caduta di Erasmo da Rotterdam rappresenta perfettamente questo modo di interpretare la conoscenza sviluppando una cultura viva che si nutre di contaminazioni e dialoghi interdisciplinari. Erasmo, che si laureò dottore in teologia proprio qui all’Università di Torino nel 1506, è una figura di straordinaria importanza non solo per la nostra storia, ma anche per la cultura europea nel suo complesso. Il legame con il nostro Ateneo non è infatti solo un dato storico, ma un'opportunità per riflettere sull’eredità intellettuale e sulle contraddizioni dell'essere umano ripensando i valori del dialogo e della tolleranza, concetti fondamentali per affrontare le sfide del nostro tempo” - dichiara la Prorettrice dell’Università Giulia Carluccio.

 

“Ramingo statuario, pacifista polemico, umanista dissonante: come osserva Stefan Zweig, la fama secolare dell’uomo Erasmo è sopravvissuta a gran parte dei suoi scritti, alimentando ulteriormente l’ambiguità della sua figura. Perennemente vivo nella contraddizione, la sua fede ha superato i confini stessi della religione: è un viaggio drammatico di conoscenza, un tragitto nel dubbio, sulle pendici della modernità. Se da un certo punto di vista è impossibile inquadrare la nostra idea di Europa senza prendere in considerazione l’esperienza di Erasmo, è altrettanto complesso pensare che la sua eredità sia oggi pienamente digerita. Il corpo agonizzante di uno dei più radicali padri del Rinascimento viene qui sezionato, dalla giovinezza ai turbolenti dissidi con Lutero. L’autopsia mai sarà compiuta, il reato è ancora sepolto: nell’eterno discorso sulla missione dell’Unione Europea, le ombre del suo pensiero sono solide mura, forgiate nell’impasto tra sangue e cemento armato” - afferma Riccardo Favaro.

 

“Il desiderio di lavorare su Erasmo da Rotterdam nasce dal bisogno di capire come ci parla oggi, in un mondo che assiste ad un nuovo e spaventoso fiorire di conflitti su larga scala. Faremo incontrare questa istanza brechtiana con il linguaggio freddo ma profondamente umano di Carl Theodor Dreyer. Prendendo spunto dalle strutture gotiche degli altari delle chiese nord-europee, costruiremo un polittico attorno a chi non ha mai voluto essere al centro dell’attenzione” - aggiunge Giovanni Ortoleva.

 

Una produzione UniVerso in avvicinamento a UNIGHT Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2024 che si terrà a Torino il 27 e 28 settembre. A introdurre le due rappresentazioni la Prof.ssa Eleonora Belligni, docente di Storia Moderna.

 

Ingresso gratuito con registrazione a questo link

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Data di pubblicazione del comunicato: 
Lunedì, 16 Settembre, 2024

Dieta, sole e stress. L'estate un periodo critico per la pelle

Il 13 e 14 settembre 2024, presso l’Auditorium Aldo Moro (Via Giuseppe Verdi, 41) si terrà il IX Congresso della Scuola della Psoriasi, il progetto che si propone di unire diversi specialisti nella gestione globale della malattia psoriasica, al fine di creare un linguaggio comune e condiviso.

 

Molte le prospettive dalle quali si guarderà non solo alla psoriasi ma più in generale alle patologie infiammatorie croniche della cute che interessano numerose persone e che, soprattutto nella stagione estiva, innescano una serie di problematiche ulteriori. L’estate ci porta infatti a vestire con abiti meno coprenti che lasciano la pelle più esposta al sole imponendo una maggiore attenzione alla cura e alla prevenzione.  “L’esposizione solare produce effetti benefici sull’organismo regolando molte funzioni metaboliche e stimolando la produzione della vitamina D” - spiega il prof. Pietro Quaglino, Direttore della Clinica Dermatologica della AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e tra i responsabili scientifici della Scuola della Psoriasi - “tuttavia occorre evitare sia le scottature solari sia un’esposizione troppo prolungata perché possono determinare danni alla pelle con possibile sviluppo anche di tumori cutanei”. 

