Gemelle, ma diverse: come nascono e si rinnovano le cellule che formano la mielina del cervello - Ricerca di NICO-Università di Torino, Università e CNR di Milano

Alterazioni della mielina, il rivestimento che permette la conduzione dei segnali nervosi, causano malattie molto gravi, come la Sclerosi Multipla, e contribuiscono al declino cognitivo durante l’invecchiamento.

 

I progenitori degli oligodendrociti - le cellule che generano la mielina - si comportano come cellule staminali e proliferano attraverso una divisione asimmetricagenerando due cellule figlie gemelle ma già diverse e predestinate alla nascita: una rimarrà progenitore e continuerà a dividersi, mentre l’altra procederà verso la produzione di mielina. Agendo sui meccanismi che regolano questa divisione è possibile quindi ri-determinare il destino delle cellule, "reindirizzandoleallo scopo di aumentare il numero di quelle che maturando generano la mielina.

 

Sono i risultati della ricerca guidata Enrica Boda e Annalisa Buffo del Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi (NICOdell’Università di Torino in collaborazione con i ricercatori dell’Università Statale e del CNR di Milano (rispettivamente Maria Pia Abbracchio e Patrizia Rosa) e dell’Università di Basilea.

 

“Uno studio importante - sottolineano le ricercatrici - perché offre un nuovo meccanismo bersaglio per interventi farmacologici utili a contrastare l'invecchiamento e le malattie neurologiche come la Sclerosi Multipla e l’ictus, nelle quali il bilancio tra produzione di progenitori e di cellule che possono differenziarsi producendo mielina è alterato e provoca un danno al sistema nervoso”.

 

La ricerca - pubblicata sulla rivista scientifica internazionale GLIA - è finanziata da Ministero dell’Istruzione,dell’Università e della Ricerca, FISM - Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e Cariplo. Il lavoro di Enrica Bodala giovane ricercatrice del NICO-Università di Torino che ha condotto lo studio, è stato invece sostenuto dall’Accademia dei Lincei e dalla Fondazione Veronesi.

 

Lo studio ha inoltre rivelato che l’ambiente nel quale la cellula nasce (cervello giovane o anziano, sano o malato) ne influenza fin da subito il destino. Infine, i ricercatori hanno scoperto che la diversità tra le due cellule figlie non dipende - come accade per le staminali vere e proprie - da fattori presenti nella cellula madre, ma dalla capacità delle cellule figlie di "silenziare" i caratteri ereditati dalla madre e "accendere" l’espressione di geni associati al differenziamento. Questa ricerca apre quindi la strada alla possibilità di intervenire farmacologicamente su alcuni bersagli molecolari presenti nelle cellule figlie fin dai primi istanti della loro vita,indirizzandone il destino prima che la loro identità cellulare - progenitore o mielinizzante - si fissi irreversibilmente.

Ufficio stampa Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi Barbara Magnani Cell. 3393096245 Email magnanibarbara@gmail.com

Ufficio stampa Università di Milano Anna Cavagna - Glenda Mereghetti Tel. (+39) 02 50312983 Email ufficiostampa@unimi.it

Ufficio Stampa Università di Torino Resp. Eva Ferra - Elena Rabbia Cell. 3204647578 – Tel. (+39) 011 6702533 Email ufficio.stampa@unito.it

Data di pubblicazione del comunicato: 
Lunedì, 22 Settembre, 2014

Una timeline multimediale sulla street art torinese alla 66ª edizione del Prix Italia

Dal 20 al 25 settembre, il Prix Italia, durante la sua 66ª edizione a Torino, presenta una timeline multimediale sulla street art torinese: il progetto, realizzato dal Laboratorio Multimediale Guido Quazza, in collaborazione con la Città di Torino - Direzione Cultura e Educazione e Gioventù e grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, mostra l’evoluzione della arte di strada in città, a partire dagli anni Ottanta.

 

Il lavoro sarà consultabile all’indirizzo www.streetart.prixitalia.rai.it. Il reportage multimediale è completato da testi di sintesi, fotografie, materiali d’archivio, e attraverso interviste video riporta le voci e le opinioni di diversi artisti che mostrano e spiegano le loro opere, consigliano i lavori migliori dei colleghi, rievocando fatti, emozioni ed esperienze. Emerge così una prima mappa geografica e cronologica della street art torinese, che rimarrà aperta a nuovi contributi e integrazioni.

