Festa della Conoscenza: Cerimonia di Nomina dei Docenti emeriti e Onorari

Oggi, mercoledì 21 giugno, alle ore 11 nell'Aula Magna della Cavallerizza Reale nell'ambito della "Festa della Conoscenza" si è tenuta la Cerimonia di nomina dei docenti Emeriti e Onorari dell'Università di Torino".

 

Dopo l'apertura del Rettore di UniTo Stefano Geuna, la cerimonia è stata introdotta dalla Lectio Magistralis del Prof. Maurizio Ferraris dal titolo "Imparare a vivere. Perché la vita è conoscenza, e la vita senza ricerca non ha valore".
 

Alle 18, in Cavallerizza Reale, la Cerimonia “Migliori Laureate e Laureati”, momento dedicato alle/agli studenti laureate/i dell’A.A. 2020-2021 e alle/agli vincitrici/vincitori dei Premi di studio 2021-22.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 22 Giugno, 2023

La Mia Geografia, Concerto spettacolo di Saba Anglana nell’ambito del progetto "Africa. Le collezioni dimenticate"

Nel cortile di Palazzo Carignano, lo straordinario edificio barocco ideato dal genio creativo di Guarino Guarini, sabato 1° luglio a partire dalle ore 21.00 si svolge il concerto La mia geografia, prodotto dall’Associazione Renken onlus.

 

L’evento si tiene nel giorno in cui si celebra l’anniversario dell’indipendenza della Somalia e si apre con i saluti di Elena De Filippis, direttrice regionale Musei Piemonte, Cecilia Pennacini, professoressa ordinaria di Antropologia culturale e direttrice del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, e Abdullahi Ahmed, consigliere comunale che siede tra i banchi della Sala rossa di Torino.

 

Il concerto La mia geografia unisce sonorità tradizionali e moderne, africane e italiane, delineando la traiettoria di un viaggio che, attraverso l’utilizzo di molteplici lingue, è guidato dalla voce di Saba Anglana, con l’accompagnamento di musiche e incursioni elettroniche di Fabio Barovero e Cheikh Fall alle percussioni e alla kora, strumento tradizionale diffuso in buona parte dell'Africa occidentale. Canto e parole si intrecciano in brani originali che si muovono dal blues del Corno d’Africa ai ritmi del versante occidentale, dalle corde dei cantastorie alle composizioni etiopi legate alla tradizione copta. Al centro dello spettacolo brani che restituiscono la nostalgia di luoghi e tradizioni, narrano dei viaggi, degli attraversamenti dei migranti e del problema dell’appartenenza.

 

L’iniziativa si inserisce nel programma di conferenze, spettacoli e laboratori didattici promosso nell’ambito di un ampio progetto dedicato alla conoscenza e al restauro di oggetti e manufatti africani presenti nelle collezioni appartenute a Casa Savoia – soprattutto in Armeria Reale, Biblioteca Reale e nei castelli di Agliè e Racconigi – intrapreso nell’ambito di un protocollo di intesa siglato nel novembre 2022 tra la Direzione regionale Musei Piemonte, i Musei Reali e l’Università di Torino – Museo di Antropologia ed Etnografia del Sistema Museale di Ateneo. Fin da subito è apparso indispensabile il dialogo con esperti della storia del continente africano e le comunità di origine degli oggetti facenti parte del patrimonio collezionistico, per costruire un ponte tra le culture e fornire una nuova chiave di accesso alla realtà storica e attuale.

 

Un percorso destinato a culminare nella mostra Africa. Le collezioni dimenticate, in programma dal 27 ottobre 2023 al 3 marzo 2024 nelle Sale Chiablese dei Musei Reali, con l’esposizione al pubblico di circa 150 manufatti provenienti dalle collezioni sabaude e dal Museo di Antropologia, da palazzo Madama e dal Museo delle Civiltà di Roma, insieme a un’opera site-specific di Bekele Mekonnen Nigussu, artista concettuale e professore all’Università di Addis Abeba, realizzata con la mediazione della curatrice Lucrezia Cippitelli, che lavora da anni con artisti del continente africano.

 

La mia geografia intende così aggiungere un ulteriore importante tassello alla ricerca di un nuovo dialogo con le comunità d’origine che resta tra i presupposti fondanti dell’intero progetto.