 

Tra i vari aspetti che il convegno affronterà anche quello dell’impatto emotivo. La qualità della vita delle persone che soffrono di malattie della pelle è infatti spesso intaccata, soprattutto d’estate, dall’idea di dover esporre il corpo, fattore che può scatenare stress aggiuntivo.  “Contrariamente a quanto è comunemente ritenuto, lo stress e in generale gli aspetti emotivi non rappresentano una causa specifica per le patologie cutanee” - aggiunge il prof. Quaglino - “ma la presenza di condizioni emotive negative o difficili può essere un trigger (un fattore cioè di aggravamento dei sintomi) che può anche condurre a un processo di peggioramento soprattutto dei sintomi associati alla patologia cutanea quali il prurito”.  

 

Tra le buone pratiche alle quali gli specialisti invitano c’è anche l’attenzione a una dieta varia e bilanciata ricca di alimenti che contengano antiossidanti e vitamine, e ad alcuni comportamenti quotidiani come evitare di fumare. Il fumo raddoppia infatti il rischio di sviluppare la psoriasi e aumenta la gravità della malattia per chi già ne soffre. Altra indicazione importante è quella di valutare le condizioni di umidità che può influire con effetti non necessariamente benefici. “L’esposizione solare e l’acqua del mare possono determinare un miglioramento per molte patologie cutanee infiammatorie quali la psoriasi o gli eczemi” - informa il prof. Simone Ribero, Direttore della Scuola di Specialità in Dermatologia presso la Città della Salute di Torino e membro del Comitato Scientifico della Scuola della Psoriasi – “anche se per altre quali ad esempio l’acne, occorre valutare bene le condizioni di umidità che possono avere effetti differenti”. 

 

Di questi e altri aspetti, tra cui lo sviluppo di nuovi farmaci per i pazienti con patologie infiammatorie cutanee severe, si parlerà nel congresso nazionale di settembre organizzato dalla Clinica Dermatologica universitaria della Città della Salute di Torino.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 12 Settembre, 2024

Scuola, UniTo celebra De Bartolomeis, pedagogista visionario e innovatore

Giovedì 12 e venerdì 13 settembre 2024, presso l’aula Magna della Cavallerizza (via Verdi 9) si terrà il convegno dal titolo “Creatività, sistema formativo, arte. L’innovazione secondo Francesco De Bartolomeis”, per celebrare il grande pedagogista e professore emerito dell’Università di Torino, a un anno dalla sua scomparsa.

 

Per poco più di 30 anni, dal 1956 al 1988, uno degli intellettuali più eclettici di quel periodo ha insegnato pedagogia presso l’Università di Torino. Si tratta di Francesco De Bartolomeis che, per l’ampiezza dei suoi interessi e delle sue competenze, non può essere definito solamente un docente universitario. Egli è stato artistacritico d’arte, ma soprattutto innovatore. In ambito pedagogico ha introdotto la didattica dei laboratori e le attività rivolte ai più piccoli (fascia 0-3).

 

I laboratori in via Maria Vittoria, a Torino, hanno rappresentato per molti anni la sede in cui centinaia di studenti e studentesse si sono avvicinati a quello che, qualche anno dopo, sarebbe stato denominato pensiero computazionale e avrebbe portato al coding. Altri si sono appassionati all’arte e alla pedagogia della creatività per sviluppare nei bambini competenze di pensiero critico. Tutti hanno appreso a lavorare in gruppo, e a far parte di veri team per la risoluzione di problemi - oggi parleremmo di didattica challenge based.

 

Per De Bartolomeis gli insegnanti erano innanzitutto facilitatori nell’acquisizione di un modo di guardare alla realtà, di una modalità basata sulla creatività e sull’arte intesa come espressione non solo artistica, ma esistenziale e intellettuale. L’esperienza artistica è dunque rivolta non solo agli adulti, ma anche ai bambini più piccoli che, venivano così messi nella condizione migliore per sviluppare competenze di analisi, di comunicazione, di osservazione, nonché della capacità di confrontarsi direttamente con mezzi diversi, incluse le nuove tecnologie.