 

Gli autori Edoardo Bechis, Gea Bianco, Arianna Cioli, Elena Menin, Gabriele Zola sono cinque giovani studenti e neolaureati dell’Università di Torino e sono stati coordinati dal dott. Nello Rassu (Laboratorio Multimediale Guido Quazza, Centro di Ricerca CINEDUMEDIA).

 

Il Prix Italia ha prodotto questa indagine sulla street art concentrandosi sul caso Torino, anche per sottolineare il legame profondo che lo unisce alla città, ma l’intenzione è di estendere il racconto ad altre città italiane ed europee.

 

Nel Programma del Prix Italia è previsto uno spazio di approfondimento, dedicato al rapporto tra Web e street art: un panel, in programma il 24 settembre, dalle 9 alle 13, al Museo della Radio e della Tv (via Verdi 16) in cui il progetto verrà messo a confronto con altri esperimenti che raccontano la street art sul Web in Europa e nel mondo. 

 

"QUANTO DI MEGLIO SU RICHIESTA"

 

Dal 20 al 25 settembre, dalle 9.30 alle 19.00, nella Sala Lauree dell’Università di Torino in via Verdi 25, sarà possibile visionare, su 36 postazioni gratuite, tutti i programmi Radio, TV e Web in concorso nella 66 ª edizione del Prix Italia.

 

Venerdì 26 settembre, dalle 9.00 alle 13.00, nella Sala Lauree dell’Università di Torino in via Verdi 25, saranno disponibili tutti i programmi vincitori della 66 ª edizione del Prix Italia.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Venerdì, 19 Settembre, 2014

Un sms per aiutare le bambine affette dalla Sindrome di Rett

È attiva fino al 5 ottobre la campagna nazionale SMS in favore dell’Airett Research Team di cui fa parte il dott. Maurizio Giustetto, ricercatore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino. Inviando un SMS o chiamando il 45509 è possibile sostenere il consorzio, creato da prestigiosi Istituti di ricerca italia impegnati in uno sforzo comune per studiare la Sindrome di Rett, una malattia rara, per la quale attualmente non esiste alcuna cura.

 

La Sindrome di Rett è una malattia congenita che interessa il sistema nervoso centrale, ed è una delle cause più diffuse di grave deficit cognitivo. Si manifesta generalmente dopo i primi 6-18 mesi di vita dopo un periodo di apparente normalità, con la perdita di tutte le abilità acquisite (cammino, parola uso delle mani).

 

Il team di ricercatori dell’Università di Torino, coordinato dal dott. Giustetto e composto dalle ricercatrici Noemi Morello e Eleonora Calcagno e dal dottorando Riccardo Pizzo, è impegnato su più fronti nella lotta contro questa malattia: la ricerca delle cause e di una nuova terapia al fine di far regredire i sintomi della malattia e migliorare la qualità di vita delle bambine affette.

 

Il principale obiettivo del progetto di ricerca è testare un nuovo trattamento farmacologico che in una fase preliminare si è mostrato efficace per normalizzare le funzioni neuronali ed i deficit comportamentali associati alla patologia.

Info

http://www.airett.it/ 

 

 

Data di pubblicazione del comunicato: 
Venerdì, 19 Settembre, 2014

La Notte dei Ricercatori - Venerdì 26 settembre dalle 17 a Torino, in piazza Castello e nel cortile del Rettorato, e in altre 5 città del Piemonte

La Notte dei Ricercatori raddoppia: piazza Castello e, per la prima volta, il cortile del Rettorato dell’Università di Torino, ospiteranno la nona edizione dell’evento a Torino. Sono più di 500 i ricercatori di Politecnico e Università di Torino, Università di Scienze Gastronomiche, Centri di Ricerca e Imprese del territorio che scenderanno in piazza per raccontare ai cittadini, adulti e bambini, l’affascinante percorso della ricerca. La Notte si svolgerà contemporaneamente ad Asti, Alessandria, Biella, Cuneo e Verbania, in numerose altre città italiane e in oltre 300 città europee, creando un’occasione di incontro tra ricercatori e pubblico di tutte le età in un’atmosfera informale e gioiosa.

