L’indagine ha coinvolto, con un tasso di risposta dell’83%, 6.748 laureati triennali e 3.427 laureati magistrali biennali usciti dall’Università di Torino Università nel 2013 e intervistati dopo un anno, ovvero nel 2014.
Visualizza l'infografica relativa alla condizione occupazionale dei laureati triennali di UniTO a un anno dal titolo.
Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali è pari al 51%, un valore superiore di dieci punti percentuali alla media nazionale (41%). Tra gli occupati triennali dell’Università di Torino Università, il 35% è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 16% coniuga la laurea magistrale con il lavoro.
Chi continua gli studi con la laurea magistrale è circa il 49% (la media nazionale è del 54%): il 33% è impegnato esclusivamente nella laurea magistrale, mentre, come si è detto, il 16% studia e lavora. Il 12%, non lavorando e non essendo iscritto alla laurea magistrale, si dichiara alla ricerca di lavoro.
Il lavoro stabile - contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo (lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.) - coinvolge, a un anno dalla laurea, 34 laureati occupati su cento di primo livello di Torino Università (la media nazionale è del 33%). Gli occupati che non hanno un lavoro stabile rappresentano il 65% (prevalentemente con contratti a tempo determinato, mentre l’11% è senza contratto).
Il guadagno (calcolato su chi lavora solamente) è in media di 1.020 euro mensili netti. A livello nazionale è di 1.008 euro.
L’analisi deve tenere conto che si tratta di giovani che in larga parte continuano gli studi, rimandano cioè al post laurea di tipo magistrale il vero ingresso nel mondo del lavoro.
Cosa avviene, dunque, ai laureati magistrali a un anno dalla laurea?
A dodici mesi dalla conclusione degli studi, risulta occupato il 58% dei laureati, un valore lievemente superiore alla media nazionale del 56%. Il 14% dei laureati continua la formazione (a livello nazionale è il 14%). Chi cerca lavoro è il 28% dei laureati magistrali di Torino Università, meno del totale dei laureati che è il 30,5%.
A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per 33 laureati occupati su cento di Torino Università, poco meno della media nazionale (34%). La precarietà riguarda il 66% del collettivo (prevalgono i contratti a tempo determinato; mentre i senza contratto sono il 7%).
Il guadagno è in linea con la media nazionale: 1.057 euro mensili netti, contro i 1.065 del complesso dei laureati magistrali.