 

L’ingresso al concerto è gratuito fino ad esaurimento posti, su prenotazione obbligatoria al seguente link:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-mia-geografia-concerto-gratuito-662204590757

 

 

PROGRAMMA

LA MIA GEOGRAFIA

Concerto spettacolo di Saba Anglana

nell’ambito del progetto Africa. Le collezioni dimenticate

 

CORTILE DI PALAZZO CARIGNANO

via Accademia delle Scienze, 5 – Torino

sabato 1° luglio 2023

INGRESSO GRATUITO

 

ore 20.15 apertura del portone di Palazzo Carignano (lato piazza Carignano)

 

ore 21.00 saluti istituzionali

Elena De Filippis, direttrice regionale Musei Piemonte

Cecilia Pennacini, professoressa ordinaria di Antropologia culturale e direttrice del Museo di Antropologia ed Etnografia, Università di Torino

Abdullahi Ahmed, consigliere comunale di Torino

 

ore 21.30 inizio concerto

Voce e testi: Saba Anglana

Musica e incursioni elettroniche: Fabio Barovero

Percussioni e kora: Cheikh Fall

Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 22 Giugno, 2023

UniTo per la didattica innovativa, nasce il Teaching and Learning Center

Oggi, lunedì 19 giugno, alle ore 10.00, presso l’Aula Magna della Cavallerizza dell’Università di Torino (Via Verdi 9, Torino), si è tenuto l’evento di presentazione del nuovo Teaching and Learning Center di UniTo, che ha lo scopo di favorire l’innovazione nel campo della didattica anche di quella assistita dalle tecnologie digitali attraverso la ricerca, la formazione e lo sviluppo di metodologie e proposte didattiche all’avanguardia

 

Durante l’incontro sono state illustrate le attività del Centro e lanciata una call sull’innovazione didattica aperta a tutta la comunità di UniTo dal titolo “Abbraccia il Futuro: libera l’innovazione in aula”. La call ha lo scopo di incentivare la partecipazione di tutta la comunità universitaria di UniTo nello sviluppo di innovazione didattica a vari livelli. La call rimarrà aperta fino al 2 ottobre, mentre l’elaborazione delle proposte avverrà nel corso di un evento dedicato che si terrà il 9 e 10 novembre 2023.

 

Il Comitato scientifico del TLC selezionerà le proposte vincitrici. Ogni proposta dovrà essere presentata da un gruppo costituito almeno da tre componenti, appartenenti a ruoli differenti: docenti, studenti, personale tecnico. Le categorie di innovazione previste dalla Call riguardano: un singolo insegnamento, un’area disciplinare (insieme di insegnamenti di uno stesso macrosettore), un gruppo di insegnamenti (di diversi disciplinari), proposte promosse da studenti/studentesse.

 

Le proposte si dovranno riferire ai seguenti temi (max 3): innovazione didattica (metodologie); innovazione didattica (tecnologie), inclusione, internazionalizzazione, sostenibilità, student voice, formazione continua. È previsto un premio per ogni categoria.

 

Il Teaching and Learning Center (TLC) dell’Università di Torino, in coerenza con gli obiettivi del Piano Strategico 21-26 di Ateneo, nasce per sviluppare le competenze didattiche presenti in tutti i Dipartimenti di UniTo, con una duplice finalità: da una parte potenziare e portare a sistema le numerose azioni di innovazione della didattica presenti nell’Università di Torino, dall’altra rispondere efficacemente agli obiettivi e ai progetti nazionali e internazionali che vedono l’Università di Torino al centro di reti per la progettazione e lo sviluppo di interventi di innovazione didattica.