TRACKS (percorsi) è il filo conduttore di questa edizione in Piemonte. Sono le strade affascinanti che ogni giorno i ricercatori percorrono nel mondo della scienza e della tecnologia che saranno raccontate e condivise attraverso esperimenti, laboratori a cielo aperto, mostre, test di prototipi, giochi, spettacoli e performance dal vivo negli oltre50 stand, aperti al pubblico a partire dalle 17.

Tra questi per la prima volta, grazie alla collaborazione con l’Unione Industriale di Torino, anche le sperimentazioni e le innovazioni di diverse piccole e medie imprese del territorio.

Radio110 – la webradio dell’Università di Torino – in diretta da piazza Castello, realizzerà "I caffè scientifici in Radio" in streaming su www.110.unito.it. Una maratona radiofonica che accompagnerà tutta la serata con interviste ai ricercatori, buona musica e alle 19:30 uno speciale sul rapporto tra arte e ricerca con artisti di discipline diverse. È prevista la partecipazione di Tommaso Cerasuolo, leader dei Perturbazione.

Non mancherà l’opportunità di salire sul Tram dei Ricercatori per compiere un percorso nel centro della città, ma anche nel mondo della scienza. Inoltre per la prima volta in piazza "Domande in viaggio", l’autobus della scienza di Xkè? con esperienze ed exhibit legati al movimento.

Nel cortile del Rettorato partirà alle 16:30 il consueto Rally della Scienza, appuntamento per i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado che potranno anche assistere alle 20:30 allo spettacolo teatrale "C’era una volta un neurone...Storia di un groviglio chiamato cervello" di Federico Luzzati del NICO – Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi – e osservare le stelle in città grazie al planetario gonfiabile di Infini.to.

In questo contesto esclusivo sarà possibile partecipare ai festeggiamenti dei 60 anni del CERN con la mostra fotografica "CERN: 60 anni di scienza in 60 immagini" e con la prima assoluta dello spettacolo teatrale "Dialogo su una simmetria perduta. Sonata per la particella Higgs" (alle ore 21:30 in Aula Magna) organizzate dall’INFN di Torino e dalDipartimento di Fisica e divertirsi con gli esperimenti della magia della chimica e con le attività dei ricercatori dell’Università di Torino e di Scienze Gastronomiche.

Tornano naturalmente le aperture notturne e visite gratuite presso il Polo Museale Scientifico dell’Università degli Studi di Torino, con navette gratuite da piazza Castello e anche XkéIl laboratorio della curiosità, centro per la didattica delle scienze, sarà eccezionalmente aperto alle visite (solo su prenotazione allo 011 8129786).

Per il programma completo della Notte dei Ricercatori è disponibile il sito web www.nottedeiricercatori.it/piemonte
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La Notte dei Ricercatori 2014 in Piemonte è organizzata da: Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Università degli Studi del Piemonte Orientale, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, Associazione CentroScienza Onlus, Creativa Impresa di Comunicazione. Il progetto è coordinato dal Centro Interuniversitario Agorà Scienza.

Il progetto TRACKS è promosso e finanziato dalla Commissione Europea con il sostegno della Compagnia di San Paolo e con il contributo di Fondazione CRT e della Camera di Commercio di Cuneo.

La Notte dei Ricercatori in Italia si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

L’evento ha ricevuto il Patrocinio di: MIUR, Ministero degli Affari Esteri, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino.
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Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 18 Settembre, 2014

Diversity and the courts: judicial pluralism in India

Giovedì 18 e venerdì 19 settembre, a partire dalle 9.00, presso il Campus Luigi Einaudi (stanza D4-H1, Lungo Dora Siena 100, Torino), si terrà il convegno "Diversity and the Courts: Judicial Pluralism in India".