 

Il pensiero pedagogico di De Bartolomeis ha rappresentato anche un’azione politica che lo ha portato a collaborare nell’organizzazione dei servizi educativi della Città di Torino dedicati alla fascia 0-6, ma soprattutto nell’ideazione e realizzazione del primo Festival del cinema dei giovani per i giovani. Nel 1982 nasce infatti a Torino il Festival internazionale cinema giovani, oggi conosciuto come Torino Film Festival e che ha portato Torino sulle scene di tutto il mondo con un evento annuale secondo solo al Festival del Cinema di Venezia.

 

Per questi e per molti altri motivi, a un anno dalla sua scomparsa, l’Università di Torino rilancia il pensiero del professor Francesco De Bartolomeis con un convegno dal titolo “Creatività, sistema formativo, arte. L’innovazione secondo Francesco De Bartolomeis” che si svolgerà il 12 e il 13 settembre presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale. Questo evento non vuole essere una commemorazione, ma un’opportunità per ripercorrere le tracce segnate dal pedagogista alla luce dell’attualità e riproporre un pensiero sempre al passo coi tempi e ancora oggi innovativo.

 

Per rendere ancora più ‘viva’ la presenza del pensiero di De Bartolomeis, grazie al lavoro di ricerca dell’Archivio dell’Università di Torino, negli spazi del convegno sarà allestita un’esposizione di materiali relativi alla carriera del docente.

 

Il programma completo e tutte le informazioni per partecipare all’evento sono reperibili a questo indirizzo https://www.unito.it/eventi/creativita-sistema-formativo-arte-linnovazione-secondo-francesco-de-bartolomeis

 
Data di pubblicazione del comunicato: 
Venerdì, 6 Settembre, 2024

Contrastare le fake news e promuovere un ambiente informativo più sano grazie al progetto COST-X

Oggi, giovedì 5 settembre, lo European Research Council (ERC), l’organismo dell’Unione Europea che finanzia ricercatrici e ricercatori di eccellenza di qualsiasi età e nazionalità che intendono svolgere attività di ricerca di frontiera negli Stati membri dell’UE o nei Paesi associati, ha pubblicato la lista dei progetti vincitori dello Starting Grantriservato a ricercatrici e ricercatori che vantano tra i due e i sette anni di esperienza maturata dopo il conseguimento del dottorato. Su 3474 proposte solo 494 sono state selezionate (14,2%) e, tra queste, c’è COST-X, il progetto che il ricercatore Neri Marsili svilupperà al Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino.

Servendosi di un approccio multidisciplinare che integra il rigore del pensiero filosofico con i metodi della ricerca empirica, COST-X si propone di esplorare i meccanismi che promuovono una comunicazione veritiera, sia offline che online. Nel farlo, il progetto avrà importanti risvolti pratici. Facendo luce su questi meccanismi, la ricerca può fornire basi teoriche per sviluppare strategie volte a contrastare la diffusione delle fake news e promuovere un ambiente informativo più sano.

Il progetto, finanziato con un milione e 390mila euro per i prossimi cinque anni, si articola in due parti. La prima si concentra sulla comunicazione tradizionale (offline), affrontando questioni classiche della filosofia del linguaggio e dell'epistemologia. Sviluppando un nuovo approccio metodologico che attinge a diverse discipline come filosofia, linguistica, biologia, teoria dei giochi e psicologia, il team di ricerca studierà l’infrastruttura normativa dei processi comunicativi e il ruolo giocato da queste norme nella trasmissione della conoscenza. Nel farlo, COST-X si confronterà con questioni filosofiche classiche, ma da una prospettiva differente, esplorando come i costi reputazionali e sociali associati alla comunicazione possono incentivare i parlanti a essere veritieri.