 

Il Centro neo costituito, che attualmente ha sede presso il Palazzo del Rettorato di Via Verdi 8, ha quattro linee di azioni principali:

  • La definizione di strategie e identificazione di strumenti che possano contribuire a valorizzare le esperienze di innovazione didattica, anche digitale, in coerenza con l’evoluzione progressiva dell’ambiente di insegnamento/apprendimento, anche in ottica di lifelong learning, e in accordo con gli sviluppi della ricerca didattica, e loro diffusione.
  • Lo sviluppo di un ambiente favorevole all'insegnamento/apprendimento, con il contributo attivo della componente studentesca, tenendo presenti i cambiamenti della popolazione universitaria in termini di contesto socio-culturale, di modalità di relazioni, di apprendimento e le istanze di inclusione, parità, internazionalizzazione, sostenibilità.
  • Lo sviluppo e promozione di iniziative di formazione continua dei docenti e dei ricercatori, in coerenza con gli sviluppi della ricerca sul Faculty Development, al fine di favorire il miglioramento e l’innovazione didattica.
  • Il supporto alle Scuole, ai Dipartimenti e ai Corsi di studio nel processo di innovazione e aderenza dell’offerta formativa alle competenze richieste dal territorio/mondo del lavoro e alle istanze di miglioramento emergenti dalle azioni di monitoraggio dei processi di AQ, in collaborazione con il Presidio della Qualità.

 

Al suo interno, attraverso i propri referenti che ne compongono il Consiglio Direttivo, collaborano tutti i Dipartimenti, le Direzioni Didattica, Internazionalizzazione, Ricerca e Servizi Informativi e gli studenti e le studentesse. La partecipazione alle attività del Centro è aperta a tutti i componenti della comunità universitaria torinese, attraverso gruppi di lavoro tematici che si sono costituiti al suo interno:

  • Formazione dei docenti, dei ricercatori e del personale dell'Ateneo
  • Formazione continua (collaboratori esterni e apertura al territorio)
  • Innovazione didattica: metodologie
  • Innovazione didattica: tecnologie
  • Internazionalizzazione
  • Student Voice
  • Inclusione
  • Sostenibilità

 

Il Teaching Learning Center collabora inoltre con gli altri Centri dell’Ateneo torinese e si colloca all’interno delle reti attive a livello nazionale, con particolare riferimento alla rete dei Teaching and Learning Center del Nord Italia (con capofila Università di Bologna), e a livello internazionale, attraverso le collaborazioni con le università partner dell’Alleanza UNITA.

 

Tutte le informazioni sul centro su www.teachingandlearningcenter.unito.it

Data di pubblicazione del comunicato: 
Lunedì, 19 Giugno, 2023

Il CLE si apre alla città: aula studio aperta anche alla sera

Lunedì 19 giugno, alle ore 20, inaugura l’apertura serale dell’aula studio e dell’aula A4 del Campus Luigi Einaudi con ingresso da viale Ottavio Mai 43. Con questa iniziativa, il CLE si apre ancora di più alla città. Lo spazio - aperto dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 23 - comprende un'aula studio da 48 posti ed è disponibile su richiesta per eventi l'adiacente aula A4 (126 posti) e i relativi androni di servizio che possono essere utilizzati per eventuali attività teatrali o di socializzazione con capienza massima di 100 persone. 

 

“L’apertura serale al Campus Einaudi dell’aula studio e dell’aula A4, con i relativi spazi adiacenti, conferma – dichiara il Rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna – quanto UniTo investa per offrire una vita universitaria completa, adeguata ai bisogni emergenti di studentesse e studenti. Fino alle ore 23 si potrà usufruire di spazi su viale Mai, prolungando la permanenza in università”.

 

“Il Campus Einaudi – continua il Rettore – è sin dalla sua inaugurazione, di ormai dieci anni fa, un centro culturale e sociale di vitale importanza, luogo di contaminazione di esperienze a livello internazionale, che ha instaurato un forte rapporto con il quartiere che lo ospita. Oggi Vanchiglia e il “suo” Campus sono parte dello stesso immaginario collettivo, che identifica una porzione ben riconoscibile di Torino. Qui, abbiamo dimostrato come l’Università possa essere un motore di sviluppo positivo per il territorio nel quale si inserisce. Quello che oggi presentiamo e che chiamiamo “Spazio Mai” è quindi parte di un progetto più grande e ambizioso che vede come meta finale la sempre più profonda connessione del Campus con l’area urbana circostante e con la residenza Olimpia. Insieme stiamo realizzando un grande Campus urbano a disposizione di chi studia, ma anche di chi vive il quartiere e la città. Negli spazi pubblici e aperti, infatti, si sviluppa cultura, riflessione e confronto, si coltiva l’esperienza del vivere civile, si fa maturare la responsabilità per i beni comuni. La disponibilità di spazi dell’università, anche grazie alla recente riqualificazione di viale Ottavio Mai e degli attigui spazi residenziali e ricreativi di Edisu, si candida a essere una piccola nuova agorà, luogo di studio e di aggregazione nel quale studenti e residenti potranno sviluppare socialità in ambienti accoglienti”.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Venerdì, 16 Giugno, 2023