 

Dopo i saluti di apertura del Rettore, prof. Gianmaria Ajani, i lavori proseguiranno con i contributi di RobertoToniatti (Trento), Arvind Agrawal (Himachal Pradesh), Domenico Amirante (Napoli II), Upendra Baxi (Warwick), Mia Caielli, Mario Comba e Domenico Francavilla (Torino), Alex Fischer e Werner Menski (Londra), Kalindi Kokal(Max Planck Institute for Social Anthropology, Halle), Mahendra Pal Singh (Central University of Haryana), RobertoScarciglia (Trieste) e Jens Woelk (Trento).
Il convegno, che è parte del progetto di ricerca "Jurisdiction and Pluralism" finanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca come progetto di rilevante interesse nazionale (P.R.I.N.), esplorerà la tematica in oggetto da diversi punti di vista, tra i quali l'applicazione dei diritti personali nelle corti, l'interazione tra diritto ufficiale e non ufficiale e i riflessi del federalismo indiano sull'attività giurisdizionale.

Per info:

Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 18 Settembre, 2014

Scoperta la funzione dei podosomi nei vasi sanguigni tumorali

Un team di ricercatori del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino, guidato dal dott. Luca Primo, ha scoperto la funzione delle strutture cellulari chiamate "podosomi" nei vasi sanguigni tumorali.

 

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Cell Biology, dimostra che i podosomi dell’endotelio, lo strato cellulare che riveste la parete del vaso sanguigno, sono necessari per la formazione dei nuovi vasi del tumore. Questo processo denominato angiogenesi tumorale permette la crescita e la progressione del tumore.

 

I podosomi sono strutture adesive e degradative presenti in diversi tipi cellulari e sono stati scoperti negli anni ‘80 da un altro gruppo di ricercatori torinesi guidati dal prof. Piercarlo Marchisio. La loro funzione è stata a lungo elusiva ma negli ultimi anni si è iniziato a definire il loro ruolo in diversi processi fisiopatologici, ad esempio nell’ invasione tumorale.

 

La ricerca mostra come i podosomi dell’endotelio quando sono stimolati da un fattore di crescita, ad esempio prodotto da un tumore, si organizzano in strutture circolari, le rosette, e degradano la membrana basale permettendo alla cellula endoteliale di "gemmare" e iniziare la formazione del vaso. Questo aumenta la ramificazione del sistema vascolare e la capacità di crescere del tumore.

 

Oltre al contributo di conoscenza nella biologia vascolare, questa scoperta apre nuove prospettive per la "normalizzazione" dell’angiogenesi tumorale e quindi nell’inibizione della progressione tumorale.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Martedì, 16 Settembre, 2014

VII Conferenza annuale Espanet Italia

Da giovedì 18 a sabato 20 settembre, presso il Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena, 100 A) si terrà la VII Conferenza annuale ESPAnet Italia dal titolo: "Sfide alla cittadinanza e trasformazione dei corsi di vita: precarietà, invecchiamento e migrazioni".

 

Tre giorni di appuntamenti e dibattiti intorno ai temi che più caratterizzano la società attuale: dalle nuove sfide alla cittadinanza, alla società che muta alla luce dei cambiamenti sociali causati da precarietà, invecchiamento, migrazioni.

 

La conferenza, suddivisa in 32 sessioni, è organizzata dal Dipartimento di CulturePoliticaSocietàdell’Università di Torino e accoglierà gli interventi di più di 120 tra i maggiori esperti di politiche sociali italiani ed europei.

 

Parteciperanno, tra gli altri, Massimo Livi Bacci (Università di Firenze), Trudie Knijn (Utrecht University), EleonoreKofman (Middlesex University London), Chiara Saraceno (Collegio Carlo Alberto), Anália Torres (University of Lisbon), Frank Vandenbroucke (Katholieke University of Leuven) e Christopher Whelan (University College Dublin).

 

ESPAnet Italia, il network Italiano per l'analisi delle Politiche Sociali, che nasce come articolazione italiana di ESPAnet Europa www.espanet.org, è una rete di studiosi che promuove il dibattito interdisciplinare sulle politiche sociali, considerando tradizioni teoriche e metodologiche differenti allo scopo di una reciproca e fruttuosa contaminazione.

 

La conferenza è rivolta a studiosi, amministratori, operatori sociali e ricercatori, provenienti da diversi ambiti disciplinari che intendono promuovere il dibattito interdisciplinare sulle politiche sociali.

 

La conferenza è aperta al pubblico previo pagamento di una quota di iscrizione. 