 

Nella seconda parte del progetto, COST-X si concentrerà sulla comunicazione online, inaugurando un nuovo campo di studio: l'epistemologia delle infrastrutture digitali. Il team studierà come alcune caratteristiche delle piattaforme online come la pseudonimia, la presenza di chatbot, o l’introduzione di nuovi atti comunicativi come il retweet, possano alterare i meccanismi reputazionali che incoraggiano gli utenti a essere veritieri. Attraverso una combinazione di analisi teorica e studi empirici, COST-X mira a far luce sulle dinamiche che governano condivisione di informazioni online, per comprendere in maniera sistematica quali fattori favoriscano la diffusione della disinformazione, e quali possano contenerla.

 

"Nell'era digitale, la diffusione di disinformazione e notizie false rappresenta una sfida significativa per le nostre società. Anche se l'entità del problema è ancora oggetto di dibattito scientifico, comprendere i meccanismi che promuovono una comunicazione veritiera sta diventando sempre più importante", afferma Neri Marsili. “COST-X adotterà un approccio innovativo e interdisciplinare, che unisce filosofia e ricerca empirica, per studiare gli incentivi che sostengono la comunicazione veritiera, sia offline che online. Ci concentreremo in particolare sulle dinamiche della comunicazione digitale, esplorando come le piattaforme online influenzano la diffusione di informazioni. I risultati di questa ricerca ci aiuteranno a capire meglio come la reputazione e le norme sociali motivano le persone a comunicare in modo sincero. Queste conoscenze potranno essere applicate per contrastare la disinformazione online e promuovere un dibattito pubblico più sano, essenziale per il buon funzionamento delle nostre istituzioni democratiche nell'era digitale".

 

Neri Marsili è un ricercatore in filosofia all'Universidad Nacional de Educación a Distancia (UNED) di Madrid. Ha conseguito il dottorato all'Università di Sheffield nel 2018 e svolto attività di ricerca in diversi atenei europei. I suoi interessi spaziano dalla filosofia del linguaggio all'epistemologia, con contributi anche in estetica e pragmatica sperimentale. Marsili ha pubblicato numerosi articoli su riviste internazionali di alto profilo, e ha tenuto conferenze in Europa, Nord America, Asia e Oceania. È tra i curatori del volume Filosofia della Conoscenza: Cosa Sappiamo, Come lo Sappiamo (CLUEB, 2023) e sta attualmente lavorando a un nuovo libro, Sincerity and Insincerity, sotto contratto con Cambridge University Press.

 

Con Marsili si allarga la comunità di ERC Grantees di UniTo. Con questo nuovo successo sale a 12 il numero di vincitrici e vincitori del prestigioso Grant Europeo finanziati da Horizon Europe, confermando il trend positivo ottenuto negli ultimi anni dall’Ateneo, che si è ormai posizionato tra i primi in Italia per success rate grazie a BRAIN Unito, il primo Talent Attraction Programme dell’Università di Torino. Attivo dal 2022, il programma è concepito per coltivare i migliori talenti della ricerca nell’Università di Torino e attrarne di nuovi, puntando sull’eccellenza come fattore chiave per potenziare la capacità dell’Ateneo torinese di produrre conoscenza ad alto impatto, generando cambiamento economico, sociale e culturale. Con il percorso di supporto e formazione ERC Lab, Brain UniTo accompagna candidate e candidati nella presentazione delle proposte progettuali da sottoporre alla Commissione Europea.

 
Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 5 Settembre, 2024

A maggio 2026 Torino sarà il cuore pulsante dell’archeometria: assegnato al capoluogo piemontese il “45th International Symposium on Archaeometry

Torino ospiterà il prossimo simposio internazionale di archeometria (45th International Symposium on Archaeometry - ISA2026), previsto nel mese di maggio 2026. L’ISA è il più grande evento internazionale legato a tematiche di archeometria, organizzato ogni due anni in una diversa città nel mondo. L’ultima edizione si è tenuta a maggio 2024 a Melbourne, in Australia, dove la Prof.ssa Monica Gulmini (Dipartimento di Chimica) e il Prof. Alessandro Re (Dipartimento di Fisica) hanno presentato la candidatura di Torino, aprendo le porte della nostra nostra città ai più di 500 esperti a livello mondiale, attesi per l’edizione torinese nel 2026.