Digital News Report 2023: chi vince e chi perde nel mondo dei media

Presentazione dell’ultimo rapporto del Reuters Institute of Journalism di Oxford

Venerdì 16 giugno dalle 10,30 alla Cavallerizza Reale (via Verdi 9, Torino)

 

Venerdì 16 giugno, dalle 10,30 presso la Cavallerizza Reale, via Verdi 9 Torino, si terrà la presentazione per l’Italia della nuova edizione del Digital News Report del Reuters Institute of Journalism di Oxford, fresca di pubblicazione.

 

Dopo i saluti istituzionali e l'introduzione della direttrice scientifica del Master "Giorgio Bocca", Laura Scomparin e del direttore delle testate Marco Ferrando, Federica Cherubini, Responsabile Leadership Development al RISJ, presenterà il rapporto appena uscito, quindi Alessio Cornia (Dublin City University) offrirà uno spaccato dettagliato sull’Italia. Seguirà un confronto tra i rappresentanti di alcuni gruppi editoriali italiani, tra i quali Daniele Bellasio (Vicedirettore del Sole 24 Ore), Daria Bernardoni (Direttrice Generale di Fem -gruppo Gedi), Marianna Bruschi (responsabile sviluppo digitale di Sky italia) e Davide Casati (Caporedattore centrale e responsabile del sito del Corriere della Sera).

 

L’evento è gratuito e aperto a tutte e a tutti.

 

Il corso è stato accreditato dall’Ordine dei Giornalisti e darà 2 crediti a coloro che si iscriveranno tramite la piattaforma www.formazionegiornalisti.it (come filtro di ricerca inserire nella finestra Ente Terzo il nome “Consorzio Corep Torino”).

 

Il Digital News Report

Il Digital News Report, curato dal Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford, analizza l’evoluzione del giornalismo alla luce delle nuove sfide e delle opportunità offerte dal web e dal digitale.  È consultabile e scaricabile all’indirizzo: https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/digital-news-report/ 

 

Il master

Giunto alla sua decima edizione, il Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino è uno dei percorsi accreditati dall’Ordine nazionale dei Giornalisti per l’accesso alla professione. Negli anni ha coltivato un’attenzione privilegiata per la trasformazione delle competenze, i nuovi modelli di giornalismo e l’innovazione del settore. In questo ambito, dal 2022 è partner per l‘Italia del Reuters Institute for the Study of Journalism, con cui cura eventi dal vivo e una newsletter mensile in italiano (per iscriversi: https://politics.us4.list-manage.com/subscribe?u=60081b78294f9bbf995e9bcf8&id=feea0e5cd8)

 

Master in Giornalismo è sostenuto dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione CRT.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Mercoledì, 14 Giugno, 2023

Rapporto AlmaLaurea 2023: in UniTo continua a crescere l'occupazione dei laureati

Ancora una performance positiva dell’Ateneo torinese rispetto all’anno precedente e alla media nazionale. Aumentano il tasso di occupazione per i laureati triennali e per i laureati di secondo livello, sia a uno che a cinque anni dalla laurea 

 

È stato presentato oggi, lunedì 12 giugno 2023, il Rapporto 2023 AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione Occupazionale dei laureati, XXV Indagine. Curato da AlmaLaurea, Consorzio Interuniversitario fondato nel 1994 e che rappresenta 80 Atenei italiani, ha indagato la condizione occupazionale dei laureati italiani e le caratteristiche del capitale umano uscito dal sistema universitario nel 2022. 

 

Per quanto riguarda l’Università di Torino, l’indagine sulla condizione occupazionale ha coinvolto complessivamente 26.166 laureati. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2021, intervistati a un anno dal titolo, e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2017, intervistati dopo cinque anni.  