Dott.ssa Valeria Cappellato
Tel. (+39) 011 6704103
Cell 3395033999
Data di pubblicazione del comunicato: 
Lunedì, 15 Settembre, 2014

1914: musica e cultura sull'orlo dell'abisso. 15 -16 settembre 2014

Lunedì 15 settembre, dalle 10.00 alle 17.00, presso la Biblioteca civica musicale "Andrea Della Corte" (Corso Francia, 186) e martedì 16 settembre, con lo stesso orario, nell’Aula Magna del Rettorato (via Verdi, 8) si terrà il convegno "1914: Musica e cultura sull’orlo dell’abisso”.

 

La due giorni di studi, dedicata alla cultura musicale europea allo scoppio della Grande Guerra, è organizzata dalDipartimento di Studi Umanistici e dal Dipartimento di Culture Politica e Società dell’Università di Torinoe si inserisce nella la sezione INCONTRI del Festival MITO SettembreMusica.

 

Nella prima giornata, dopo il saluto delle autorità, interverranno Marina Giaveri (Torino) Nicola Ferrari (Genova) e Pierpaolo Portinaro (Torino) per delineare il contesto culturale europeo all’alba del primo conflitto mondiale. Nella sessione pomeridiana sarà approfondita la tradizione musicale pre-bellica in area francese, belga, inglese e danubiana, con le relazioni di Tito Tonietti (Pisa), Alessandro Macchia (Lecce), Ernesto Napolitano (Torino) e Valentina Crosetto (Torino).

 

La seconda giornata del convegno è dedicata, con gli interventi di Alberto Rizzuti (Torino), Giangiorgio Satragni(Torino), Chiara Sandrin (Torino) e Roberto Calabretto (Udine), alla riflessione su opere musicali e letterarie fiorite in area germanica. Verrà inoltre presentato il volume "Cento Primavere", a cura di Nicoletta Betta e Marida Rizzuti. Il libro raccoglie gli Atti del Convegno omonimo, incentrato sulla "Sagra della primavera" e tenutosi durante la scorsa edizione di MITO SettembreMusica. Alla presentazione interverranno Susanna Franchi e Daniele Di Virgilio.

 

Sempre martedì 16 settembre, a partire dalle 16, nel cortile del Rettorato il TASIK Ensemble proporrà il concerto "Minerva 1914: parole e musica dalla Prima Guerra Mondiale". Lo spettacolo che nasce da un’idea di AlbertoRizzuti, è un progetto di Stefano Moretti con la partecipazione di Giulia Valenti, Alessandro Meringolo, CarloPestelli e Luca Rossetto Casel.

 

In chiusura interverrà il Rettore dell’Università di Torino, prof Gianmaria Ajani.

Data di pubblicazione del comunicato: 
Venerdì, 12 Settembre, 2014

Chiarito un meccanismo che può rallentare l'Alzheimer

I ricercatori del NICO, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi – Università di Torino 
hanno studiato il meccanismo che, impedendo alle cellule di ripulirsi, favorisce lo sviluppo della malattia.

 

Chiarito uno dei meccanismi che impedendo alle cellule del cervello di ‘ripulirsi’ favorisce lo sviluppo dell’Alzheimer, la più comune patologia legata all’invecchiamento.

 

L’accumulo nel tessuto cerebrale di peptidi di β amiloide (Aβ), i principali componenti delle placche senili, è una delle cause principali della malattia. Elena Tamagno e Michela Guglielmotto del NICO Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi dell’Università di Torino - del gruppo di ricerca guidato dal direttore dell’istituto, il prof. Alessandro Vercelli - hanno individuato la relazione che lega la presenza di questa molecola ai principali meccanismi di morte e ricambio cellulare, entrambi responsabili della neurodegenerazione e dello sviluppo della malattia.

 

L’accumulo di depositi o detriti cellulari impedisce, anche negli organismi sani, il buon funzionamento delle cellule. Nella malattia di Alzheimer il meccanismo di degradazione che normalmente garantisce il ricambio cellulare è alterato, ma ad oggi non era chiaro il meccanismo molecolare che impedisce alle cellule malate di smaltire i ‘rifiuti’, che blocca cioè il normale processo di autofagia provocando uno stato di sofferenza.