 

Ma cos’è l’archeometria?

 

Nessuno ha dubbi nel collocare il lavoro di un archeologo o di una archeologa tra siti archeologici, reperti e antichità. Tuttavia, i reperti archeologici possono essere studiati e interpretati anche attraverso gli occhi di molte altre discipline scientifiche come la chimica, la fisica, la biologia, le scienze della Terra, l’informatica e la matematica. I reperti archeologici sono le ultime tracce materiali delle popolazioni scomparse, quindi ogni reperto è prezioso per ottenere il massimo delle informazioni. Le varie discipline scientifiche giocano oggi un ruolo molto importante per interrogare efficacemente i reperti, potendo ciascuna dare un contributo al loro studio. 

 

L’insieme delle attività svolte nell’ambito di varie discipline che contribuiscono a rispondere alle domande degli archeologi ha il nome di archeometria. Questo termine “ombrello” unisce diverse discipline scientifiche che interagiscono tra loro e con l’archeologia per scoprire, per esempio, l’età, la provenienza, la tecnologia di produzione e l’uso dei manufatti, per saggiare il terreno alla ricerca dei punti interessanti per lo scavo, per trovare le tracce dell’ambiente, della flora e della fauna del passato, per interpretare le migrazioni delle popolazioni e molto altro ancora.

 

Gli “archeometri”, cioè gli scienziati e le scienziate che, pur non essendo archeologi, studiano i materiali archeologici, hanno maturato un’esperienza specifica, perché i reperti richiedono competenze dedicate. Ciascuno di loro, tuttavia, mantiene i metodi propri della disciplina di origine, portando il proprio punto di vista a supporto dell’archeologia.

 

Torino, un’eccellenza nel campo dell’archeometria

 

Da sempre Torino ha mostrato la volontà di essere all’avanguardia nella protezione e nella fruizione del patrimonio culturale, che è polo di attrazione per residenti locali e visitatori nazionali ed internazionali.

 

Il capoluogo piemontese ha anche una lunga e consolidata tradizione in campo archeometrico: i musei archeologici locali sostengono e incoraggiano le analisi sui reperti e alcuni importanti istituzioni del territorio, tra cui vari Dipartimenti dell’Università di Torino, dispongono di laboratori e personale dedicato che contribuiscono a formare le nuove generazioni di ricercatori e ricercatrici in questo particolare settore applicativo.

 

Un congresso internazionale non solo per specialisti

 

Torino ospiterà a maggio 2026 il “45° simposio internazionale di archeometria” (International Symposium on Archaeometry – ISA). L’organizzazione del simposio sarà realizzata da numerosi Dipartimenti dell’Università di Torino con la collaborazione di enti particolarmente attivi nel campo dello studio archeometrico e della valorizzazione e conservazione del nostro patrimonio archeologico: 

 

  • Dipartimento di Chimica (referente: Monica Gulmini - coordinatrice dell’organizzazione locale)
  • Dipartimento di Fisica (referente: Alessandro Re - vice coordinatore)
  • Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi (Beatrice Demarchi)
  • Dipartimento di Scienze della Terra (Evdokia Tema)
  • Dipartimento di Studi Storici (Diego Elia)
  • Museo Egizio (Enrico Ferraris)
  • Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” (Federica Pozzi)
  • Associazione Italiana di Archeometria (Mauro La Russa) 

 

Grazie a questo evento particolarmente importante, Torino diventerà per una settimana il cuore pulsante dell’archeometria mondiale, ospitando numerosi esperti, ricercatori, dottorandi e studenti da tutti i continenti. Oltre a essere un’opportunità per gli scienziati, nell’idea degli organizzatori il simposio dovrà essere l’occasione per mostrare anche ai non esperti che scienza e tecnologia trovano il loro spazio nei siti e tra i reperti archeologici. Nel corso della “notte dell’archeometria”, organizzata nei giorni del congresso, sarà quindi possibile guardare al passato usando gli strumenti del futuro durante una serie di eventi e attività organizzati appositamente per il pubblico. 

Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 1 Agosto, 2024
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