 

Per i laureati triennali (mai iscritti a un successivo corso), cresce il tasso di occupazione a un anno dalla laurea dal 76,2% (nel Rapporto 2022) al 76,4% (nel Rapporto 2023), cala il tasso di disoccupazione dal 10,3% al 9,1%, diminuisce il lavoro part-time dal 21,4% al 19% e la retribuzione passa da 1.304 a 1.331 euro mensili netti. UniTo fa registrare una performance positiva anche rispetto alle medie nazionali. Il tasso di occupazione dei laureati triennali Unito è del 76,4% rispetto al 75,4% nazionale.

 

Anche per i laureati di secondo livello a 1 anno dalla laurea, rispetto ai risultati del precedente Rapporto, l’Università di Torino migliora il tasso di occupazione, dal 75,4% del 2022 al 77,9% nel 2023, cala il tasso di disoccupazione dall’11,6% al 9% e diminuisce il lavoro part-time dal 18,7% al 14,4%. Rispetto alle medie nazionali, il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello a 1 anno dalla laurea dell’Università di Torino è del 77,9% rispetto al 77,1% nazionale.

 

A 5 anni dalla laurea di secondo livello, il tasso di occupazione rimane pressoché invariato rispetto all’anno precedente, mentre aumenta la retribuzione mensile netta, che passa da 1.641 euro del 2022 a 1.696 euro del 2023, cala il tasso di disoccupazione dal 3,8% al 3,3% e diminuisce il lavoro part-time dal 9,4% all’8%. Rispetto alle medie nazionali, il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello a 5 anni dalla laurea dell’Università di Torino è del 90% rispetto all’88,7% nazionale.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Martedì, 13 Giugno, 2023

CIPROMED, il progetto di utilizzo circolare e inclusivo delle proteine alternative nell'area mediterranea

La siccità e i deficit ecologici stanno peggiorando l'autosufficienza delle filiere proteiche tradizionali. L'iniziativa mira a ridurre il rischio per i Paesi del Mediterraneo di dipendere dalle fonti proteiche importate.

 

Il 5 e 6 giugno si è svolto il kickoff meeting del progetto “CIPROMED- Circular and Inclusive utilisation of alternative PROteins in the MEDiterranean value chains”, finanziato dal programma di ricerca congiunto PRIMA. Il progetto, di durata triennale (giugno 2023 – giugno 2026), vede la partecipazione di ricercatori italiani dell’Università degli Studi di Torino del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) e del Dipartimento di Scienze Veterinarie (DSV).

 

Il progetto, coordinato dall’Università di Thessaly (Grecia), vede la partecipazione di 17 partner appartenenti a 10 paesi diversi. Il budget totale del progetto è pari a € 4.738.918,81€, di cui 350.354,69€ destinati a UniTo. Il referente scientifico per l’Ateneo torinese è la professoressa Laura Gasco.

 

Gli attuali sistemi di produzione agricola europei sono fortemente dipendenti dalle importazioni di proteine per coprire il fabbisogno nutrizionale dell'acquacoltura e dell'allevamento, ma anche per il consumo umano. Questa problematica interessa in particolar modo la regione mediterranea, dove la siccità e i deficit ecologici stanno peggiorando l'autosufficienza delle filiere proteiche tradizionali. L'UE ha urgentemente bisogno di fonti proteiche alternative efficienti, praticabili e prodotte localmente.

 

La maggior parte dei sistemi agricoli produce un'enorme quantità di sottoprodotti e scarti agroalimentari. Si stima che ogni anno vada perso il 27% della nostra produzione agricola, che corrisponde a 1,6 miliardi di tonnellate su base globale, per un valore di 750 miliardi di dollari all'anno. Allo stesso modo, un terzo di tutto il cibo prodotto per il consumo umano va perso o sprecato. Queste perdite rappresentano un grande risorse non sfruttate e sottovalutate.

 

L'obiettivo principale del progetto CIPROMED è quello di aumentare la stabilità e la resilienza dei sistemi di produzione agroalimentare del Mediterraneo attraverso lo sfruttamento diretto delle colture tradizionali prodotte localmente, nonché valorizzando le proteine dei prodotti secondari agroindustriali generati a livello locale (ad esempio, i cereali esausti dei produttori di birra o i panelli di semi oleosi), l'upcycling e la bioconversione dei loro residui di estrazione in proteine prodotte da insetti, legumi e microrganismi da utilizzare ulteriormente nei settori agroalimentare e dei mangimi.