 

Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Autophagy, è nato nei laboratori del NICO l’Istituto di Neuroscienze della Fondazione Cavalieri Ottolenghi - Università di Torino con sede a Orbassano, ma è frutto di una collaborazione a livello nazionale e internazionale. Hanno infatti partecipato - oltre al Dipartimento di Scienze Biologiche e Cliniche dell’Università di Torino - ricercatori dell’Università di Catania, Genova, Losanna e della Columbia University di New York.

 

"Grazie a questo studio abbiamo aperto la strada a nuove ricerche - commentano le ricercatrici del NICO -occorre infatti indagare i meccanismi molecolari che rallentano lo smaltimento di ‘rifiuti’, così da favorire il processo di ricambio cellulare di tipo ‘positivo’ e frenare lo sviluppo dell’Alzheimer. Questi risultati - che confermano l’importanza della ricerca di base - potrebbero aiutare a disegnare nuove terapie che possano curare, o almeno alleviare i sintomi di questa terribile malattia".

 

A causa dell’aumento dell’aspettativa di vita, la malattia di Alzheimer - che colpisce prevalentemente la popolazione anziana - diventerà un problema sempre più pressante. Almeno 1 milione di Italiani soffrono di questa patologia e senza nuove scoperte questo numero è destinato a rappresentare solo la punta dell’iceberg.

Ufficio stampa NICO: Barbara Magnani
Cell. 339 3096245
Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 11 Settembre, 2014

FIRMATO L'ACCORDO TRA L'UNIVERSITA' DI TORINO E LE UNIVERSITA' DEL SAHEL PER LA SICUREZZA ALIMENTARE E LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE - fotocomunicato

Al centro il Rettore Ajani con la delegazione africana

Oggi martedì 19 novembre è stato firmato l’accordo di collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino e le Università del Sahel (Niger, Burkina Faso e Tchad) per l’avvio del progetto  R.U.S.S.A.D.E. (Réseau des Universités Sahéliennes pour la Sécurité Alimentaire et la Durabilité Environnementale), iniziato nell’ottobre 2013 nel quadro del programma EDULINK, varato dall’UE con finalità di rafforzamento della cooperazione nel settore dell’istruzione superiore tra il gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), attraverso la creazione di reti istituzionali atte a promuovere un sistema di formazione di qualità per rispondere ai bisogni del mercato del lavoro e alle priorità di sviluppo socioeconomico dei paesi di queste aree. 

Il progetto avrà la durata di 3 anni e prevederà l’organizzazione di un corso di insegnamento superiore (Master) per la formazione e la specializzazione di figure professionali che si possano inserire localmente nelle istituzioni (enti pubblici, università od altri istituti di formazione di vario livello), nelle ONG, nelle imprese, ecc. che più intervengono nel campo dello sviluppo rurale. Il Master sarà aperto a studenti provenienti da diversi percorsi formativi (agronomi, veterinari, zootecnici, laureati in biologia, geografia, fisica, scienze ambientali, scienze naturali, ...) e dai Paesi partner nonché dagli altri Paesi saheliani della rete del C.I.S.A.O (Centro Interdipartimentale di Ricerca e Cooperazione Tecnico Scientifica con i Paesi del Sahel e dell'Africa Occidentale). 

“Con questo progetto – ha dichiarato il Rettore dell’Università di Torino, Prof. Gianmaria Ajani – il nostro Ateneo sottolinea la propria vocazione nella formazione internazionale. Il Master multidisciplinare consentirà di fornire ai soggetti formati una gestione integrata delle risorse naturali, per una maggiore sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale dei Paesi del Sahel.” 

“La strategia del progetto RUSSADE – ha aggiunto il Presidente del C.I.S.A.O , prof.ssa Elena Ferrero - prevede di rafforzare la qualità e l’efficacia dell’insegnamento superiore, in modo da aumentarne l’impatto sulla sicurezza alimentare di questi Paesi caratterizzati da un elevato tasso di povertà, largamente dovuto all’insufficienza alimentare, alla drastica riduzione delle risorse produttive e naturali (suoli, acqua) e/o alla loro cattiva gestione e/o sfruttamento.”

Data di pubblicazione del comunicato: 
Giovedì, 11 Settembre, 2014
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