 

CIPROMED utilizzerà un approccio multi-soggettivo, in cui insetti e microalghe saranno prodotti sfruttando i residui agroindustriali e i flussi secondari di estrazione come substrati, applicando tecniche di allevamento e coltivazione innovative per ottenere rese proteiche più elevate. Per chiudere il cerchio, gli scarti di allevamento (denominati “frass”) degli insetti saranno utilizzate come fertilizzante per la produzione di legumi (lupini e fave). Ingredienti proteici di alta qualità da residui agroindustriali, insetti, legumi e microalghe saranno estratti per applicazioni alimentari e mangimistiche attraverso processi di estrazione sostenibili dal punto di vista economico e ambientale.

 

Per raggiungere la circolarità, i residui generati dai processi di estrazione saranno integrati nelle diete formulate per l'allevamento degli insetti e la coltivazione eterotrofa delle microalghe, riducendo al minimo le quantità residue. La fermentazione microbica sarà utilizzata per migliorare la gamma, la stabilità e la funzionalità salutistica delle nuove proteine. Tutti gli ingredienti proteici saranno completamente caratterizzati, in termini di valore nutrizionale, proprietà funzionali, biologiche e di sicurezza. Sulla base dei risultati ottenuti, verranno formulati e convalidati nuovi prototipi di alimenti e mangimi contenenti i nuovi ingredienti proteici, utilizzando tecnologie di lavorazione avanzate e ottimizzate.

 

CIPROMED mira a ridurre il rischio per i Paesi del Mediterraneo di dipendere dalle fonti proteiche importate e aiuterà i Paesi partecipanti a fare maggiore affidamento sulle fonti di nutrimento prodotte localmente. La sfida sarà adattare la produzione di nuove proteine alle condizioni uniche del Mediterraneo, creando un nuovo sistema di produzione di proteine socio-economicamente fattibile e sostenibile dal punto di vista ambientale.

 

CIPROMED cercherà di raccogliere le percezioni/preferenze dei consumatori sui nuovi tipi di alimenti e mangimi nella regione mediterranea, tenendo conto anche delle peculiarità religiose e delle differenze demografiche di ciascun Paese partecipante. A differenza dell'agricoltura convenzionale, la produzione delle più comuni specie di insetti e di microalghe eterotrofe allevate a livello commerciale su mangimi di sottoprodotti è caratterizzata da emissioni di gas a effetto serra notevolmente ridotte (30-50% in meno), avendo quindi un minore impatto ambientale e un contributo al riscaldamento globale.

 

CIPROMED si concentrerà sul miglioramento della salute umana attraverso la progettazione e la valutazione di diete alternative a base di proteine che mireranno ai sistemi metabolici e immunitari e promuoveranno la salute umana. I Paesi mediterranei dovranno passare a sistemi agricoli con un uso più efficiente delle risorse naturali.

 
Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 8 Giugno, 2023

Torino capitale mondiale dell'accounting: UniTo ospiterà il congresso dell'European Accounting Association

Organizzato dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino, l’evento si terrà nel 2027. Attesi oltre 1500 partecipanti, con un impatto stimato sull’economia locale di oltre 2 milioni di euro.

 

L’Università di Torino ospiterà il Congresso annuale dell’European Accounting Association nel 2027. Si tratta della più importante conferenza internazionale relativa agli studiosi di Bilancio e rappresenta un appuntamento di rilevanza internazionale per la comunità accademica e professionale dell’accounting, attirando oltre 1500 congressisti provenienti da tutto il mondo

 

L’evento, organizzato dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino, si svolgerà nell’ultima settimana di maggio 2027 in modalità diffusa in diverse location della Città, tra cui, in particolare, la sede della Scuola di Management ed Economia di corso Unione Sovietica, e offrirà un’importante piattaforma di scambio di conoscenze e di dibattito sui temi più attuali e rilevanti nell’ambito dell’accounting.

 

L’arrivo dei 1500 congressisti avrà un impatto significativo sull’economia locale, stimato in oltre 2 milioni di euro. Questa cifra comprende le spese sostenute dai partecipanti durante il congresso, come alloggio, ristorazione, trasporti e servizi correlati. L’evento creerà, quindi, importanti opportunità per il settore alberghiero, la ristorazione e altri servizi turistici nel territorio, contribuendo al dinamismo e alla crescita economica della città.

 

La scelta di Torino come sede del Congresso EAA 2027 conferma la crescente rilevanza internazionale della città nel campo dell’accounting e rafforza il suo ruolo come hub accademico e professionale. La presenza di così tanti esperti e professionisti provenienti da tutto il mondo fornirà un’opportunità di networking e di scambio di conoscenze per gli studenti e i ricercatori dell’Università di Torino, promuovendo la collaborazione e la creazione di legami duraturi a livello internazionale.

 

L’Università di Torino, attraverso il Dipartimento di Management, si impegnerà a offrire un programma accademico stimolante e di alto livello durante il Congresso EAA 2027. Sono attesi relatori di spicco provenienti da istituzioni accademiche di fama internazionale, nonché esperti e professionisti del settore dell’accounting. I partecipanti avranno l’opportunità di approfondire le ultime tendenze, i progressi tecnologici e gli sviluppi normativi nel campo dell’accounting, con particolare attenzione alle sfide e alle opportunità che si presentano in un contesto globale in continua evoluzione.

 

“Il Congresso EAA 2027 rappresenta un traguardo di grande prestigio per l’Ateneo e il nostro Dipartimento, nonché per l’intera comunità accademica e professionale dell’accounting - ha dichiarato la professoressa Francesca Culasso, direttrice del Dipartimento di Management - L’appuntamento internazionale ci offre l’opportunità di mettere in mostra l’eccellenza della nostra istituzione e la nostra determinazione nel formare i futuri dottori commercialisti italiani. Siamo pronti ad accogliere i partecipanti provenienti da tutto il mondo e a offrire loro una piacevole e stimolante esperienza accademica e culturale a Torino”.

 

“Lavoreremo – spiega il professor Paolo Biancone, promotore della candidatura – al fine di valorizzare l’opportunità per il territorio e per la nostra visibilità scientifica internazionale. Torino, con la sua ricca storia, la sua vibrante cultura e la sua eccellente offerta gastronomica, sarà la cornice ideale per un evento di tale portata e importanza”.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 1 Giugno, 2023

UniTo: l'innovativo test del DNA concesso in licenza all'azienda olandese GenDx

GenDx ha ottenuto dall'Università di Torino una licenza per il suo metodo di rilevamento di DNA rilasciato dalle cellule dell’organo trapiantato nel sangue dei pazienti sottoposti a trapianto. Per monitorare l’insorgenza di episodi di rigetto acuto dopo il trapianto, i pazienti vengono sottoposti a biopsie tissutali, tecniche invasive e rischiose che richiedono anestesia, oltre ad essere molto costose. I ricercatori UniTo hanno sviluppato un metodo che richiede solo un campione di sangue venoso per monitorare il rigetto del trapianto.

 

Il metodo si basa sulla tecnica della droplet digital Polymerase chain reaction (dd-PCR) ed è migliore delle biopsie in termini di costi, tempi di esecuzione e livello di sensibilità. Il test, sebbene sia stato inizialmente sviluppato per i pazienti sottoposti a trapianto di polmone, apre la strada a trapianti di altri organi solidi.

 

"Unire le conoscenze di UniTo sul DNA libero circolante con quelle di GenDx sulla tipizzazione del DNA mediante Next Generation Sequencing e real-time PCR nel contesto dei trapianti di organo solido offre un enorme potenziale per sviluppare prodotti che possano predire precocemente il potenziale rigetto degli organi trapiantati. Siamo entusiasti della collaborazione con UniTo, che porterà a nuove opzioni per un monitoraggio accurato dei pazienti trapiantati", ha dichiarato Wietse Mulder, CEO di GenDx.

 

"Siamo lieti di iniziare questa nuova collaborazione con GenDx ed entusiasti di vedere che un'idea di ricerca del nostro gruppo possa andare avanti e, auspicabilmente, diventare un kit. Il nostro obiettivo ora è di procedere con i passi necessari a ottimizzare il nostro metodo per validarlo in coorti più ampie di pazienti, lavorando in stretta collaborazione con un'azienda leader nel campo della diagnostica molecolare per i trapianti", ha aggiunto la Prof.ssa Silvia Deaglio del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute UniTo.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Mercoledì, 31 Maggio, 2023

Intubazione video-assistita del paziente critico: nuovo studio di ricercatori UniTo ne dimostra efficacia

L’intubazione tracheale è una delle più frequenti manovre eseguite sia in anestesia che in rianimazione per assicurare le vie aeree e consentire l’avvio della ventilazione artificiale. Nel paziente critico, a causa delle compromissioni delle condizioni di base (shock, insufficienza respiratoria) questa manovra può associarsi a gravi complicanze.

 

Un team di ricercatori, coordinato dal dott. Vincenzo Russotto, ricercatore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e rianimatore presso l’AOU San Luigi Gonzaga, e dal prof. Pietro Caironi, Direttore dell’UOC di Anestesia e Rianimazione del San Luigi e docente dello stesso Ateneo, ha appena messo in luce il ruolo del videolaringoscopio per l’intubazione del paziente critico attraverso una analisi di quasi 3.000 pazienti inclusi nello studio INTUBE, che ha valutato la pratica della gestione delle vie aeree nel mondo.

 

Il videolaringoscopio è un device già utilizzato da diversi anni in anestesia. A differenza del laringoscopio tradizionale, consente di visualizzare le vie aeree attraverso la visione indiretta fornita da una telecamera. Attraverso tale metodo, la visione è più agevole, consentendo di concludere l’intubazione in sicurezza anche nelle situazioni di maggior difficoltà anatomiche o quando la visione per via tradizionale è estremamente difficile (edema, sanguinamenti, presenza di neoformazioni).

 

In anestesia, diversi studi hanno dimostrato l’efficacia di questa nuova metodica. Nel paziente critico (terapia intensiva o pronto soccorso) l’evidenza scientifica a supporto del suo utilizzo è stata finora conflittuale, evidenziando originalmente una maggiore probabilità di complicanze quali ipotensione e desaturazione, verosimilmente associate al coinvolgimento di operatori non esperti nell’utilizzo della metodica video-assistita, la cui curva di apprendimento è differente rispetto alla metodica tradizionale.

 

Lo studio pubblicato dai ricercatori UniTo sulla più importante rivista del settore, British Journal ofAnesthesia, ha studiato l’efficacia della videolaringoscopia nella popolazione inclusa nello studio INTUBE dimostrando che, a fronte di pazienti con condizioni cliniche predittive di una maggior difficoltà di intubazione, i pazienti sottoposti a tecnica video assistita con videolaringoscopia venivano più frequentemente intubati con successo al primo tentativo. Inoltre, pur trattandosi di pazienti critici in gravi condizioni, non si è osservata una maggior incidenza di eventi avversi. Questi risultati inattesi ed estremamente importanti sono stati confermati, tramite metodiche di statistica avanzata (inverse probability of treatment weighting) considerando anche tutti i possibili fattori di confondimento, inclusa l’esperienza degli operatori. È possibile che, negli anni, la crescente disponibilità di questo importante device abbia consentito agli operatori di acquisire maggiore competenza con la metodica video-assistita.

 

I risultati di questo studio sono di grande importanza perché aprono la strada ad un utilizzo sistematico della videolaringoscopianon solo in anestesia ma anche nel paziente critico, dove l’importanza dell’intubazione al primo tentativo è di fondamentale importanza, visto l’incremento notevole dei rischi qualora siano necessari più tentativi, garantendo così una maggior sicurezza nella cura di tali pazienti.

 

L’attività di ricerca del gruppo continua con due ulteriori studi multicentrici internazionali attualmente in corso, lo studio PREVENTION e lo studio STARGATE, entrambi coordinati ancora dal dott. Russotto e dal prof. Caironi. Il primo studio valuterà l’utilizzo della noradrenalina, un farmaco in grado di incrementare la pressione arteriosa, nella prevenzione del collasso cardiocircolatorio dopo intubazione nel paziente critico e il secondo si pone l’obiettivo ambizioso di descrivere lo stato dell’arte della gestione delle vie aeree durante anestesia nel mondo.

 

Link dello studio: https://www.bjanaesthesia.org/article/S0007-0912(23)00198-8/fulltext

Data di pubblicazione del comunicato: 
Martedì, 30 Maggio, 2023
Risultati della ricerca: 1445